mercoledì 1 ottobre 2014

Ex Arena Italia: un piano in più e maggiore altezza rispetto al Piano Cevellati!


    L’assessore Ceresoni, in un recente articolo apparso sulla stampa,  presenta l’esito  finale della vicenda dell’ex Arena Italia come risultato esaltante.  E per rendere ancor più trionfalistica la variante puntuale, votata ormai mesi fa dalla giunta ,  chiama in causa maggioranza, minoranza, comitati cittadini e proprietà. Da quanto scrive Ceresoni, che usa argomentazioni di pura propaganda, emerge grande soddisfazione  per il risultato raggiunto, a cui tutti hanno dato un proprio contributo.

    Poiché sulla vicenda non c’è mai stata accondiscendenza né da parte del sottoscritto, né da parte del gruppo Partecipazione, credo mi corra l’obbligo chiarire.

   Già  durante le discussioni nella  commissione competente,  ho espresso  disappunto e  indignazione, sia sulla prima ipotesi di giunta che sulla  seconda poi approvata dalla stessa giunta.

Ho chiesto e ripetuto più volte, assieme ai colleghi del gruppo Partecipazione,  presentando  anche un’osservazione alla variante (osservazione respinta),  che si rispettasse quanto previsto dal Piano Cervellati.  

Ma da parte dell’assessore Ceresoni e dei suoi colleghi di giunta è stato adottato un metodo furbesco, per raggiungere l’obbiettivo di un cospicuo aumento di altezza e cubatura.  Il Piano Cervellati prevedeva per quell’edificio un’altezza massima di m. 7,80 ,  ma nella prima ipotesi di variante, Ceresoni e giunta  portano l’altezza a m. 13,22 ,  nella successiva deliberazione di variante  a m. 10,50.

Credo  che la giunta fosse  ben consapevole  nella prima proposta di “sparare alto”, per poter poi arrivare   comunque ad un aumento cospicuo di altezza, secondo i propri obiettivi, facendo la “bella figura”  di essere stati democratici, aperti al confronto e bravi, portando l’altezza a m. 10,50 dai 13 e rotti  da loro stessi prima preventivati…

   La verità finale è che hanno regalato  un aumento di cubatura,  permettendo ad un privato di poter costruire un piano in più, ripeto un piano in più,  rispetto al Piano Cervellati  e permettendo con la nuova variante di portare l’altezza dai metri 7,80 previsti sempre dal Piano Cervellati,  a metri 10,50 e di portarsi con l’edificio a m. 8 di distanza dalle mura urbiche anziché m. 12 ! Questa è la realtà.

      Quanto ho detto sopra è stato oggetto di un ulteriore mio  intervento nel consiglio comunale di lunedì 29 settembre, a chiarimento del recente articolo di Ceresoni.  La risposta dell’assessore Ceresoni in pratica non c’è stata, perché l’assessore ha spostato il discorso su via Carducci e sulla Sacelit . Nello specifico dell’edificio ex Arena Italia, ha riferito di aver come governo cittadino preso una decisione soddisfacente che “intanto ha contribuito a risanare l’area dal degrado, dall’amianto e  dall’invasione  dei ratti”, in attesa della futura nuova costruzione, che avverrà secondo la variante puntuale da loro approvata, da me e altri contestata. 
 
 Effettivamente l’ area era in degrado, ma l’assessore non  può introdurre un nuovo criterio in urbanistica. Il degrado e la presenza dei ratti non possono giustificare  il “regalo”  di un piano in più!

Mentre Lei assessore si esalta, io esprimo la  triste considerazione che  il Piano Cervellati  per tutti gli altri cittadini  viene applicato in modo rigoroso e per l’ex Arena Italia ciò non è avvenuto.

 

 

sabato 9 agosto 2014

Gestione e manutenzione illuminazione pubblica e semafori

  Il consiglio comunale di Senigallia, in data 31 luglio 2014, oltre ad approvare il nefasto bilancio 2014, ha dato via libera ad un Project Financing, proposto dalla cooperativa modenese Cpl Concordia,  per “ la gestione, conduzione, manutenzione ordinaria e straordinaria, fornitura di energia elettrica, realizzazione di interventi di  miglioramento dell’efficienza energetica  e adeguamento alle normative sugli impianti di pubblica illuminazione e impianti semaforici ”.

  La Cpl Concordia è un colosso cooperativo nel campo dell’energia, lavora in tutta Italia da nord a sud e già nella nostra città gestisce gli impianti di riscaldamento degli edifici comunali.  Dopo il via libera di giunta e consiglio, partirà una gara ad evidenza pubblica con la precisazione che la ditta proponente, la Cpl in questo caso,  avrà il diritto di prelazione di cui all’art. 278 del DPR 207/2010.

   Il sottoscritto ha espresso in consiglio comunale forte avversione alla delibera, motivando il voto contrario e proponendo un’alternativa che la maggioranza non ha preso per nulla in considerazione.

Chi ha “sollecitato” la Cpl Concordia ad elaborare e presentare  un progetto per la gestione dell’illuminazione pubblica di Senigallia?  Non sarebbe stato più giusto ed opportuno “sollecitare” allora ditte della nostra provincia? La ditta riconosciuta come proponente ha l’indubbio vantaggio della prelazione e quindi parte favorita.

Oltre al dissenso sopra citato  e che conteneva la proposta a favore di ditte locali,   ho fatto notare ai consiglieri la non opportunità, secondo il mio parere, di avallare il progetto-proposta della Cpl Concordia.

 Da una semplice ricerca su google si evince che la cooperativa in questione ha finanziato il Pd. Un articolo del Resto del Carlino, del 6 maggio 2013,
evidenzia un finanziamento al Pd di Ferrara di 15.000 euro. Il finanziamento è avvenuto nella legalità e trasparenza perché dichiarato secondo la legge attuale sul finanziamento ai partiti.  Ma come dice Don Ciotti “non tutto quello che è permesso ed è legale è sempre opportuno”. 

    Tutte le imprese che “aiutano” le macchine dei partiti non dovrebbero, secondo me,  essere prese in considerazione da nessuna amministrazione pubblica, al fine di  interrompere la catena di finanziamenti  dalla dubbia motivazione.  Ma è un mio convincimento,  spero condiviso da tanti.

Luigi Rebecchini

giovedì 26 giugno 2014


Che fine ha fatto la giusta esigenza di un nuovo Regolamento Edilizio?

 

“Senigallia ha una strumentazione urbanistica vecchia di 20 anni e non più adeguata per governare la città e il paesaggio”. La frase virgolettata è scritta nella relazione che accompagna la delibera della giunta n.60 del 16/04/2013.

Nel testo della stessa delibera di giunta troviamo ancora:

“ A seguito dell’emanazione di nuove disposizioni legislative sovraordinate, in particolare in tema di ambiente, risparmio energetico, sviluppo sostenibile, tutela e valo-rizzazione del “paesaggio” nonché delle innumerevoli criticità che si riscontrano nella gestione degli interventi edilizi, in particolare per quelli che concernono il recupero di fabbricati, si rende indispensabile procedere ad una revisione generale e organica della strumentazione regolamentare in materia di trasformazioni edilizie ed urbanistiche del territorio comunale”.

 

In pratica sindaco, assessore all’urbanistica e gli altri membri della giunta comunale, questa volta in maniera condivisibile, affermano che nel Comune di  Senigallia vige  un  Regolamento Edilizio ormai vecchio, superato e  che serve a poco e addirittura è di ostacolo ad una normale e corretta attività edilizia.

 

Alla delibera citata si allega una articolata proposta di revisione generale del Regolamento Edilizio Comunale  da portare alla discussione delle categorie interessate, della commissione consiliare competente, del Consiglio Comunale. Viene anche stabilito un cronoprogramma che porta come data conclusiva dell’intero iter di approvazione  da parte del Consiglio Comunale il 6 dicembre 2013.

 

Ma come sono andate e come stanno ora effettivamente le cose?  Dopo la delibera  del 16 aprile 2013, la commissione competente aveva iniziato subito l’esame della prima parte della proposta del nuovo Regolamento Edilizio,  tutti consapevoli dell’importanza di un nuovo e aggiornato strumento. Avevamo iniziato lo studio della parte che riguardava l’edilizia rurale , sicuri che avremmo continuato i lavori e finito quella  parte in esame e poi proseguito sul resto dell’articolata proposta che ci era stata presentata.

 

Invece, dopo poche riunioni, l’iter  sul regolamento edilizio si è bloccato (sono passati molti mesi ormai) per volere della stessa maggioranza, non certo della commissione, di regolamento edilizio non si parla più! Ad una mia interpellanza effettuata nell’aprile scorso in Consiglio Comunale su questa questione, l’assessore Ceresoni in pratica non mi ha dato risposta.

 

Ritengo urgente la ripresa dei lavori di commissione sul regolamento edilizio, per poter giungere all’approvazione di un nuovo regolamento ormai veramente necessario.  

 

Le regole in edilizia devono essere chiare e codificate il più possibile, non si possono  lasciare le pratiche edilizie ad un regolamento “non più adeguato e dove si riscontrano innumerevoli criticità nella gestione degli interventi edilizi…”, non si possono lasciare alla completa libera interpretazione  e discrezione, non è possibile mandare in confusione cittadini, progettisti, imprese e gli stessi uffici comunali. 

La discrezionalità amministrativa, quando è eccessiva, come nel nostro caso, compromette seriamente la imparzialità che dovrebbe avere un servizio pubblico. Ma in vista  delle elezioni del prossimo anno, evidentemente,  qualcuno ci ha ripensato ed ha considerato più utile, a fini elettorali, mantenere  regole inadeguate e confuse per sviluppare meglio forme di clientela.

 

Luigi Rebecchini    (capogruppo gruppo misto)

venerdì 30 maggio 2014


Elezioni Comunali 2015: la “lastra ai raggi X” è per il consigliere Rebecchini


... ed a fungere da "radiologo-fotografo-regista-giornalaro", anche questa volta, è: Franco Giannini il brontolone! -

VIDEO   https://www.youtube.com/watch?v=XwxLQxnwspM


Paziente lettore che ti appresti a scorrere queste righe, vorrei suggerirti, prima di iniziare la lettura della cronaca di questo incontro, di andare in fondo alla pagina e visionare prima il video. Questo perché è da lì che comincia questo colloquio con il consigliere comunale Luigi Rebecchini e che poi prosegue qui sotto, con il solo scritto.

Un colloquio dal tono del tutto amichevole, come piace a me e come ho raccomandato al consigliere Rebecchini, affinché tutto fosse comprensibile a tutti, proprio perché lontano dal quel linguaggio istituzionale e tecnico, che invece solitamente e spesso si usa in politica.



Giannini – Lei non sa Rebecchini, quanto mi sia difficile abbinare il suo nome a quello di “Gruppo Misto“. Lei, mi disse una volta, che col non avere più un partito a cui rispondere si è più liberi. Immagino che ciò sia vero. Ma che farà, ora, durante questo periodo elettorale, senza un partito dietro le spalle? Farà come il sottoscritto? Si divertirà solo a vedere le notti dei “lunghi coltelli”, che se ne diranno di tutti i colori? Non è che alla fine farà come quegli allenatori di calcio esonerati, che alla domenica si mangiano le dita vedendo le partite alla TV, senza poter gridare dalla panchina ordini e schemi? Penso infatti che continuerà ad avere le sue idee, i suoi ideali da portare avanti, ma, nel bene o nel male che sia, lei resta sempre senza un partito ufficiale!
Rebecchini – Bella domanda. Si, devo dire la verità, io mi sento in questo momento orfano di Partito. Allora racconto anche brevemente il perché ho lasciato Rifondazione. Io penso che il Partito a cui ho appartenuto, anche esso diceva nei congressi di voler costruire  una nuova sinistra di alternativa. Invece dopo, e questo spesso e volentieri, si è dimostrato ruota di scorta per il PD. Beh, allora quando non c’è chiarezza di linea, c’è disorientamento negli elettori, i risultati alla fine non premiano e non hanno premiato questo Partito che per me è ormai un Partito finito. Ma quello che mi dispiace è che io non vedo al momento in Italia un Partito della Sinistra. Non che gli ideali del socialismo non siano più validi, anzi, io, non so quando, non so se tra un secolo o tra poco, tra qualche anno, oggi nella politica le cose cambiano anche velocemente, penso e prevedo che ci sarà un cambiamento. Io ritengo che certi valori come l’Uguaglianza, per esempio, siano valori sicuramente per il bene del mondo e mio auspicio, che essi tornino in auge. Altrimenti questa guerra fra gli uomini, per il predominio di uno sull’altro, continuerà ad abbruttirci. Lei mi dice praticamente – e me lo fa notare sorridendo – che farà da grande? Sicuramente continuerò a fare politica. Però non è detto che la politica bisogna farla sempre e solo nelle Istituzioni. No, infatti anche lei, scrivendo, fa politica, perché leggo i suoi interventi. Io quindi non lo so in che modo lo farò, se dentro o fuori le Istituzioni. Al momento, mi sento orfano di Partito, ma certamente andrò a votare, e tra tutti i “partiti” sceglierò quello che ritengo a me più vicino, che opera in maniera corretta. E quindi mi esprimerò comunque. Un voto ed una vicinanza, se vuole.


G - Già mi ha fornito in un certo qual modo la risposta alla mia seconda domanda che avevo preparata, ovvero mi dica, che tanto non ci ascolta nessuno, si presenterà a candidato a Sindaco?
R - Noooo – e si lascia andare ad una risata – guardi, proprio non credo…


G - Allora è ufficiale il No. Lei non si presenterà. Ma allora a quale componente della minoranza, dell’opposizione, o per quale candidato o per quale lista o partito, inviterà a votare i suoi elettori, o meglio a quale lista offrirà il suo nominativo per una sua eventuale riconferma a quel minimo sindacale che è un posto in Consiglio Comunale?
R - Dicevo che penso di no, ma sa in politica mai dire mai. Io mi auguro che il Gruppo “Partecipazione” continui la sua esperienza, perché ci vedo delle persone valide all’interno sia del Consiglio Comunale e che sono Roberto Mancini e Paolo Battisti, ma anche fuori. Un gruppo abbastanza attivo. Quindi io credo, mi auguro che loro possano continuare. Vedo questo gruppo, che merita già attenzione e, si, può far paura. Un gruppo che non dimentichiamo nella volta elettorale precedente ha toccato un discreto 13% di consensi. Io voglio sperare che questo gruppo riesca a coalizzare forze anche più ampie. Ritengo comunque a questo punto si renda necessaria una discontinuità dal punto di vista politico, perché sempre un partito solo che governa una città, un paese, io penso che dal punto di vista democratico, sia un fatto non buono. E’necessaria una alternanza. E credo che ormai i tempi siano maturi per questo tipo di alternanza. Se il Gruppo Partecipazione dovesse fare qualche cosa, mi dichiaro quindi disponibile a dare una mano, anche perché politica l’ho fatta da sempre, da bambino quasi. Non che io comunque campi o abbia mai campato di politica. Lei lo sa, ma sarà bene che anche i cittadini che leggono lo sappiano. Ho infatti lavorato a Pesaro  prima e per trent’anni poi nella Scuola.


G - Ho parlato di “Opposizione“, ma a parte quella che ha fatto lei, ma che cosa mi può dire di quella degli altri componenti . Mi dica sinceramente, come è suo solito, ma l’Opposizione a Senigallia in questo quinquennio che va concludendosi, c’è mai stata veramente? O se c’è stata, è stata all’acqua di rose, oppure trattasi solo di una mia sensazione? Questo mia perplessità credo che risponda al vero, almeno dalle voci di popolo che sembrano confermare il mio interrogativo?
R - Io penso che la mia opposizione e quella degli amici di “Partecipazione” sia stata in questi anni un’ “Opposizione” molto ferma, molto precisa, molto puntuale. Posso fare anche un esempio: La variante urbanistica approvata dal Consiglio Comunale un mese fa che ha visto il mio voto contrario, unico voto contrario. Contrari anche Mancini e Battisti, ma erano assenti uno per motivi di salute e l’altro per un impegno con il giornale che dirige. Voto contrario, unico voto contrario, mentre le altre “Opposizioni” o si sono astenute o mi pare uno sia stato anche a favore. Faccio questo esempio, ma ce ne sarebbero tanti altri. Non è una Opposizione preconcetta. Ci sono state decine e decine di Commissioni. Era una variante che innalzava nella prima proposta l’altezza degli alberghi tutti a 26 metri. E lì noi ci siamo ribellati, con articoli con interventi in Consiglio Comunale. E devo dire che ci ha seguito anche qualche Commissario di Maggioranza e ci è stata una correzione che però non è stata sufficiente a mio parere, perché per gli alberghi della parte centrale, per alcuni alberghi può anche essere possibile, secondo me, alzare le altezze è deleterio. Infatti Senigallia ha questa caratteristica di avere un Lungomare gradevole e quindi variare le altezze vuol dire renderlo meno vivibile, meno piacevole. Dal mare non si vedranno più le colline. Comunque si è moderata, si è mitigata la prima proposta. E questo io penso anche al contributo forte dell’Opposizione. Non abbiamo votato poi quella variante perché si prevedono parcheggi, cosa positiva, sei parcheggi sulla statale sud, ma fatto assai negativo, che questi devono essere legati a dei Centri Commerciali. Capannoni che rovinano l’ambiente! Invece fatto positivo che abbiamo giudicato, che abbiamo cercato è che sono state accolte le richieste dei cittadini, di trasformare i terreni che avevano, o delle porzioni di terreno che avevano magari vicino alla casa, da edificabili a verde privato o agricolo. Anche qui però una critica ci sta. Questa opportunità doveva essere data a tutti i cittadini di Senigallia. Non tutti i cittadini di Senigallia seguono, ed aggiungo purtroppo, e leggono i giornali, seguono le vicende del Comune, quindi molti non hanno saputo di questa opportunità. perché i cittadini hanno chiesto questo, perché oggi l’IMU grava molto sui terreni edificabili, quindi questa opportunità di trasformare i terreni non edificabili doveva essere data a tutti e per essere data a tutti, bisognava che come arrivano i bollettini per i pagamenti vari doveva ugualmente arrivare ai cittadini tutti una lettera nella quale ci doveva essere scritto che coloro che si trovavano in queste situazioni su descritte, aveva questa opportunità. Però questo non c’è stato. Non mi piace di quella variante neppure che il Comparto di via Cellini, anche se si riduce la superficie degli edifici che andranno ad insistere, avremo però edifici di cinque piani. E già sulla collina avere edifici di cinque piani in via Cellini è una cosa non buona. Come può vedere, opposizioni dure si, ma anche propositive!


G - Comunque questo mio “J’Accuse” era indirizzato più che a lei, agli altri componenti dell’Opposizione…
R - Riconosco anche il ruolo impegnativo svolto da Paradisi nell’Opposizione. Paradisi, lo riconosco, è una persona preparata, molto corretta che spesso conduce, ha condotto delle battaglie in maniera esemplare. Ruolo di Opposizione che riconosco meno, invece, lo devo dire con tutta sincerità, al centro destra, a codesto Nuovo Centro Destra. E’ un’ Opposizione spesso di facciata, fatta sui giornali, ma quando si va sul pratico, il voto è spesso di astensione o di favore verso la Giunta. Ed anche le ultime vicende che stanno accadendo, sembra lo stiano confermando, dove parte di quell’Opposizione si riconosce nel Nuovo Centro Destra ed un’altra è confluita nel Gruppo Misto. Non so se ora il Consigliere Rimini si metterà in Opposizione con la Giunta, ed allora potremmo lavorare assieme, se invece si prepara per fare il salto in braccio alla Maggioranza, beh!! lui allora starebbe per conto suo. Diciamo che nel secondo caso, conviveremo nel Gruppo Misto, ma in maniera, molto separata.


G - Da quello che mi consta, se l’Opposizione “piange”, si può affermare che la Maggioranza ha poco da ridere. Dico questo, perché, a quel che mi risulta, nella pancia della maggioranza, si dice ci siano “fermenti”, “brombolii”… e qualche nome – Pulcinella tiene, in un segreto caveau di cui però tutti posseggono la chiave, il nome o i nomi – che prima o poi dovrebbe o dovrebbero, venire allo scoperto. Quindi, come le chiamano, ci saranno, s’immagina, di nuovo le “Primarie”. Sa quelle cose che si fanno “democristianamente”, con il sorriso sul viso ed il “coltello” nella tasca? Ci sarà, magari, anche un terzo nome che fungerà però solo da “agnello sacrificale”. Chiedo allora a Lei, gli risulta tutto ciò? Ma non mi dica però, anche lei, che non sa nulla ? Non sarebbe da lei!
R - Sorride e quindi già di per sé è una conferma ! – Sinceramente, devo dire la verità, non m’importa. Non vado dietro a questi fermenti, a questi giochi.
G - Ma qui il mio gioco, il mio compito, è quello di conoscere dei nomi… su non faccia ora anche lei il “politico”!!
R - Si, so anche io di proposte nel PD di candidati che si vorrebbero proporre a sindaco… – e continua a sorridere-
G - Allora questo che mi dice mi conferma che le voci di popolo, stanno diventando voci di Dio!!
R - Si ci sono malumori … ma sono fatti di casa loro! Non mi perderei insomma su queste vicende.


G - E se quello che gli ho rivelato fosse vero, i voti dell’Opposizione come pensa verrebbero distribuiti, Pro o Contro questa stessa Amministrazione. Ha detto che i suoi sarebbero “no pro”, ma certo è che anche contro, sarebbe dura da scegliere chi, perché se guarda l’ideologia è all’opposto della sua. Salvo allora si guardi i nomi dei singoli. Ed allora quale sarebbe la sua scelta?
R - Francamente io mi auguro che ci sia, come dicevo prima, una coalizione di alternativa a questa Giunta. Praticamente al PD che governa oramai da un decennio in questa città. Quindi una coalizione chiaramente orientata a certi valori. Io mi auguro che questa proposta possa avere un successo. Che abbia un programma molto semplice, molto chiaro, la vicinanza con i cittadini, con dei punti fondamentali e chiari. Programma che sintetizzerei in tre punti principali, che poi chiaramente possono avere una sottoelencazione di altri punti. Ma i tre punti principali su cui orienterei il programma di questa alternativa al PD, quindi questa coalizione, sono : Turismo,…


G - Mi scusi, ma lo fermo subito qui, perché sembra che mi abbia letto le domande successive che mi ero preparato e che quindi passo subito a rivolgerle.
Anche se non aspira alla carica di primo cittadino, però può provare a divertirsi nel fare una lista delle priorità che ha Senigallia tra quelle che le elencherò, facendoci su un’analisi telegrafica del perché e di come le si potrebbero migliorare: Commercio, Sanità, Economia, Rifiuti, Ecologia, Sicurezza ?
Nell’elenco, come avrà potuto vedere non ho inserito Urbanistica&Viabilità, Edilizia, Cultura, Turismo, perché ho imparato a conoscere, da quando lo seguo in Consiglio, quanto questi argomenti le stiano a cuore, quanta sia la sua preparazione e quanto le piaccia di conseguenza parlarne più ampiamente.
R - Ecco un’altra bella ed interessante domanda. Io direi quindi tre temi grandi che poi racchiudono in essi altri sottotitoli che sono l’Economia, che poi racchiude anche il Turismo, il Sociale e poi l’Urbanistica ed Edilizia. Turismo. Comprende molte di queste voci: Cultura, Commercio, Agricoltura. Quindi questo è fondamentale per la città di Senigallia. A me il settore del turismo è sempre piaciuto. Fin da quando ero già studente all’Università di Firenze, sia nella tesi di laurea che in altri esami, ho sviluppato dei piani per il turismo. Sul turismo, la sinistra ha molte colpe, per non averlo sviluppato in Italia in maniera adeguata. A parole la sinistra, nei programmi, nei dibattiti, nei convegni, anche nei congressi, metteva sempre la parola “Turismo”. Si diceva che esso era lo sviluppo economico, era l’industria pulita. Nei fatti, invece, ho visto, ed ho toccato con mano, l’esatto contrario.
Quando poi si andava a livello locale a parlare di turismo, venivano fuori dei luoghi comuni non accettabili. Si, non accettabili. Io penso che solo una regione in Italia abbia lavorato per il bene del turismo e sia la regione Toscana. E posso affermarlo, perché sul turismo in Toscana, c’ho studiato. Per il resto niente. Dicevamo i luoghi comuni. Quando si va sul locale si parla sempre di albergatori che lavorono poco, che lavorano tre mesi, la stessa cosa si dice per i bagnini, la stessa cosa per i ristoratori. C’è una sorta di avversione verso chi, poi dopo, deve essere per forza, un anello importante per favorire il turismo. E non si può avere questa avversione verso suddette categorie! E’ come dire io voglio che l’industria funzioni però voglio che poi vada male. Sul turismo, in Italia, si è fatto molto, molto poco. Il turismo può essere veramente il nostro “Petrolio”. Io sono convinto di questo, perché abbiamo delle ricchezze culturali, architettoniche, di paesaggio, veramente grandi e le Marche per esempio, è una regione che può veramente offrire molto al turismo. In questi ultimissimi anni vedo che le Marche qualcosina in più, lo devo riconoscere, fa, però deve esserci una strategia molto chiara di valorizzazione, perché poi il turismo si lega alla Cultura, si lega pure ai prodotti del territorio e si lega al Commercio ed all’Artigianato.
Quando sono stato Assessore al Turismo, ho tenuto sempre questa strategia. Ogni iniziativa era legata a questa strategia. C’è un rischio per Senigallia, visto che parliamo della nostra città, che io ho detto anche in Consiglio Comunale ed ho anche scritto e pare che anche lo stesso Sindaco sia daccordo con me, non trasformare il nostro turismo, nel “Turismo dello Sballo”. In cui, durante l’estate, arrivano orde di giovani per fare chiasso e basta. Deve essere un turismo di alto livello culturale, penso, perché è questo che richiama anche i giovani. Nell’ultima Commissione Turismo ho proposto un nuovo evento che ha avuto l’approvazione da parte di tutti i membri della Commissione ed anche dello stesso Sindaco a cui questa proposta è piaciuta molto ed ha detto che ci vuole lavorare su : la proposta era di caratterizzare Senigallia, come città dalla vista culturale avanzata. La creazione del “Giorno delle Viole e dei Violini”. Cioè riempire la città di Senigallia di musica classica nelle varie piazze, fatta da giovani che frequentano il Conservatorio o altre scuole di musica, dal mattino fino a tarda notte. E questo può essere un evento che può assumere dimensioni molto grandi, perché se ci sono degli sponsor o delle risorse economiche, la serata si può concludere con la presenza di una persona importante, di un artista importante nel campo musicale che può richiamare turisti anche dall’estero, con un grande concerto. E’ accaduto già in Sardegna, a Cagliari mi sembra di ricordare, dove mi sembra un violinista, ha richiamato turisti fin dal lontano Giappone.
Però è una città che vive, dove anche le piccole cose possono diventare grandi e farla diventare grande.
Poi il Sociale. Molta attenzione va rivolta alla Sanità, sia per quanto riguarda l’Assistenza alle persone più svantaggiate, come diversamente abili, sia economicamente parlando e qui allora entra in gioco l’attenzione al non aumentare i tributi.
Mi riferisco ad esempio a quando poco prima che cadesse il Governo Letta, o fatto cadere, il Comune aveva preparato una lettera contro il Governo Letta dove si diceva che al Comune si sottraevano risorse e questo si traduceva nel depauperamento generalizzato della cittadinanza tutta. Io non ho visto cambiamenti, il giorno dopo la lettera non è più partita. Quindi dicevo, non depauperare più i cittadini, perché i cittadini non ce la fanno più neppure a Senigallia. Tarsu, Tasi, tributi vari, Addizionali Irpef dove il cittadino non si accorge immediatamente, ma lo vede quando arriva la pensione che l’importo del cedolino si riduce.
Già negli anni passati abbiamo avuto una forte stangata dalla Regione sull’addizionale Irpef. Quindi su questo c’è da fare molta attenzione.
Dell’Urbanistica ed Edilizia ne abbiamo parlato prima. Dico solo una cosa : anche qui bisogna snellire certe pratiche, perché stanno troppo negli uffici comunali. Il regolamento edilizio era partito – e come vede devo richiamare in causa l’Assessore Ceresoni – che giustamente diceva che il regolamento non è più valido. Che è un regolamento vecchio. Sono venute leggi nuove, nuove norme, nuovi regolamenti che lo rende non più valido. Lo abbiamo trasformato in piccola parte sulle monetizzazioni, il resto era venuto in discussione nella Commissione, lo stavamo discutendo, c’è stata la delibera N° 60 di Giunta dove nel 2013 si dava anche un termine, ma non se n’è parlato e non se ne parla più e temo che questo sia dovuto alla vicinanza delle prossime elezioni comunali. E questo non va bene. Il regolamento è una palla al piede per l’edilizia.


G - Quali sono le proposte o gli argomenti che ha trattato in Consiglio e che magari sono stati osteggiati all’inizio, ma poi alla fine hanno ottenuto quell’attenzione in cui sperava?
R - Alcune proposte che hanno trovato una forte opposizione nostra era la privatizzazione delle Farmacie. Ci siamo mossi in maniera molto ferma. Non capivamo quale know how il privato potesse portare a Farmacie che erano e sono redditizie. Dopo, finalmente, il Comune ho visto che ha fermato, per il momento, questo progetto di vendita. E’ stata una battaglia dura, dove sono intervenuto sia con uno scritto che con un video che ho lanciato su FB. Poi anche la battaglia che stiamo conducendo contro la privatizzazione dei Servizi Cimiteriali. Anche qui il Comune, al momento, sta esaminando il progetto e nulla è stato ancora deciso.


G - Abbiamo iniziato la chiacchierata con un apprezzamento sulla miglior cosa fatta da questa Amministrazione. Per chiudere sarei a chiederle… e la peggiore, invece, per cui sarà ricordata?
R - Mahh, io direi la peggiore per cui sarà ricordata questa Amministrazione… – e dal momento che si lascia andare ad una lunga pausa di riflessione, gli faccio…
G - … gli verrebbe da dire che sono tante??? – e lui allora si lascia andare ad un sorriso … -
R - No, voglio essere concreto! Potrei dire tante si, ma una è principalmente il modo di porsi, la vicinanza con i cittadini, a come si prendono i provvedimenti, non solo con i tagli dei nastri, ecc. Io penso una vicinanza particolare ai cittadini di Senigallia che in questo momento stanno male. Sarà una piccola cosa, una minima cosa, però penso che questa ci deve essere e deve essere un tratto d’unione tra l’Amministrazione ed il cittadino.
Comunque la cosa peggiore, continuo a pensare e ritorno sull’edilizia: ho parlato di ex-Arena Italia, non è cambiato il parere su Via Rodi, anche se è un lascito del passato, non sono cambiate le responsabilità di questa Amministrazione su Palazzo Gherardi, che si è lasciato andare in degrado. Non si è mai cercato fondi, mentre sarebbe stato possibile cercarli come si è fatto per altri edifici storici. E questa poteva essere veramente una sede museale importante per Senigallia ed invece… ! Poi c’è il problema della Sacelit-Italcementi: avevamo detto che era un progetto faraonico, non adeguato ai tempi. Già nel 2008 c’era questa crisi edilizia. Io leggo una relazione della stesso proprietario Lanari in cui diceva: io inizio una scommessa… e da cui emerge che già lui stesso era scettico, ma voleva scommettere. E l’Amministrazione è andata dietro a questa sua scommessa perdente. Noi l’abbiamo detto chiaramente che era perdente, che non poteva farcela, che il mercato stava cambiando. E’ un’area che è nata male ed è finita peggio!!


G - Ultima domanda, questa volta veramente. Forse anche un po’ cattiva, non nei suoi confronti!! Allora: Non sarebbe corretto chiederle, prima di tutti nei suoi confronti, anche per non metterlo in imbarazzo, e secondo nei confronti dell’intera Giunta, i nominativi degli Assessori “meno brillanti”. Però vorrei chiederle, che per un solo istante indossasse i panni del Briatore nella trasmissione su Sky. A quanti di costoro, badi bene no a chi, mi basta solo che dica un numero, tenderebbe lateralmente il braccio destro, per esclamare, ” Tu per me, sei Fuori!!”. Attenzione però a non dirmi 7, oppure 8 considerando che il Sindaco è anche Assessore al Turismo.
R - Non dico né un numero né tanto meno indico i meno brillanti. Dico invece con chi ho lavorato bene, anche in Commissione, e ci tengo anche a farne il nome: l’Assessore Stefano Schiavoni, con il quale ho sempre avuto un buon rapporto. Ho notato in lui molta sensibilità in ambito culturale, artistico e credo che non sia considerato in questo settore dalla Giunta, come invece dovrebbe e messo nelle condizioni migliori per operare.

https://www.youtube.com/watch?v=XwxLQxnwspM

mercoledì 4 dicembre 2013

FARMACIE COMUNALI DI SENIGALLIA.

La proposta di delibera di costituire una Srl per la gestione delle Farmacie Comunali è carta straccia. Tiriamo un sospiro di sollievo, almeno per ora!

http://www.youtube.com/watch?v=rM2P2Hk8DRk

venerdì 29 novembre 2013


VERSO  LA  SCIAGURATA   PRIVATIZZAZIONE  DELLE  FARMACIE  COMUNALI  

Se ne parlava già da metà agosto, ma allora erano solo voci, oggi cominciano a giungere gli atti scritti. Nella proposta di delibera, arrivata alcuni giorni fa in sesta commissione,  troviamo la volontà dell’amministrazione comunale di cedere al privato una quota di minoranza delle due farmacie comunali per non meno del 40% , per aprirne in società una terza. Una delle motivazione scritte in delibera è che il privato porterebbe  “know how e logica manageriale” !!!

La questione della vendita di quote importanti delle farmacie comunali non può essere considerata al di fuori del contesto generale della tendenza alla privatizzazione dei sistemi sanitari e di considerazioni sul mercato dei farmaci. Il mercato del farmaco è il principale mercato legato alla salute e nel corso di questi ultimi anni, in Italia e non solo, è stato caratterizzato da grandi investimenti motivati dalle previsioni di crescita dovute a fattori sia legati alla domanda (invecchiamento della popolazione), sia alle novità delle cure.

A fronte di questo, si sta sviluppando   un processo di concentrazione  per mezzo delle più grandi operazioni di acquisizione e fusione.  Siamo di fronte alla creazione di oligopoli che si mettono nelle condizioni di esercitare un forte controllo sui prezzi anche attraverso  il controllo diretto  della rete al dettaglio.

Le farmacie comunali italiane sono più di 1300 (tutte con bilanci in attivo e localizzate principalmente nel centro nord) contro le circa 15000 farmacie private. Fra privatizzazioni già fatte e privatizzazioni in corso, diverse centinaia sono già praticamente nelle mani dei privati. L’acquisizione dei pacchetti azionari delle comunali costituisce la più facile forma  per costituire catene di distribuzione nell’ambito del quadro normativo attuale.

Le formule di privatizzazione delle farmacie pubbliche passano quasi sempre attraverso la creazione di una Spa o una Srl, a cui i comuni cedono spesso il 49% (mantenendo quindi, temporaneamente, il controllo di maggioranza,  per poi negli anni, come quasi sempre accaduto, cedere tutte le quote non essendoci più il  precedente utile).

 Da un esame delle privatizzazioni finora realizzate, è facile constatare che i soggetti interessati all’acquisizione sono  le  multinazionali europee della distribuzione del farmaco, le cooperative di acquisto o società di capitali già operanti a livello italiano nella distribuzione del farmaco,  la Lega delle cooperative che si è aggiunta in questi ultimi anni, alcune Spa multiutility così vicine ai partiti e così lontani dalle persone e infine privati farmacisti già in possesso di forti capitali .

Opporsi alla privatizzazione delle farmacie comunali ha il significato di opporsi all’alienazione di una struttura distributiva pubblica, la cui cessione ai privati, siano essi catene multinazionali, catene nazionali in via di formazione o farmacisti privati, non può che avere l’effetto di una minore possibilità di controllo dei costi e di una sicura riduzione di servizi, senza tralasciare il reale rischio di licenziamento di personale in servizio da moltissimi anni e già vincitore di concorso pubblico.

 

Le nostre due farmacie sono in attivo e rappresentano un presidio di natura sociale per la città. Come non sottolineare, ad esempio, la garanzia di calmierazione dei prezzi che svolgono per una vasta fascia di farmaci prevalentemente usati dalla popolazione  più anziana, o per il minor costo di pannoloni per incontinenti che è inferiore al 30% rispetto al mercato, o per il minor costo del latte in polvere che arriva ad un meno 20%, o ancora per il trasporto gratuito e giornaliero delle medicine alla Casa Protetta o all’ Opera Pia , e infine come non sottolineare la  buona redditività delle nostre Farmacie Comunali benefica per il  bilancio comunale, quindi per tutti noi.

Invece di privatizzare, proponiamo un  rafforzamento e un ulteriore  rilancio  in termini di servizi delle due Farmacie che appartengono ai cittadini di Senigallia.

Ciò che più spiace è che una giunta che si dice di “sinistra” (e non di larghe intese) attui una politica di privatizzazione, una scelta che rappresenta bene quanto i partiti tendano a comportarsi in modo sempre più simile tra loro

 

Luigi Rebecchini (Gruppo Misto)

Paolo Battisti e Roberto Mancini (Gruppo Partecipazione)

domenica 24 novembre 2013

No alla privatizzazione

dei cimiteri”

Gruppo Misto e Partecipazione: "Basta col far pagare la crisi ai cittadini"

                                        Per l’ennesima volta (dato che l’iter sembra procedere spedito) interveniamo sul rischio della privatizzazione dei cimiteri di Senigallia e, lo facciamo per cercare di convincere la maggioranza che governa la nostra città a respingere la proposta di una “finanza di progetto”, giunta al Comune ormai da tempo e a cui l’Amministrazione dovrà per legge dare una risposta.

Due ditte di Catania e una di Roma, il cui titolare è sempre di Catania (ma potrebbero essere anche di Bolzano o Genova, per noi nulla cambia), che intendono riunirsi in  ATI – associazione temporanea di imprese -, asseverate come da legge da altra società di revisione e organizzazione contabile (di Roma), hanno presentato un “project financing” (finanza di progetto) per l’ampliamento e la gestione dei cimiteri di Senigallia, Montignano e Roncitelli. Se tale proposta dovesse essere accettata dalla Giunta, partirebbe la gara per la realizzazione del progetto. E qui inizierebbero i guai.
Questo perché la privatizzazione dei cimiteri sarebbe a quel punto cosa fatta a Senigallia, delegando al privato l’ampliamento e la gestione di questo servizio con un importo  da impiegare di oltre 19 milioni  in  cambio di 30 anni di gestione.
Qualcuno potrebbe dire: ma come, il privato mette una cifra così considerevole (anche se diluita negli anni)  e noi ci lamentiamo pure?
E qui casca l’asino, perché nessuno fa niente per niente, un privato investe solo per trarne un tornaconto, e con l’intervento esterno di capitali extra comunali, i profitti che gli investitori realizzeranno saranno tutti a carico dei cittadini, con un aumento certo ed esagerato dei costi. Inoltre la privatizzazione costringerà a corrispondere  l’Iva sui servizi cimiteriali, che attualmente i cittadini non pagano, essendo il servizio gestito dal Comune.
Il privato quindi è pronto a costruire e vendere in proprio i loculi, le cappelle e gestire tutti i servizi inerenti la tumulazione, la manutenzione, fino alla gestione delle lampade votive.
I servizi cimiteriali, per la delicatezza delle situazioni psicologiche ed affettive che coinvolgono gli individui, non possono essere considerati alla stregua della gestione di altri servizi meramente “commerciali”, necessitano di particolare attenzione poiché si incrocia la sensibilità e la dignità di ogni persona, anche dopo la morte. Le logiche speculative e di guadagno dovrebbero restare fuori dai cimiteri.
Vogliamo ricordare come si esprime sui project financing l’ing. Ivan Cicconi, uno dei più grandi esperti europei di appalti pubblici e direttore di Itaca, istituto per l’innovazione e la trasparenza negli appalti: “Chi appoggia il project financing è un catalizzatore di illegalità, un ladro di risorse, un ladro di democrazia, un ladro di futuro, appunto un ladro di tutto ! Il finanziamento del privato rimane solo aleatorio perché alla fine sarà il pubblico, quindi noi, a caricarsi di immani spese, ai privati invece rimangono gli utili”.
L’analisi del mercato sul project financing effettuata in Italia negli ultimi 10 anni individua una serie  di limiti legislativi, amministrativi, procedurali ed economici,  che impediscono una piena ed efficace risposta della finanza di progetto alla pressante richiesta dei servizi di pubblica utilità proveniente dal territorio.
Vogliamo quindi augurarci che l’amministrazione rispedisca al mittente la lettera e il plico ricevuto e gestisca al meglio le ditte che attualmente lavorano per conto dell’amministrazione e sotto il controllo della stessa, per un servizio sempre più adeguato. Visto anche che lo stesso servizio è in attivo nel bilancio del Comune, per cui non c’è nessuna motivazione logica e fondata per privatizzare.
da Luigi Rebecchini (capogruppo gruppo Misto)
Paolo Battisti (capogruppo gruppo  Partecipazione)

sabato 20 luglio 2013

CASSE E CIMITERO


Il comune vuol riempire le casse comunali con un project financing

Nel bilancio appena approvato  (con il voto contrario del Gruppo Misto e di Partecipazione), è passato anche il piano triennale di investimenti.

In detto piano troviamo l’avvio della proposta di Finanza di Progetto art. 153 ex D.lgs 163/2006,  gestione ed ampliamento complesso  cimiteriale  comune di Senigallia.

In poche parole si prevede di realizzare il progetto di ampliamento  e la gestione del Cimitero delle Grazie tramite lo strumento della Finanza di Progetto , meglio conosciuto con il termine anglosassone  Project Financing,  per la cifra di ben 19.242.760,00 euro.

Durante il dibattito in consiglio,  considerate le “raccomandazioni”  scritte nel verbale dei revisori dei conti e considerato il fatto che ormai la letteratura contro l’utilizzo della  Finanza di Progetto è sempre più ampia, ho chiesto chiarimenti e posto alcune domande.

So che la  Finanza di progetto si realizza attraverso il coinvolgimento di partner privati nel finanziamento (totale o parziale)  e nella realizzazione dell’opera, i privati poi recupereranno l’investimento attraverso il costo del servizio che verrà fatto pagare agli utilizzatori dell’opera. Il tutto può avvenire per il privato  intrecciandosi a banche e strumenti finanziari vari.

Si può pensare che la cosa sia utile e funzionale, invece io credo, come tantissimi  più esperti del sottoscritto,  che le  vittime principali saranno ovviamente i cittadini. Basta ascoltare le interviste sul web dell’ing.  Ivan Cicconi esperto in appalti e direttore di ITACA – Istituto per l'Innovazione e Trasparenza degli Appalti e la Compatibilità Ambientale.

 Gli stessi nostri revisori dei conti hanno scritto nel verbale del 15 luglio 2013 alcune raccomandazioni  importanti ed espresso  forti dubbi : “…raccomandando l’Ente affinchè si adoperi per il massimo e costante monitoraggio e controllo delle diverse procedure da affrontare nei vari steps delle operazioni da intraprendere soprattutto nell’intervento dei privati, trattandosi di opere di interesse pubblico che esplicano il loro effetto nel tempo, raccomandiamo inoltre di verificare attentamente, coinvolgendo gli tutti  uffici interessati, il piano economico-finanziario e quindi la convenienza di tale operazione e l’impatto che potrebbe avere nei prossimi Bilanci”

Ho anche aggiunto, nella mia richiesta di chiarimenti, se le voci ricorrenti  su una ditta di Catania interessata  alla Finanza di Progetto per il nostro cimitero  corrispondesse al vero.

Concludevo  con la semplice considerazione che qualsiasi ditta privata che verrà a Senigallia per ampliare e gestire per almeno vent’anni  il cimitero, sicuramente non verrà con spirito di ditta benefattrice.

La risposta immediata  del sindaco è stata  che non c’è al momento nessuna ditta perché siamo alla fase iniziale del percorso, che la cifra dei 19 milioni  potrà essere anche di sei milioni  e che nulla di certo al momento si sa,   che la partecipazione al progetto avverrà con bando. In ogni caso la procedura iniziata, concludeva il Sindaco,   verrà eseguita secondo le normative vigenti.

 Mi sono permesso  di replicare  prendendo atto che le voci di corridoio sulla ditta catanese risultano infondate, che la cifra dei 19 milioni e passa sta scritta sulla relazione ufficiale dei lavori pubblici allegata al bilancio e per ultimo, aggiungevo, che mi risulta incomprensibile l’ignoto sulle cifre espresso dal sindaco quando l’ing. Roccato attesta che” l’intervento in esame allo stato attuale ha tutte le caratteristiche per essere dichiarato di Pubblico Interesse” (dichiarazione riportata sempre nel verbale dei revisori dei conti).

   Un’ altra totale esternalizzazione di un servizio pubblico è alle porte.  L’appalto  attuale ad una cooperativa sociale mi pare cosa ben diversa dalla Finanza di Progetto proposta.   

    L’amministrazione comunale mi risponderà che resteremo comunque proprietari….

Luigi Rebecchini
(capogruppo Gruppo Misto)

Notte Bianca: I vomitatoi non ci devono appartenere, lasciamoli ad altri

      Poco più di un mese fa ho rivolto al Sindaco un’ interpellanza-appello, sottolinenando come Senigallia in questi anni si sia connotata sempre più come città dai turismi diversificati: città che ha saputo attrarre e sa attrarre un turismo fatto per le famiglie, per i giovani, per gli anziani, un turismo per lo sport, un turismo religioso, un turismo culturale, abbiamo un turismo che vuole godere delle bellezze paesaggistiche dei nostri luoghi, insomma ricordavo che gli sforzi fatti in questi anni e che si continuano a fare in questa direzione e con questa strategia hanno avuto e hanno un certo successo.
Purtroppo aggiungevo che, nel fine settimana, sta prendendo sempre più piede, qui a Senigallia, un altro tipo di turismo che rischia di vanificare tutto il lavoro fatto e che si continua a fare, un turismo che rischia di uccidere tutti gli altri tipi di turismo e che io ho definito e definisco “turismo dello sballo” o il “turismo degli ultras dello sballo”.

Ho trovato nella risposta del Sindaco, alla mia interpellanza di un mese fa, una positiva sensibilità con l’impegno di una costante e maggiore attenzione e considerazione sui problemi che avevo sollevato.

La notte bianca o notte della Rotonda, svoltasi pochi giorni fa, non è andata nella direzione del buon turismo auspicato. E’ stata una “festa” - festa tra virgolette - che si è connotata, per i contenuti espressi, come momento per uno sballo collettivo, per la felicità e le tasche di alcuni locali e il malumore della maggioranza dei cittadini e turisti che si aspettavano ben altro.
Non mi dilungo su quanto personalmente visto, ma certo una città in festa non vuol dire musica sparata a palla e alcool a gogò in ogni dove, ma deve andare nella direzione originaria della notte della Rotonda con un pullulare di iniziative di qualità, di buona musica e di cultura. Per la notte della Rotonda devono essere coinvolti e impegnati più assessorati, in modo che si elabori un progetto coordinato e che coinvolga tutta la città con eventi plurimi anche se non per forza costosi.

E’ necessario essere, ora, più solerti e attenti a trovare delle risposte per mantenere la nostra buona immagine e non degradarla. Mi permetto, anche questa volta, di proporre e chiedere che sul lungomare e in città avvengano solo un certo tipo di iniziative. Se non abbiamo risorse economiche per far pullulare la città di buone cose, meglio annullare la notte bianca tipo anno 2013, perché creiamo solo danno all’immagine della città.

Io credo , comunque, che anche con l’ausilio di associazioni e gruppi di cui la città è ricca, si possa fare molto nella direzione giusta per la prossima festa del 2014, mi riferisco all’organizzazione di spettacoli di teatro, di musei aperti, di musica d’autore, di dibattiti, di incontri culturali, di musica classica, di clawn, di artisti di strada, di mostre di pittura, di mostre fotografiche, insomma una città viva e vivace nelle sue piazze e vie che anche i giovani sapranno sicuramente apprezzare.
Dobbiamo cambiare completamente registro dalla notte della Rotonda del 2013, non possiamo mettere a rischio l’economia turistica per il beneficio di pochissimi, con azioni errate. Agiamo con iniziative di qualità, perché queste, meglio della repressione e delle sanzioni, fanno e faranno piazza pulita dei comportamenti da ultras dello sballo. Il Comune ha il dovere di proporre modelli positivi e alternativi allo sballo.
da Luigi Rebecchini
capogruppo Gruppo Misto

martedì 25 giugno 2013


Quasi scomparsa la storica spiaggia libera al molo di levante

Questo è il testo inviato alla stampa alcuni giorni fa. Dopo qualcosa si è mosso, rimane quindi  alta la mia attenzione a difesa della spiaggia  libera e pubblica, anche se i numeri sono a favore della maggioranza che governa la città, ma mai demordere.

Sabato pomeriggio  (15 giugno 2013) un messaggio, giuntomi su un social network,  mi informava   che la spiaggia libera compresa tra il  molo di levante e i bagni Bora Bora  era stata  di nuovo “ristretta” e, anzi,  rispetto all’anno scorso lo spazio libero era  ancora minore. La  denuncia del cittadino risultava essere  esatta e vera, avendo poi il sottoscritto verificato di  persona .

Lo sgomento e l’indignazione di quel cittadino diventano miei sentimenti, perché,   evidentemente, l’amministrazione comunale  non tiene conto di elementari necessità e diritti della gran parte dei cittadini.

Già l’anno scorso avevo denunciato sia in Consiglio Comunale che sulla stampa  la “rapina”, anche se parziale,  di quel tratto di arenile.

Il Comune  era poi intervenuto con un provvedimento per ristabilire in parte la situazione pregressa (riducendo l’area per le  società sportive)  e così poi scrivevano gli assessori Ceresoni e Memè  in un comunicato del  29 giugno 2012:  “Questo provvedimento conferma la volontà dell’amministrazione di garantire una differenziazione delle modalità di fruizione delle spiagge della città, preservando i tratti di litorale liberi da concessioni e dando la possibilità ai bagnanti di scegliere liberamente tra un’offerta pluralista e diversificata, obiettivo perseguito anche con gli strumenti urbanistici recentemente approvati, come il nuovo Piano degli Arenili…”

Oggi l’amministrazione comunale, contravvenendo a quello stesso provvedimento,  non solo  reitera la “rapina”  della spiaggia libera,  ma  aggrava ancor di più la situazione denunciata l’anno scorso,  lasciando meno spazio libero !  Qualcuno, o dal lato destro o dal lato sinistro,  si è spinto verso l’area libera,  sicuramente con una  regolare concessione a questa invasione.  La colpa è, naturalmente, di chi ha concesso.

I signori che governano la nostra città vogliono prima o poi privarci di quell’unico tratto libero in centro.   Non possiamo permettere questa ennesima scempiaggine,  l’azione politica del sottoscritto e dei  consiglieri  del gruppo Partecipazione sicuramente continuerà, chiedendo l’immediato ripristino della situazione e il rispetto degli impegni presi in Consiglio.

Ma lasciatemi la libertà anche di uno sfogo: è questo il   centrosinistra ambientalista  e   virtuoso?  “Ma fammi il piacere” diceva Totò.  Ancora una volta, devo  rilevare una grande ipocrisia politica da parte di questi amministratori!

 

Luigi Rebecchini  (capugruppo Gruppo Misto)

lunedì 24 giugno 2013

Dove va il Turismo a Senigallia ?


Interpellanza del 12 giugno 2013.   

Mi rivolgo al Sindaco.

Sindaco, più che un’interpellanza, il mio intervento vuole essere un appello, un appello-interpellanza.

  Sindaco noi non ci troviamo d’accordo su tante scelte politiche e amministrative, il ruolo del sottoscritto è stato e rimane di forte opposizione, direi a volte  acerrima anche se sempre democratica e in democrazia ci sta.    Tuttavia, su quanto vado a dire ora, credo di trovare, conoscendola, una positiva sensibilità e sono quindi certo che presterà attenzione e considerazione.

     In questi anni  Senigallia si è connotata sempre più come città dai turismi diversificati, città che ha saputo attrarre e sa attrarre un turismo fatto per le famiglie, per i giovani, per gli anziani, un turismo per lo sport, un turismo religioso, un turismo culturale - anche se sul versante del turismo culturale si può fare molto di più e mi riferisco al grande patrimonio artistico che abbiamo in città e nel territorio-, abbiamo un turismo che vuole godere delle bellezze paesaggistiche dei nostri luoghi, insomma gli sforzi fatti in questi anni e che si continuano a fare in questa direzione e con questa strategia  hanno avuto un buon successo.

Ma come ho avuto modo di dire in un precedente consiglio stiamo rischiando di avere un turismo che può uccidere tutti gli altri tipi di turismi vanificando tutti gli sforzi e il lavoro fatto.

Mi riferisco al turismo , turismo fra virgolette, dello sballo, degli ultras dello sballo, dei cretini che vengono  a inscenare e scatenare risse. Io sono di Ancona e tu sei Fabriano o viceversa e ti meno, io sono di Pesaro  tu sei  di Jesi o viceversa e ti prendo a pugni, insomma cose di questo genere.

Questo turismo dello sballo da ultras sta purtroppo prendendo piede tanto da impedire in alcune serate la fruizione di tratti del  lungomare a molte persone con danno anche a molte attività commerciali.

Sindaco dobbiamo essere solerti a trovare delle risposte, quali? Mi permetto di proporre  e chiedere che nel lungomare avvengano solo iniziative di qualità e soprattutto Sindaco, si faccia parte attiva presso i gestori di alcuni locali e forse anche di qualche sparuto  bagnino per far capire loro che la musica sparata a palla e un certo tipo di feste, faccia capire a costoro che momentaneamente possono farli ingrassare ma alla lunga anche loro patiranno di un modo errato di gestire la propria attività. Sindaco non possiamo permettere di  annullare il buon  lavoro fatto, e mettere a rischio l’economia turistica per il beneficio di pochissimi.

mercoledì 27 febbraio 2013

NON OSCURATE LA SPIAGGIA DI VELLUTO


Non oscurate la spiaggia di velluto.
Video  integrale dell' interpellanza all'assessore all'urbanistica, risposta dell'assessore, replica del sottoscritto  e infine intervento dell'assessore per "fatto personale" .

Da “Spiaggia di Velluto” a “Spiaggia senza Sole”

                          

Mangialardi, Ceresoni e… l'idea di "oscurare" l'arenile

        Secondo la proposta di Giunta presentata dall’assessore Ceresoni in commissione urbanistica, qualora la variante in discussione venisse votata in Consiglio Comunale, la maggioranza degli alberghi di Senigallia potrà ergersi fino a 26 metri di altezza e, quindi, svilupparsi fino a otto piani (un metro e mezzo più alti del Senbhothel)!

Capite bene che il cono d’ombra degli Hotel a ridosso del mare, che si proietterà sulla spiaggia, sarà tale che in alcune ore del pomeriggio, in molte parti, l’arenile rimarrà senza Sole.
Abbiamo rilevato in commissione che la caratteristica del lungomare della nostra città è di avere tantissime strutture ricettive quasi a ridosso della spiaggia e che l’altezza degli stessi è mediamente contenuta. Questo favorisce una percezione gradevole del paesaggio e da alcuni punti del lungomare è oggi possibile anche godere delle colline attorno la città, gli stessi alberghi non diventano barriera verso la città. Un lungomare a misura d’uomo che si integra con la dolcezza dei nostri luoghi.
Noi pensiamo che se dovesse andare in porto la proposta della giunta, il danno alla “Spiaggia di Velluto” sarebbe gravissimo e irreparabile. Cambierebbe la vita e il godimento della spiaggia stessa, cambierebbe il microclima, con spiaggia all’ombra ben prima del tramonto e nel contempo devastazione del paesaggio.
Ci stiamo battendo in commissione a che questa assurda proposta non arrivi in consiglio per l’approvazione con la formulazione attuale. Crediamo che i cittadini, le imprese balneari e gli stessi operatori alberghieri avrebbero ripercussioni assai negative nel caso dovesse invece prevalere la proposta presentata. Capiamo bene che bisogna favorire opere di risanamento e ristrutturazione di molti alberghi cittadini (anche in alcuni casi con abbattimento e ricostruzione), capiamo bene che per molti alberghi è necessario aumentare lo standard di funzionalità e confort, ma altra cosa è stravolgere la vivibilità del lungomare e della spiaggia.
Adesso aspettiamo l’esito della VAS, la valutazione ambientale strategica, augurandoci di avere un serio e rigoroso esame della situazione, auspicando che quanto da noi richiesto in commissione venga realmente esaminato con scrupolo e venga recepito.
In ogni caso la proposta della giunta rimane assolutamente irricevibile per come è stata confezionata; un progetto che deve essere profondamente modificato anche perche è in contraddizione con altre recenti scelte. Per l’ Hotel Marche, di proprietà pubblica (è ancora in vendita), solo alcuni mesi fa è stata prevista un’ altezza massima di 18 metri.
Quello che noi proponiamo è la elaborazione di un progetto assai diverso, un progetto unitario per la ristrutturazione del lungomare che prenda in esame gli Hotel, il manto stradale, la pedonalizzazione, la pista ciclabile, i marciapiedi, il muretto parasabbia, l’illuminazione, gli alberi ecc., che veramente sia in grado di rivoluzionare, appena ce ne saranno le possibilità, in senso propositivo e costruttivo la zona forse più strategica della città dal punto di vista economico (insieme al centro storico). Un progetto che sappia guardare in maniera lungimirante e unitaria al lungomare e non una deleteria toppa (quella che propone l’amministrazione) senza costrutto e con quasi nulle possibilità di riuscita.
Sappiamo bene che tali progetti non sono attuabili in questo momento, ma compito di una amministrazione, anche in tempi di crisi, è quello di dare delle risposte a medio-lungo periodo. Non possiamo e non dobbiamo mettere a rischio, attraverso scelte disarticolate, la voce più attiva dell’economia cittadina, che è il turismo.
da Luigi Rebecchini, Paolo Battisti, Roberto Mancini

venerdì 30 novembre 2012

Regolamento edilizio: Senigallia scampa in parte una catastrofe

 

  Il 30 ottobre 2012 è stata approvata in consiglio comunale la delibera di revisione del Regolamento Edilizio (prima fase), che comprende oltre ad alcune modifiche riguardanti la qualità urbana e architettonica, anche il regolamento sulle monetizzazioni.

Il testo approvato in consiglio è ben diverso da quello che era stato presentato nella commissione competente e che aveva provocato nel sottoscritto un forte, fortissimo dissenso su cui anche alcuni consiglieri della stessa maggioranza (compreso il presidente di commissione Donatiello) hanno espresso disappunto. Nella prima stesura del regolamento chi avrebbe realizzato ampliamenti e nuove costruzioni avrebbe potuto monetizzare le superfici previste per i parcheggi privati e pubblici.
Di fatto si tornava a prima del D.M. 1444 del 1968 sugli standard urbanistici ! ! !
Voglio ricordare, per inciso, che prima del decreto sopra menzionato sono sorti, in tutta Italia, interi quartieri e pezzi di città con nessun pensiero al verde e alle attività collettive e con poca o nessuna possibilità di parcheggio anche per i singoli edifici. Con la prima proposta presentata in commissione, il privato che avrebbe presentato una pratica dove non è possibile prevedere i parcheggi pertinenziali, perché l’area è insufficiente, non avrebbe visto più la pratica bloccata, ma avrebbe potuto pagare una somma di denaro.

Purtroppo l’involuzione delle norme urbanistiche a livello nazionale, avvenuta in questi ultimi anni, rende possibili per i governi locali tali gravissime scelte.
Questa prima proposta mi sembrava tanto grave e disastrosa da chiedere all’assessore Ceresoni quale mente l’avesse partorita.
L’assessore, accortosi della gravità della proposta, si è assunto la propria responsabilità e in un successiva riunione di commissione, facendo proprie le osservazioni del sottoscritto e quelle degli altri componenti della commissione, ha presentato un emendamento (impegnandosi di portarlo in consiglio a nome della maggioranza, come poi avvenuto) che lasciava la possibilità della monetizzazione solo per alcune zone. La monetizzazione è stata giustamente cancellata per le nuove espansioni, è rimasta per il centro storico su cui si era d’accordo, ma è rimasta, purtroppo, per le zone B (zone di completamento residenziali) e CR1 (zone di espansione residenziali sature).
 
Rifondazione e Partecipazione in consiglio comunale hanno presentato un ulteriore emendamento (respinto dalla maggioranza) per estendere il divieto di monetizzare anche per le zone B e CR1. E’ passato, invece, un altro nostro emendamento che prevede l’estensione anche ai nuovi immobili non residenziali di proprietà pubblica l’installazione di infrastrutture per la ricarica dei veicoli elettrici (l’emendamento della maggioranza lo prevedeva solo per gli edifici non residenziali privati).
 
Il nostro voto finale sulla pratica, pur riconoscendo un forte miglioramento rispetto alla prima proposta, dovuto anche al nostro impegno in commissione e in consiglio, è stato negativo proprio per non aver voluto la maggioranza riconoscere anche per le zone di completamento il divieto di monetizzare. Secondo me chi ha un area insufficiente per il rispetto degli standard non può e non deve costruire, oppure costruisce una cubatura minore, tale da rispettare tutti gli standard.

Anche se la commissione, ha prodotto un accettabile lavoro per il consiglio, evitando una catastrofe totale per il futuro della città, resta comunque  il grave danno della monetizzazione possibile per le zone di completamento.

venerdì 5 ottobre 2012


DIFENDERE   E  RILANCIARE  IL TURISMO

 
Il Turismo, come  nella consapevolezza di tutti,  è la principale attività economica per Senigallia ed è anche volano per altre attività come l’agricoltura e il commercio.

   Ma oggi tale importante settore economico è a rischio, la  crisi economica in atto nel nostro Paese sta colpendo fortemente proprio quelle classi sociali che sono notoriamente gli ospiti della nostra città.  Queste classi sociali, formate da operai, insegnanti, commercianti, impiegati, pensionati, artigiani, dovendo rispondere alla crisi spesso sono costretti a tagliare  proprio “la vacanza al mare”.  

   In tale situazione, corre l’obbligo per chi amministra una città turistica come la nostra, seguire con estrema attenzione quello che succede, saper effettuare un’analisi attenta e saper indirizzare e creare delle strategie  alternative in grado di creare nuove opportunità e nuove offerte turistiche al fine di  “catturare” nuovi ospiti.

 Ho sempre pensato che la prima cosa indispensabile per un turista nello scegliere la meta di un viaggio è sapere che questa meta esiste: e l’immagine, nella maggior parte dei casi, ha proprio la funzione di portare alla mente del potenziale  visitatore  l’esistenza di un posto.  Il Caterraduno, quando  da assessore ho voluto e realizzato la sua presenza a Senigallia – da qualcuno allora non capita-,  ha avuto e ha questo obbiettivo, promuovere la nostra città.

   Ma oggi non si può vivere di rendita,  i grandi eventi che a Senigallia  si ripetono, compreso il Caterraduno stesso,  da soli non sono più sufficienti, è necessario rafforzare, a mio parere, uno dei turismi che in questo momento a Senigallia  langue, mi riferisco al turismo culturale, con la creazione di eventi  d’interesse nazionale e anche oltre.

Un grande  evento culturale, se ben fatto e ben organizzato, rafforza e caratterizza  l’immagine della destinazione dove ha luogo, con conseguente beneficio anche per le altre forme di turismo, compreso il balneare. Senigallia ha una grande opportunità, possiede delle ricchezze artistiche molto importanti e dipinti di estremo interesse:  F. Barocci, il Perugino, C. Ridolfi,  il Guercino, il Rondolino, lo Spagnoletto,  G.Palma il Giovane e tanti altri.

 Organizzare un evento di richiamo nazionale-internazionale  è alla  nostra portata,  muoverebbe sicuramente una domanda non elitaria, ma di decine  e decine di migliaia di persone nei mesi primaverili con ricadute positive anche per il dopo. Da aggiungere che l’interesse di grandi  sponsor per tali eventi è sempre molto alto.

L’ assessore Schiavoni, giudicando molto positivamente questa mia proposta, aveva espresso  in commissione consiliare  la volontà e l’impegno di lavorarci. Purtroppo non sta accadendo nulla e, se l’impegno vuole essere portato avanti, la sua giunta e il Sindaco devono crederci e   lavorarci: una buona programmazione di una grande mostra deve essere completata molti mesi prima dell’evento, deve creare aspettative, deve dare l’idea dell’importanza dell’evento, deve suscitare l’interesse. Nella situazione attuale, non si può  perdere tempo, come purtroppo sta avvenendo, e per il 2013 è già tardi.

 Luigi Rebecchini  Capogruppo PRC  Comune  di Senigallia