venerdì 20 gennaio 2012

Amianto a Senigallia: sul Censimento ai privati la Regione contraddice il Comune


Pubblicato su "Senigallia notizie 60019"  il 18-01-2012                  Condividi 
   
Lastre di amiantoIl 21 maggio del 2008 proponemmo in Consiglio Comunale, che approvò all’unanimità, una mozione che prevedeva un censimento dei manufatti di amianto nelle proprietà private, da far seguire con un progetto di eliminazione, proprio per offrire un riferimento certo ai cittadini. Ma nulla è stato fatto dalla passata amministrazione.
Poi, nell’ottobre 2010, noi di Rifondazione Comunista e Gruppo Partecipazione abbiamo riproposto nuovamente il censimento, con l’impegno di un progetto di bonifica diffuso sul territorio.
Trascorrendo i mesi e non vedendo nulla di concreto in merito, abbiamo chiesto alcuni mesi fa che la questione venisse portata in Commissione in modo di conoscere se è stato dato seguito alla decisione del Consiglio.

Giovedì 12 gennaio si è svolta un’altra commissione sull’argomento.
Ebbene, la nostra preoccupazione di prima non solo è ora cresciuta, ma si è aggiunta una grande amarezza e una diffusa indignazione.

Alla suddetta riunione era presente oltre all’assessore Campanile anche il responsabile del Programma Operativo "Prevenzione di rischi per la collettività della Regione Marche", dott. Patrizio Bacchetta che, nel suo sincero intervento, ha sottolineato tre fatti, a nostro avviso, assai gravi.

1) Il Dottor Bacchetta ha affermato che la Regione Marche ha effettuato una rilevazione statistica dei manufatti in amianto per quanto riguarda gli edifici pubblici e i manufatti produttivi. Sono stati inviati circa centomila censimenti: ha risposto (con una valenza di semplice autocertificazione) solo il 45% dei soggetti interessati. Se calcoliamo che di questo 45% tutti gli edifici pubblici hanno sicuramente risposto (100%), all’incirca solo il 15-20% delle attività produttive ha risposto al questionario. Quindi un tentativo fatto dall’amministrazione regionale assolutamente privo di rilevanza statistica e soprattutto che lascia grossi dubbi su quanti manufatti in amianto ancora non censiti ci siano in giro.

2) Il Dottor Bacchetta ha aggiunto in maniera esplicita che la Regione Marche non intende avviare alcun monitoraggio dell’amianto presente nelle abitazioni o aree di privati cittadini. Questo per una scelta politica ed economica noi pensiamo, ma nessuna delle due motivazioni è in alcun modo valida, dato che la salute dei cittadini (che pagano tasse salate e hanno diritto di essere tutelati) viene prima di qualsiasi altra priorità.

3) La dichiarazione del Dottor Bacchetta che ci ha lasciato più perplessi è quando ci ha detto che circa tre anni fa ha avuto un colloquio con l’allora Assessore comunale competente in materia, cioè Simone Ceresoni, al quale il Bacchetta aveva dato piena disponibilità alla Amministrazione di Senigallia di avviare un censimento comunale sui manufatti privati, che la Regione Marche avrebbe approvato e suggellato come progetto pilota, dando il necessario supporto (tranne probabilmente quello economico) affinché si realizzasse una rilevazione statistica sui manufatti in amianto posseduti dai privati cittadini. Ma dopo quell’incontro, nessuno dal Comune di Senigallia si è fatto più vivo: Bacchetta ci ha ribadito che l’impegno della Regione resta quello di allora se il Comune lo vorrà.

Sappiamo che il Comune aveva stanziato 30mila euro per questa causa, poi tolti e spesi in un’altra maniera. L’amministrazione ci ha sempre detto che Senigallia non poteva fare un censimento "da sola" perché la competenza era della Regione e senza un regolamento e delle leggi precise in materia nessun comune poteva assolutamente muoversi in tal senso. Giovedì abbiamo appreso ufficialmente che queste frasi ripetute più volte non corrispondevano al vero, dato che la Regione, ribadiamo, sono tre anni che aveva dato il placet per questa iniziativa.

Lo sconcerto e l’indignazione verso la Regione Marche ed il Comune di Senigallia, a questo punto, sono molto grandi perché dobbiamo concludere che l’amianto non è uno dei temi prioritari né per la Regione Marche né per il Comune di Senigallia.

Noi ribadiamo che l’unica azione efficace risiede nella prevenzione ovvero nella messa in sicurezza, nella rimozione e nella sostituzione dei manufatti medesimi, che non può essere lasciata solo alla iniziativa ed alla responsabilità dei singoli, per le evidenti connessioni con il bene primario rappresentato dalla salute pubblica, a tal fine riproponiamo che non è più rinviabile la nostra proposta:
a) Il censimento della presenza di manufatti contenenti amianto in edifici e contesti privati al fine di conoscerne l’ubicazione e valutarne le condizioni di conservazione;
b) La predisposizione di un piano di bonifica, di messa in sicurezza o di rimozione, basato sulla sinergia di privati, imprese specializzate, enti pubblici.

Fino ad ora, nel comune di Senigallia, ci si è mossi solo dietro segnalazioni di alcuni cittadini, comprese le nostre. C’è da dire che il Comune in questi casi interviene subito, ma non è possibile proseguire su questa strada, lasciando a sporadiche segnalazioni l’intervento sull’amianto ammalorato. Una rilevazione eseguita con metodo e competenza va eseguita al più presto, aggiungendo che non è possibile lasciare l’ufficio comunale competente quasi privo di personale ed eseguire interventi casuali senza un programma.

Notizia dell’ultima ora è che, grazie alle nostre continue segnalazioni e al nostro costante lavoro in consiglio comunale e nella commissione preposta su questo argomento, l’amministrazione si sta attivando per avviare questo ormai tristemente famoso "Progetto Pilota". Speriamo che questa sia la volta buona. Ma non ci viene da dire: "Meglio tardi che mai"… Questo (anche e soprattutto a causa della presenza della Ex Sacelit) a Senigallia è un problema che doveva essere affrontato prima di subito.

da
Luigi Rebecchini, Roberto Mancini, Paolo Battisti
(Rifondazione Comunista e Gruppo Partecipazione)

martedì 29 novembre 2011

SENIGALLIA: FIUME A RISCHIO ESONDAZIONE

    Il rischio di una nuova e più grave esondazione, dopo quella del marzo scorso, preoccupa giustamente i cittadini di Senigallia.  L’anno scorso in una parte del nostro territorio,  località Molino Marazzana-Cannella ,  alcune abitazioni, attività commerciali, artigianali ed agricole hanno subito pesanti danni senza alcun risarcimento. Il centro storico si è  salvato solo  per pochissimi centimetri.

In una commissione consiliare effettuata dopo l’evento calamitoso, presenti anche alcuni cittadini, proprio i tecnici della Provincia hanno parlato (per l’ennesima volta) della necessità delle vasche di espansione, di evidenti argini rovinati da tane di animali, hanno parlato della precarietà e della sporcizia del Fosso Baviera,  della necessità di rivedere il corso del Fosso Sambuco che si immette nel Misa controcorrente, della necessità ormai inderogabile di un’operazione di dragaggio per abbassare il letto del fiume soprattutto nella parte finale, di rimuovere la terra che si è depositata in alcuni punti e che va a restringere l’alveo, della strettoia sotto il ponte Garibaldi e di una pulizia con motosega da effettuare in più punti.

Ora siamo in autunno inoltrato, molti cittadini lamentano che poco è stato fatto e che alcune situazioni sono peggiorate rispetto a quelle dell’inverno scorso. Lamentano, inoltre, la mancanza di un piano d’emergenza atto a coinvolgere la collettività e le attività più a rischio, ponendo l’attenzione  a tempestive comunicazioni in caso di pericolo.

    Credo che nell’attività di una pubblica amministrazione, soprattutto in un periodo di crisi economica,  ci debbano essere delle priorità, la sicurezza del fiumi deve rappresentare una delle priorità assolute. Sappiamo che la competenza è della Provincia, noi chiediamo che il Comune faccia la sua parte reclamando e pretendendo  da subito gli interventi necessari, altrimenti siamo in presenza di un colpevole silenzio e di una superficiale attenzione.


    Luigi Rebecchini
                           Capogruppo PRC

giovedì 17 novembre 2011

Alienazione ex casa del custode : speculazione edilizia ai danni del Liceo Scientifico.

Forse in molti non conoscono le puntate precedenti della vendita della “ex casa del custode”. Tale sciagurata e folle decisione presa dalla maggioranza che governa la città è passata in commissione e in consiglio, il voto di Rifondazione è stato nettamente contrario con ampie e ragionevoli motivazioni.

Personalmente ho ricordato in commissione e in consiglio comunale che il fabbricato ricade all’interno del giardino del Liceo Scientifico, occupando un angolo abbastanza grande del cortile della scuola stessa.

Ho richiamato i consiglieri di maggioranza, gli assessori e il sindaco a valutare il fatto che il Liceo Scientifico comincia a “ stare stretto” nell’edificio. Ho riferito - anche con passione, essendo diretto testimone, in quanto fino all’anno scorso insegnavo in quella scuola - che la denuncia di iniziale mancanza di spazio non era una mia opinione, ma un dato di fatto. Prova ne era che una classe, la 1 D (dell’anno scorso), a metà anno scolastico è stata spostata in un’aula poco idonea, andando a sostituire un’altra classe che lì era collocata, insomma una rotazione per dividere i sacrifici. Alunni e genitori possono confermare.

Credo che un buon politico debba non solo guardare al presente, ma avere gli occhi rivolti al futuro. Ho fatto notare che il nostro Liceo Scientifico, seguendo un trend nazionale, è in crescita come numero di iscritti e che nel prossimo futuro la mancanza di spazio produrrà situazioni problematiche. Doveroso lasciare, quindi, alla disponibilità pubblica il bene in questione.

Ma l’appello alla ragionevolezza e ad una più consapevole valutazione è stato completamente inascoltato e per niente preso in considerazione dai signori che governano la città.

A me continua a sembrare folle compromettere un possibile futuro ampliamento della scuola (o uso) cedendo al privato l’ area e l’immobile della ex casa del custode.

Quelle forze politiche che oggi assurgono a difensori dei beni pubblici e si scandalizzano per l’occupazione dello stabile da parte di una associazione giovanile (che non compromette la proprietà pubblica e l’uso pubblico), avrebbero fatto bene a far sentire la propria voce in consiglio comunale meditando sull’operazione inopportuna e dannosa dell’ alienazione di quel bene, opponendosi (invece di votare a favore) ad un provvedimento che di fatto ha l’aggravante di favorire una speculazione edilizia ai danni di una scuola della nostra città.

La serietà, la razionalità, la maturità (per usare le loro stesse parole) non hanno certo accompagnato le loro scelte.

sabato 9 luglio 2011

Ma perché far scivolare su altro il discorso relativo all'area della Rotonda a mare?

Al signor Silvio Pasquini (presidente gruppo Imprenditori Senigalliesi) e alla maggioranza che governa la città vorrei ricordare che resto convinto quanto siano necessari l'innovazione, l'investimento, la qualità e la bontà degli investimenti per lo sviluppo anche turistico della città. Non ho mai negato questo cari signori.
Nello stesso tempo, voglio ricordare come sia necessaria, quando si interviene in aree di particolare pregio o addirittura “uniche”, molta cautela per il rispetto dei luoghi e dei monumenti che vi insistono.

Anche un “intervento di qualità”, in un posto sbagliato o che crea disturbo ad un panorama o a un monumento, finisce per essere un intervento di “non-qualità”.

Il signor Pasquini chiede, con tono sprezzante e con una cultura che non mi appartiene e che volentieri a lui lascio, se sono lo stesso ex assessore che invocava investimenti. Ebbene si, sono lo stesso ex-assessore che ha apprezzato la ristrutturazione dell'Hotel Terrazza Marconi e che oggi continua ad apprezzare quella ristrutturazione, ma che semplicemente non approva l'intervento ai bagni ex Arcobaleno.

Sono lo stesso ex assessore che, per esempio, qualche anno fa si oppose in giunta ad un “intervento di qualità” in piazza Roma che prevedeva un nuovo manufatto, al posto dell'edicola, per una gelateria! Ricordo che allora davanti ad una simile proposta, espressi subito la mia contrarietà (anche scritta e protocollata). Il risultato fu che, giustamente, si lasciò cadere ogni proposito di nuovo manufatto in piazza Roma (da lì cominciarono i dissapori in giunta...).

Rimango, pertanto, dell'avviso che certi luoghi devono essere rispettati e non violentati e non può valer la tesi che ogni investimento, per il fatto di essere tale, debba andare sempre bene.
La nostra mozione, presentata l'altra sera in consiglio, chiudeva chiedendo che la giunta si attivasse per il 2012 per “una più equilibrata presenza delle installazioni balneari nell'area della Rotonda, liberando anche la visuale verso Ancona”.

Bizzarro, poi, l'arrampicarsi sugli specchi dell'assessore Ceresoni in consiglio comunale. Ceresoni, in risposta alla nostra mozione, ci ricorda che in urbanistica bisogna guardare “il tutto” e non “il particolare”.

A suffragio di questa tesi, presenta ai consiglieri un documento dove c'è tutta l'offerta balneare che Senigallia è in grado di offrire, il documento viene accompagnato da alcune foto con varie tipologie di stabilimenti balneari, dune, dune fiorite, rospo smeraldino, uccello fratino ecc., presenti sul nostro litorale. Tutto bene, benissimo l'offerta differenziata che il sottoscritto ha sempre perorato, ma che “c'azzecca” direbbe il Di Pietro? La tesi di guardare il tutto e non il particolare non può valere per la Rotonda. Quell'area merita, anzi meritava, un occhio di riguardo.

Resta il fatto che la filosofia giusta di liberare tutto quello che era di disturbo alla Rotonda è andata a farsi benedire e che il panorama verso Ancona è compromesso (per Pasquini non è importante, per me si) e che i manufatti costruiti, a mio parere e a parere di moltissimi cittadini e turisti, sono di nocumento alla Rotonda.

lunedì 31 gennaio 2011

Abbiamo le Dolomiti a Senigallia

CENTRALINA INATTENDIBILE PER LE PM10

Nell’ultimo Consiglio Comunale ho dato lettura dei dati relativi alle polveri sottili PM 10 del mese di gennaio, sia della nostra città che di altri comuni marchigiani, dati che sono accessibili sui siti delle rispettive province. La centralina di monitoraggio ambientale di Senigallia collocata nel nuovo sito ha finalmente cominciato a funzionare dopo mesi e mesi di silenzio. Da una analisi di detti dati emerge come Senigallia, per incanto, da città negli anni scorsi tra le più inquinate delle Marche, sia divenuta in assoluto la meno inquinata, la più pulita, quasi indenne da polveri sottili.

A parte due piccoli sforamenti oltre il limite previsto di 50 microgrammi al mc (il 7 e l’ 8), nel resto dei giorni di gennaio i dati sono sempre i migliori delle Marche, di tutte la Marche dal mare alla montagna!
Naturalmente per correttezza la comparazione ha riguardato la tipologia di centraline simili, cioè “stazioni di fondo”.

Da sottolineare che in alcuni giorni registriamo valori bassissimi di PM10, “strabilianti”, da fare invidia anche all’aria dolomitica. Da tenere presente che i risultati “strabilianti” sono stati ottenuti quando ancora nessun intervento è stato attuato e quando ancora la complanare risulta in costruzione. Quando tra qualche settimana spegneremo il riscaldamento c’è da prevedere che avremo a Senigallia aria rarefatta .

Ho chiesto in Consiglio Comunale, assieme ai colleghi del Gruppo Partecipazione, se questi dati sono da considerare attendibili. A mio parere qualcosa potrebbe non funzionare nella centralina, oppure la nuova collocazione della centralina (dietro la scuola materna ai margini del parco della Pace) potrebbe essere errata. Il DL 155/2010 pubblicato sulla G.U. 216 del 15 settembre 2010 recita: “Le stazioni di misurazione di fondo vanno ubicate in posizione tale che il livello da inquinamento non sia influenzato da emissioni da specifiche fonti ma dal contributo integrato di tutte le fonti poste sopravento alla stazione rispetto alle direzioni predominanti dei venti nel sito”. E ancora :“I siti fissi di campionamento devono essere individuati in modo tale da evitare misurazioni rappresentative di microambienti nelle immediate vicinanze”…”Le stazioni di misurazione devono essere ubicate in modo tale da risultare, per quanto possibile, rappresentative anche di aree simili in cui è inserito il sito fisso di campionamento..”
Sono pienamente rispettate tali indicazioni?

Leggo e confronto ancora oggi i dati degli ultimissimi giorni sui siti della provincia di Ancona e Pesaro. Non c’è confronto che tenga, non c’è partita: abbiamo le Dolomiti a Senigallia e non c’eravamo accorti!
Ma per favore!

giovedì 23 dicembre 2010

LA POLITICA DELLE FINZIONI

Ancora una volta lo spostamento della centralina per il rilevamento della qualità dell'aria ha tenuto banco in consiglio comunale.
Gia l'interpellanza ad inizio seduta del consigliere Mancini, documenti alla mano, aveva fatto emergere come la scelta dello stesso spostamento, di fatto, sia stata voluta e caldeggiata dalla giunta.
Le affermazioni dell'assessore Campanile, durante il dibattito per l'approvazione del bilancio, hanno poi innescato una accesa discussione tra il sottoscritto e lo stesso assessore.

A mio parere, non si possono prendere in giro i cittadini assicurando che la qualità dell'aria sia divenuta all'improvviso ottima.
Mi pare che la preoccupazione dell'assessore Campanile e della giunta,
che comprende anche due verdi (!), sia quella di rappresentare non quello che realmente è, ma quello che si vuol fare apparire.
E per fare apparire la qualità dell'aria come ottima, questa giunta si è adoperata a spostare la centralina da un'area ad intenso traffico, quale la curva della Penna, ad un'area a traffico nullo quale il Parco della Pace (ex Piazza D' Armi), lato via Boccherini (accanto ai bagni pubblici).

Se prima la centralina era posta effettivamente sotto i tubi di scappamento, adesso si è fatto l'errore opposto.
E' come se, nelle nostre case, per avere l'illusione di avere l'ambiente a 20 gradi, decidessimo di spostare il termostato sopra un termosifone.

Credo che i cittadini abbiano il diritto di conoscere l'effettiva qualità dell'aria che respirano, dove abitano. La centralina poteva essere posta in un quartiere della città, o nel centro storico, o nella periferia, ma sicuramente non in un luogo dove il traffico è pressocchè assente.
Sicuramente, assai presto, l'assessore Campanile cercherà di prenderci ancora in giro riferendo pubblicamente sì i dati della centralina, ma dimenticando la collocazione della stessa. Per Campanile e per questa giunta quello che è importante è l'apparenza, l'immagine, non quello che realmente è.
Ma non lasceremo cadere, come gruppo Partecipazione e come Rifondazione Comunista, nel dimenticatoio la questione. Per il prossimo consiglio comunale prepareremo un'altra puntuale interpellanza ed altre iniziative.
Luigi Rebecchini consigliere comunale di Rifondazione Comunista

giovedì 25 novembre 2010

Pd , Pdl e Sel abbracciano il decreto Brunetta

Il Consiglio Comunale di Senigallia in data 24 novembre 2010 ha approvato, con il voto contrario del gruppo Partecipazione, di cui fa parte Rifondazione Comunista, i nuovi criteri per la definizione del regolamento degli uffici alla luce del D.LGS 150/2009, meglio conosciuto come “decreto Brunetta”.
All'inizio della seduta il sindaco ha illustrato la delibera. Il contenuto è apparso subito sconcertante: elogio, esaltazione e condivisione del decreto in questione e dei suoi principi ispiratori.
La reazione del consigliere di Rifondazione Comunista Luigi Rebecchini e del consiglere Roberto Mancini, che hanno preso subito dopo la parola, è stata ferma e appassionata. Hanno articolato i loro interventi con una valutazione politica che in sintesi ha definito devastante per i lavoratori e per servizi pubblici tale decreto e con un approfondimento dei contenuti.

Questo decreto di fatto sancisce l'azzeramento della contrattazione collettiva e un aumento della gerarchizzazione del personale. Sarà istituito secondo il dl 150/2009 un organismo di valutazione che avrà il compito di distribuire il salario accessorio che non sarà più oggetto di contrattazione, ma sarà disciplinato per legge attraverso un meccanismo per cui solo il 25% del personale potrà ricevere il 50 % delle risorse destinate alla produttività, metà del personale avrà il restante 50% delle risorse, il 25% nulla. Di fatto questo fantomatico organismo darà gli indicatori ai dirigenti per effettuare poi le singole valutazioni. I dirigenti avranno, quindi, piena autonomia nella gestione delle risorse umane, nella gerarchizzazione del personale e nella distribuzione del salario accessorio.

Si può facilmente prevedere, con l'applicazione di tale decreto, una più difficle organizzazione dl lavoro che innescherà una sorta di guerra tra poveri, si inaspriranno i rapporti con la dirigenza, il clima diventerà più teso e ricattatorio nei confronti dei dipendenti.

Non è un caso che il decreto sia stato salutato, a suo tempo, in modo positivo dalla Confindustria. Il pericolo è che si vada verso il non funzionamento dei servizi, verso un loro impoverimento , verso le esternalizzazioni. Siamo di fronte ad un vera “controriforma” che va decisamente rispedita al mittente se vogliamo continuare a difendere i servizi pubblici, i diritti e la dignità dei lavoratori del settore pubblico.

Dopo l'accorato intervento del rappresentante di Rifondazione Comunista, alcuni consiglieri di maggioranza (come il consigliere del SEL), in prima battuta, dichiaravano il loro voto contrario alla delibera, chiedendo una sospensione della seduta.

La modifica da loro proposta, al rientro in aula, è stata quella di depennare alcune frasi di elogio al decreto, tutto il resto era immodificato: proposta del tutto ridicola.

E' stata ricordata , inoltre, dai consiglieri di Partecipazione la dubbia legittimità di una tale delibera alla luce di sentenze di alcuni tribunali che sanciscono senza equivoci che le norme del D.L. 150/2009 si applicano a partire dal nuovo contratto Nazionale. Citate, in particolare, una sentenza del 2/4/2010 del Tribunale di Torino e quella del 5/10/2010 del Tribunale di Trieste che rispondendo a un ricorso delle R.S.U. enti locali stabiliscono che “continuano a valere le norme dei vigenti contratti Nazionali e accordi quadro nonché contratti territoriali fino all'approvazione dei nuovi contratti nazionali”.

Tutti hanno votato la delibera con i tre voti contrari di Partecipazione di cui è parte integrante Rifondazione Comunista.

Rimane, per concludere, l’amarezza di una Amministrazione comunale che si reputa di centrosinistra che di fatto avvalla un simile progetto, ma a questo proposito valga come esempio la posizione del Sindaco di Pisa, nonché Presidente della Lega per le Autonomie, Marco Filippeschi,  che ha invitato senza mezzi termini, a rispedire al mittente l’applicazione del D.L. 150/2009.
Luigi Rebecchini
consigliere comunale di Rifondazione Comunista

martedì 31 agosto 2010

ALTRA SPECULAZIONE EDILIZIA?

All’assessore Simone Ceresoni

e p.c. Al Presidente del Consiglio Comunale di Senigallia


Oggetto:: INTERROGAZIONE SCRITTA A RISPOSTA ORALE,


La mia interrogazione è rivolta all’assessore all’ urbanistica Ceresoni.

Già nella discussione consiliare del 25 magggio u.s., relativa alle linee programmatiche presentate da questa maggioranza, avevo sollevato la questione dello spostamento dello stadio “Bianchelli”, ipotizzata nel documento.
Nel documento programmatorio del Sindaco e della maggioranza, presentato in Consiglio, riferito dallo stesso Sindaco, a pag 15, infatti, si legge: “Va pianificata la ricollocazione dello Stadio centrale e di quello di Marzocca”. Non si fa menzione della destinazione urbanistica di quelle aree.

Avevo chiesto, in quella seduta, al sindaco Mangialardi, quali fossero le intenzioni di destinazione urbanistica dell’area dello stadio Bianchelli, nell’eventualità di un suo effettivo spostamento.

Il sindaco, come è ormai suo uso, dimostrando ancora una volta arroganza e poco senso democratico, non ha dato risposta al sottoscritto.

Chiedo ora a Lei , assessore Ceresoni, se quanto espresso nelle linee programmatiche sia effettiva volontà di tutta la maggioranza e Le chiedo di chiarire nell’eventualità di un effettivo spostamento del campo di calcio “G. Bianchelli”, quali siano le intenzioni e le vostre proposte sull’area. Chiedo, infine, se può, in modo inequivocabile, impegnarsi fin da ora che in quella parte di città non si andrà ad effettuare un altro intervento speculativo edilizio.

Il sottoscritto ritiene che un ulteriore intervento edilizio in quell’area, andrebbe ad aggravare una situazione già caotica e, sicuramente, andrebbe a creare situazioni di cattiva abitabilità della zona e non solo.

Il sottoscritto auspica, pertanto, che non vi sia volontà di colate cementizie nell’area dello stadio Bianchelli nel caso di eventuale spostamento e che sia l’amministrazione comunale a determinare la progettazione urbanistica e non l’interesse di qualche cricca di speculazione edilizia.

Noto da tempo, purtroppo, anche a Senigallia, per quanto concerne l’urbanistica, un atteggiamento culturale acritico e accondiscendente verso le logiche dell’economia dominante. Noto una concezione culturale che vede la nostra città come offerta agli investitori, quasi che la qualità della vita si possa misurare sul volume d’affari messo in moto dal comparto immobiliare.
Proprio per tali ragioni è bene aprire, da subito, un confronto in città, al fine di evitare di trovarci di fronte a fatti compiuti e scelte sciaugurate.


Senigallia 31 agosto 2010 Luigi Cosmo Damiano Rebecchini

sabato 19 giugno 2010

Prima interrogazione del consigliere Luigi Rebecchini.

La mia prima interrogazione nel consiglio comunale di mercoledì 21 aprile 2010 ha riguardato la metodologia usata per alcune assunzioni avvenute anche di recente.
Negli ultimi anni e negli ultimi mesi abbiamo assistito ad una serie di assunzioni a tempo determinato con chiamata diretta, ricorrendo ai “contratti di alta specializzazione”.
In verità si è trattato di assunzioni di persone alla prima esperienza di lavoro, ma con il sistema dei contratti citati, l’assunzione, di fatto, è diventata diretta e senza selezione alcuna.

A mio parere questo modus operandi produce e alimenta quello che definisco, senza mezzi termini, sistema di potere clientelare, con tutti i guasti sociali, e non solo, che tale sistema genera.
I giovani in cerca di occupazione devono essere messi nella condizione di tenere la testa alta, di essere liberi nelle scelte, non asserviti ad alcuno. Chi è impegnato nelle istituzioni deve perseguire questa volontà e non costringere chi aspetta un lavoro a chinare la testa e piegare la schiena.

Ho chiesto al sindaco, che mantiene la delega sul personale, se è sua intenzione continuare con i metodi del recentissimo passato.
Il sindaco Mangialardi mi ha intimato di rivolgermi al giudice se la mia convinzione fosse quella di trovarmi dinanzi a fatti illegali. Ho replicato che il mio intervento non è finalizzato a produrre carta bollata per le Procure della Repubblica, quello che io biasimo sono le scelte dell’agire politico. Sicuramente è legale assumere con la formula dei contratti ricordati, come è legale versare tanto cemento vicino al casello dell’autostrada in un’area già congestionata, ma sono le scelte politiche sciaugurate e dannose che voglio contrastare.

Il Sindaco ha glissato sulla mia domanda, non volendosi impegnare a non ricorrere alla metodologia delle assunzioni “discrezionali”.

Luigi Rebecchini

consigliere comunale PRC
gruppo consiliare Partecipazione

lunedì 8 marzo 2010

mercoledì 2 settembre 2009

COMUNE DI SENIGALLIA: PECUNIA NON OLET

Le affermazioni di Moni Ovadia, apparse ieri sul Corriere Adriatico, relative alle colonie ex Enel, dovrebbero far rifletter tutti noi. Mi auguro che l’impegno di tutti i senigalliesi, dopo anche questa autorevolissima voce, sia quello di respingere la filosofia del “pecunia non olet” che guida questa amministrazione.
Purtroppo , come dice Ovadia, le ragioni del danaro prevalgono spesso sul buon governo, credo che sia dovere dei cittadini lavorare perché questo non avvenga.

E’ a tutti nota, la nostra posizione in materia urbanistica, ritengo di doverla ribadire in vista anche del programma elettorale che il candidato sindaco Mancini sta elaborando. Rifondazione di Senigallia denuncia, senza peli sulla lingua e in modo netto e chiaro, la rovinosa, sciagurata, cieca e ipocrita politica urbanistica portata avanti dai nostri governanti locali.
L’attuale amministrazione ha scelto, purtroppo, lo sviluppo “per progetti” e “per varianti”, l’emergere cioè di una concezione della città come sommatoria di tante trasformazioni, di tanti frammenti che non trovano mai un momento di sintesi, un organico inquadramento. Politica ipocrita per il modo subdolo con il quale si versano decine di migliaia di metri cubi sul nostro territorio. L’abbassamento degli indici viene usato come foglia di fico per coprire le scelte vergognose in atto in città. Cecità nell’ostinarsi a non capire che la sottrazione dei suoli all’agricoltura e la distruzione della dolcezza delle nostre colline con colate di cemento e nuove strade, porterà alla fine solo danni alla nostra economia, ad iniziare proprio dal turismo”.
Mi fa piacere che anche l’Udc si trovi, in materia urbanistica, sulla stessa linea di Rifondazione, e fa ben sperare che su questo terreno anche in futuro potremo portare avanti assieme contenuti comuni, al di là delle collocazioni che si andranno a prendere.
Approfitto, visto che l’Udc nella sua ultima uscita ci cita, per ribadire che rispetto al MC auspichiamo che tutto vada ricondotto alla legalità, ma nello stesso tempo i problemi sollevati dal MC sono problemi reali dei quali non si può far finta di nulla. Il dialogo, il confronto è necessario.

Veniamo ora ai rapporti col PD. A tutti è noto che siamo usciti dalla maggioranza, lasciando anche un assessorato di “visibilità”, per le forti divergenze sull’urbanistica e per il modo arrogante di governo che contraddistingue il nostro sindaco. Non credo che in questi mesi sia maturato nel Pd un nuovo modo di far politica, riteniamo quindi completamente alternativa al Pd, la coalizione di centrosinistra che Roberto Mancini con il suo comitato sta costruendo.
Ogni giorno che passa il comitato per Mancini sindaco si arricchisce di apporti preziosi che fanno ben sperare per poter essere vincenti, come nuova e alternativa coalizione di centrosinistra alle prossime elezioni. La chiarezza, la disponibilità al dialogo, il rifiuto del linguaggio astruso, la voglia di fare umilmente buona politica, sono le carte vincenti di questo progetto.

lunedì 24 agosto 2009

A SENIGALLIA NON SI SCOPA

Chi pensa ad un mio scritto hard, si tranquillizzi. Parlerò di banale “mondezza”.
E’ l’immondizia che non viene tolta durante i pomeriggi e le serate di svolgimento di manifestazioni ed eventi, immondizia che si accumula nel pieno centro storico.
Ne parlo a ragion veduta, ho vissuto il problema in prima persona, allorquando da assessore vivevo direttamente tutta l’organizzazione e la realizzazione di molte manifestazioni e mi rendevo conto delle criticità che si venivano a presentare.

Qui il Cir 33 non c’entra, in capo al Comune è rimasta la pulizia e lo spazzamento dellla città.

Questa della pulizia delle piazze durante le manifestazioni estive è stata una battaglia contro i mulini a vento.
Cestini stracolmi, spazzatura in ogni angolo delle piazze interessate, era ed è lo spettacolo presente sotto gli occhi di tutti. Belle manifestazioni, ma con immondizia a volontà e nessuna scopa.
La soluzione sarebbe banalissima, ma non c’è verso di far capire e porre rimedio..

Dove sta l’inghippo? Semplice, ve lo spiego.

Ogni dirigente deve sottostare ogni anno ad una griglia di valutazione per poter accedere all’incentivo. In tale griglia la voce” riduzione delle ore di straordinari dei dipendenti” risulta voce molto importante.

Si avete capito bene, se il dirigente del servizio, nel caso il dott. Roccato, concedesse ore eccessive di straordinario, rischierebbe di non raggiungere uno degli obiettivi prefissati, avrebbe una valutazione non del tutto positiva e vedrebbe il suo incentivo ridursi.

Vi faccio notare che in una delle primissime manifestazioni che ho avuto il piacere di seguire, mi sono accorto che una quota importante di risorse veniva destinata ad una ditta per lo spostamento delle sedie da una piazza ad un’altra. Carte alla mano, ho dimostrato che due operai del comune costavano con le normali spettanze di alcune ore di straordinario (disponibilissimi a farlo tra l’altro) un terzo o addirittura un quarto. Quella questione fu così risolta, la mondezza impossibile.

Ho ripetuto mille volte in giunta che queste benedette griglie di valutazione non sono il vangelo e vanno prese con le molle e con la capacità di capire le necessità oggettive. Nulla da fare. Assessore al personale (sindaco) inflessibile e dirigenti inflessibili. Avere due addetti alla pulizia, che girano continuamente nelle piazze interessate mentre le manifestazioni sono in corso, risulta impossibile.
A Senigallia si scopa solo nelle ore mattutine di servizio, e noi restiamo con la mondezza.

sabato 13 giugno 2009

SENIGALLIA: POLITICA URBANISTICA SCIAUGURATA

Riporto l'intervista rilasciata al Corriere Adriatico e pubblicata il 12 giugno 2009.

“Denunciamo senza peli sulla lingua e in modo netto e chiaro la politica rovinosa, sciagurata, cieca e ipocrita portata avanti dai nostri governanti locali sulla politica urbanistica”. Rifondazione comunista, attraverso il segretario Luigi Rebecchini, sferra un duro attacco all’Amministrazione comunale, su uno dei terreni più sensibili della vita cittadina. Una serie di bordate che partono da una considerazione: “Si è scelto lo sviluppo “per progetti” e “per varianti”, l’emergere cioè di una concezione della città come sommatoria di tante trasformazioni, di tanti frammenti che non trovano mai un momento di sintesi, un organico inquadramento. Politica ipocrita per il modo subdolo con il quale si versano decine di migliaia di metri cubi sul nostro territorio, l’abbassamento degli indici viene usato come foglia di fico per coprire le scelte vergognose in atto in città. Cecità nell’ostinarsi a non capire che la sottrazione dei suoli all’agricoltura e la distruzione della dolcezza delle nostre colline con colate di cemento e nuove strade, porterà alla fine solo danni alla nostra economia, ad iniziare proprio dal turismo”.Esempi di questo sono il centro direzionale-artigianale nuovo a ridosso del campus scolastico già intasato tra centri commerciali ed altre attività, le “migliaia di metri cubi di cemento lungo l’Arceviese”, l’intervento su un’area protetta (area San Gaudenzio) per costruire un residence e miniappartamenti, le ville plurifamiliari e di lusso (“Con vista sulla complanare”, ironizza Rebecchini) sul futuro parco della Cesanella.“Siamo in presenza di un atteggiamento culturale, quello tenuto dalla giunta PD-Verdi di Senigallia - puntualizza il segretario di Rc - acritico e accondiscendente verso le logiche dell’economia dominante dettata dalle banche d’affari e dagli immobiliaristi. Siamo in un territorio dove il Piano territoriale di coordinamento provinciale esiste solo sulla carta”. “Non mi si dica che faccio il gioco delle destre a denunciare le gravi cose che non vanno in questa città - conclude Rebecchini - Per non far vincere le destre, invece, si governi in modo democratico e con scelte “di sinistra”, prima di scaricare su altri le proprie responsabilità”.

mercoledì 4 marzo 2009

LIBERISMO ASIMMETRICO

Prima di pubblicare altre "intercettazioni possibili", voglio proporre la lettura di un interessante articolo di Emiliano Brancaccio apparso oggi su Liberazione.

Per anni hanno provato a convincerci della superiore efficienza dei prezzi capitalistici, e in particolare di quelli determinati dagli scambi che avvengono in Borsa e negli altri mercati finanziari. Le aziende licenziavano, i valori azionari salivano, e ci dicevano che bisognava festeggiare. Le banche abbandonavano il territorio, toglievano risorse alle attività produttive per impiegarle nella finanza creativa, le azioni schizzavano in alto e ci esortavano ad esultare. Si imponeva agli istituti di credito, alle aziende e persino agli enti pubblici di scrivere la contabilità in base ai valori di mercato, qualcuno si permetteva di segnalare la pericolosità della procedura, e gli si dava del menagramo. I lavoratori venivano sollecitati ad abbandonare la previdenza pubblica e a investire i risparmi in borsa, alcuni di essi temendo la fregatura si tiravano indietro, e li si definiva ottusi e codardi.Insomma, fino a ieri chi non partecipava al baccanale borsistico veniva etichettato come un cavernicolo privo di senno e di slancio vitale. Ma oggi che le borse crollano e i prezzi delle azioni sprofondano verso lo zero? Ebbene, oggi senza tanto scomporsi ci dicono che i prezzi capitalistici non sono poi così perfetti come si pensava. Esaminiamo in dettaglio questa ardimentosa giravolta ideologica. Come è noto, ogni giorno che passa i proprietari del capitale finanziario e industriale appaiono sempre più disposti ad accogliere lo stato a pieno titolo nelle assemblee degli azionisti. Essi però aggiungono una clausola decisiva: lo stato dovrà acquistare le azioni non agli attuali miserevoli prezzi di mercato, ma ai prezzi ancor pasciuti che vigevano prima della bancarotta di Lehman Brothers. Ossia prima che i valori di borsa e la crisi economica precipitassero.A una simile proposta aderiscono molti influenti commentatori delle vicende economiche mondiali, da Ricardo Caballero sul Washington Post a Francesco Giavazzi sul Corriere della Sera . Essi in pratica suggeriscono che lo stato compri a valori ben superiori a quelli attuali di mercato, assolva all'ingrato compito di fermare il terremoto in atto, e non appena calmate le acque rivenda ai privati le medesime quote, senza badare troppo alle ingenti perdite che graverebbero sul bilancio pubblico. Viene a questo punto naturale chiedersi: ma come ci si può illudere di convincere il mondo della correttezza di una trovata così arrogante e maldestra? Come si fa a sostenere questo espediente, che rappresenta l'ennesimo tentativo del capitale privato di tirarsi fuori dai guai dopo avere appiccato il gigantesco incendio che ogni giorno brucia decine di migliaia di posti di lavoro?

venerdì 9 gennaio 2009

INTERCETTAZIONE TRA UN SINDACO E UN SUO ASSESSORE

Cosmoblog prosegue nella serie delle “intercettazioni possibili” e decide di rendere nota l’intercettazione n. 2
Questa volta gli interlocutori della telefonata sono un sindaco di cui non si desume il nome e un assessore all’urbanistica che viene chiamato con il diminutivo “Mà” . L’assessore potrebbe chiamarsi Mario, Mauro, Martino o altro nome. Inoltre dal verbale di trascrizione si evince che la vicenda si svolge in una città media che si trova sul mare e con una giunta pd-verdi.

Dal cell del sindaco alle ore 17,30 del 18 dicembre2008 parte una telefonata
-Sindaco: Pronto? Finalmente! E’ da stamattina che provo a chiamarti e il tuo cell mi dà sempre occupato, sei sempre attaccato lì, va a finire che dobbiamo dar ragione a quel consigliere di minoranza.

-: ciao sindaco, pure tu ti ci metti. Oggi ho avuto quattro grosse beghe, preparati a firmare nove contenziosi.

-Sindaco: come quattro beghe e nove cause?

-: si, nove come minimo, quattro contro i titolari di quattro imprese, quattro contro i loro direttori dei lavori e una contro l’operatore di una ruspa.

-Sindaco: uff .. uffa, siamo sempre nei tribunali e perdiamo anche spesso, dobbiamo stare attenti. Che è successo ora di grave.

-Mà: te ne racconto solo una e capirai la gravità. Si stava scavando per il parcheggio sotterraneo, contropartita per l’intervento edilizio in…..(non si capisce il nome del luogo). Lo scavo era iniziato da un paio di ore, ma… ecco che… scavando vengono alla luce dei reperti archeologici. Hanno fermato tutto. Hanno fermato tutto!

-Sindaco: ma è quello che dovevano fare

-Mà: si, ma non è questo. Il fatto è che, manovrando male la pala della ruspa, hanno deviato in un punto di 40 centimetri lo scavo rispetto a quello che era sulla carta, se fossero stati ligi al progetto, nulla sarebbe venuto alla luce.

-Sindaco: allora hai ragione, ma accorti, ora che mi ricordo, in molti avevano denunciato che il sottosuolo oggetto dello scavo poteva essere ricco di reperti. Capirai, quelli si ringalluzziscono ora, ad iniziare da quel nostro ex assessore che in una giunta aveva anche riferito tale possibilità, riportando la voce di una associazione. Che rottura di palle!

-Mà: ah quello! Per una pietra antica va in estasi, altro che denuncia, avrebbe dato un premio alla ditta per la scoperta dei reperti antichi, per carità!

-Sindaco: Il nostro super pagato dirigente che dice?

-Mà: capirai, lui cammina sempre con la borsa piena di carta bollata in bianco, ha già preparato la denuncia. Ma tu non ritieni giusto che dobbiamo procedere con la denuncia per operazioni eseguite in difformità?

-Sindaco: Mà, fai benissimo e poiché lo stop ai lavori si nota, fai preparare subito un comunicato stampa. Si dirà che i sondaggi fatti nei luoghi precisi dello scavo, previsto in progetto, erano confortanti e che lì non sono stati trovati ad oggi reperti di alcun genere. Ciò che è stato rinvenuto è fuori dall'area di progetto. Comunque fai definire bene la denuncia, non si può deviare uno scavo di 40 centimetri!
Nella prossima giunta la faremo approvare.

-Mà: per cosa mi cercavi da stamattina?

-Sindaco: ricordi il piano d’area a noi presentato il mese scorso dal consorzio per l’edificazione del PEEP di via (non si capisce bene se trattasi di via Bellini, Tellini, Mellini o altro…), devi preparare una conferenza stampa subito.
Hai visto quanti appartamenti verranno? Più di 350 o forse più di 400. Costruiranno mezza collina.

-Mà: e allora? Non è mica tutta la collina oggetto di edificazione, solo mezza

-Sindaco: non sparare cazzate, è una cosa seria, tutto deve apparire come grande intervento di qualità che va a valorizzare la collina interessata. Grande progetto, grandi architetti, grande risposta ai bisogni di casa. La conferenza stampa la devi organizzare in un ambiente prestigioso: o nella sala del (non si capisce il nome) o al mare alla …..(anche qui la telefonata è disturbata e non è chiaro il nome del luogo). Ai progettisti devi dire che si diano da fare per far pubblicare il progetto in qualche rivista di architettura.

-Mà: si sindaco, diremo che si tratta di una valorizzazione ambientale

-Sindaco: mi raccomando fai partecipare anche il vicesindaco, ci para il culo essendo o essendo stato un verde.

-Mà: sicuramente, sarà come sempre contento di intervenire, speriamo che non voglia organizzare un forum, ma stai tranquilla, lo sai, lui è il nostro Capezzone!

-Sindaco: ma che forum, che Capezzone, ancora spari cazzate, (alterandosi un pò) voglio una presentazione in grande stile, dai toni culturali alti, non dobbiamo far scivolare il discorso sul vil denaro, o su interessi economici che qualcuno può avere, mi raccomando. Deve passare il messaggio che con questa edificazione la città sarà più bella, la collina più bella e andremo incontro al bisogno di casa.

-Mà: non ti preoccupare sindaco, ti saluto, ho altre cento telefonate da fare, ma ti anticipo che sulla vendita di palazzo "…..ardi" (non si capisce bene l’inizio del nome) c’è un consigliere recalcitrante.

-Sindaco (alzando la voce e con tono deciso): non rompano i coglioni! non deve figurare la nostra volontà di vendita di quel palazzo, noi ci dobbiamo lavare le mani, devono decidere i consiglieri, e i consiglieri di maggioranza sanno che saranno fuori da tutto, ripeto da tutto, se voteranno in maniera non opportuna!

-Mà: come sempre sei grande sindaco, ciao

La telefonata s'interrompe.

L’ intercettazione è completamente inventata.
N.B.
Anche a Senigallia si dovrà costruire un parcheggio sotterraneo in area ex gil, quasi certamente ricca di reperti archeologici, ma si fa orecchie da mercante a chi denuncia questo.
Corre voce che dopo la presentazione del piano d’area della Sacelit, sia pronta (già presentata a sindaco ed assessore?) la progettazione della lottizzazione di via Cellini, preoccupante per l’incidenza volumetrica e di impatto .
Intanto si legge, sulla stampa odierna, che in area Sacelit il prezzo di vendita è di seimila euro al mq., non credo proprio che nasca un quartiere vivo, un quartiere cittadino abitato da residenti, non diciamo balle.
Servirà sicuramente e purtroppo come investimento per chi oggi non si fida della borsa.

venerdì 12 dicembre 2008

INTERCETTAZIONE TRA SILVIO E MARIA STELLA

ESCLUSIVO

Cosmoblog riceve un'intercettazione in maniera esclusiva e decide di pubblicarla.

L' 11 Dicembre 2008 parte una telefonata dal cell di Silvio.

  • Silvio: Pronto Stellina ciao, ma che hai fatto?
  • Maria Stella: si pronto, ciao Presidente
  • Silvio (con voce più dolce): chiamamoci con i nostri soliti diminutivi, sai che preferisco, c'è più carineria
  • M. Stella: ok, Silvietto, anzi Etto
  • Silvio: ciao Ina, così va bene, mai dividere il lavoro dai sensi.
  • M. Stella (con voce flebile ): perchè mi chiedi cosa ho fatto.
  • Silvio: hai fatto marcia indietro sulla riforma, Ina
  • M. Stella: ma Etto, me lo avevi detto tu, ricordi
  • Silvio: che confusione mi fai Ina, non mi riferivo alla tua attività da ministro, non alla tua riforma.
  • M.Stella: e a cosa Etto
  • Silvio: nell'ultima telefonata volevo dire che, nel prossimo nostro incontro, niente protezioni, insomma (pausa) niente condom, ma marcia indietro, sai... per maggiore intimità
  • M. Stella: perdonami Etto, e che l' Onda mi ha fatto perdere l'orizzonte
  • Silvio: non ti preoccupare Ina, ora tu dirai che la tua riforma non è marcia indietro e che l'opposizione non aveva capito nulla prima. Tanto sai quelli non capiscono davvero, sono quelli che dicono di voler stare con i Colaninni e con gli operai (ah ah ah ) , sono davvero confusi.
  • M. Stella: domani organizzo una conferenza stampa e dirò che sulla riforma non c'è marcia indietro, magari faccio della marcia indietro sulla marcia indietro e (con voce sensuale e improvvisamente calda e dopo una breve pausa)..... sono d'accordo sulla marcia indietro nostra....
  • Silvio: sei splendida StellIna, mi fai arra....
  • M.Stella: sempre meno della Carfi, o della Brambi.
  • Silvio: ma che dici, meglio tu, anche se la Carfi fa dei lavoretti, anzi dei lavoroni..
  • M.Stella: non fare il maschilista, con questo linguaggio
  • Silvio: se qualcuno ci intercetta sto dicendo, fino a prova contraria, che Carfi lavora bene, come ministro intendo (aggiunge una sua risata ah,aha, ah)
  • M. Stella: ma pure io lavoro bene come ministro.
  • Silvio: si Ina e d'ora in avanti solo marce indietro.. (ah, ah, ahhhh)
  • M.Stella: tutto quello che vuoi Etto
  • Silvio: ieri sera ci siamo scompisciati dalle risate.
  • M.Stella: con chi eri Etto
  • Silvio: a cena ero con il Brunetta, abbiamo letto la mozione del PD per il ripristimo dei fondi alle scuole cattoliche, nemmeno la DC osava tanto (ah,ah.ah).
  • M.Stella: lì come la mettiamo?
  • Silvio: lo sai ,a novanta gradi (lunga risata ah aha,aha ah...)
  • M Stella: ma dai Etto
  • Silvio: scusami si , ma certe battute dirle è più forte di me.
  • M.Stella: si, si ti conosco ormai, dai, allora sulla mozione PD che facciamo?
  • Silvio: Gli diremo prima si, poi non faremo nulla, poi faremo un pò, così la Cei non rompe, intanto il PD richiederà con più forza il ripristino totale dei fondi alle private, alla fine magari faremo tutto quello che c'è nella mozione e sai cosa?
  • M.Stella: Dimmi amoretto Silvietto
  • Silvio: Diremo che abbiamo fatto quello che il PD ha proposto, e così davvero sono a novanta gradi, sai quanti dei loro elettori si incazzeranno nei confronti del walter (ah,ah,ahh), sono proprio degli imbecilli, si castrano da soli, fossero come Zapatero sulla laicità, sarebbero cazzi amari per noi.
  • M.Stella: Sei grande Silvietto.
  • Silvio: Il brunetta è andato in estasi, bene mi ha detto, potrò dire che mi fa onore appartenere al PDL per la sua laicità, ero un socialista.
  • M.Stella: parliamo di cose importanti va, mi hai detto della Carfi, ma della Brambi non mi dici nulla?
  • Silvio: ma Ina, sai bene cosa penso della Brambi, con quelle calze a rete, va a finire che la fermeranno in qualche retata, so che a Senigallia in un convegno l'avevano bloccata all'entrata di un luogo chiamato Rotonda, dicendole che quella mattina non si ballava.
  • M.Stella: Non essere cattivo ora Etto, ha una sua personalità, a me danno della suora per via del mio vestire
  • Silvio: Devi essere più scosciata amore, mi raccomando più scosciata, sai che in politica voglio solo donne belle e tu lo sei, io la penso alla greca: kalòs kai agathòs, la bellezza insieme al valore, io le voglio belle fuori e belle dentro
  • M.Stella: e alle brutte che fai ?
  • Silvio: alle brutte invece faccio cucù e le spavento (ride spassosamente) . Ora devo andare, ci vediamo a metà della prossima settimana e indietro tutta.... stavolta sai a cosa mi riferisco amoruccio, un bacio stellina ciao.

La telefonata si interrompe.

intercettazione fantasiosa e interamente inventata dal sottoscritto, ma con riferimenti politici reali

martedì 9 dicembre 2008

PD: paladino delle scuole paritarie

Il PD non contento di avere tolto, anche con il proprio voto in data 19 novembre 2008, risorse alla scuola pubblica per finanziare missioni militari, chiede il ripristino dei fondi per le scuole paritarie.

Da Rinascita riporto:
"Mercoledì 19 Novembre 2008 – 14:36 – Tatiana Genovese

È sempre più marcata l’ambiguità che contraddistingue il centrosinistra, paladino della scuola pubblica nei cortei, ma difensore soprattutto degli istituti paritari nei palazzi di potere. Lo conferma la recente decisione presa da alcuni esponenti del Pd - i senatori Antonio Rusconi, capogruppo in Commissione istruzione, Mariapia Garavaglia, ministro dell’Istruzione del governo ombra, Mariangela Bastico Mauro Ceruti, Anna Serafini, Albertina Soliani, Flavio Pertoldi, Vincenzo Vita - di presentare ieri una mozione che impegna il governo a “ripristinare immediatamente la somma di 133 milioni di euro sul fondo delle scuole paritarie per garantire la possibilità che la scuola dell’infanzia sia assicurata a tutti gli alunni nel nostro Paese”. In realtà però la mozione non è nuova, anzi sarebbe il terzo emendamento alla finanziaria di questo genere. Il primo era stato presentato dall’onorevole Gabriele Toccafondi (Pdl), per essere subitamente ritirato in seguito alle rassicurazioni del governo, che in aula, per bocca del sottosegretario all’Economia Giuseppe Vegas, aveva garantito che i finanziamenti sarebbero stati ripristinati dal ministero entro l’anno. Questo emendamento era poi stato ripreso di pari passo dall’esponente dell’Udc Simonetta Rubinato che lo aveva presentato circa due settimane fa, incassando anche l’appoggio del Pd, in particolare di Luigi Bobba, vicepresidente della Commissione Lavoro della Camera, ma non quello di Montecitorio che lo aveva respinto con 244 voti contrari e 198 favorevoli. Una bocciatura che aveva fatto addirittura sollevare in aula l’ira dell’esponente del Pd Rosa De Pasquale che aveva difeso l’emendamento, non prima però di affermare che comunque “il Partito Democratico non è per la scuola privata ma per la scuola pubblica”. Tuttavia l’ostinazione del Pd nel sostenere le scuole paritarie ha portato nuovamente ieri i senatori del centrosinistra a riprovarci di nuovo. Per giustificare questa ostinazione i parlamentari del Pd in una nota hanno fatto presente che “la libertà di scelta educativa delle famiglie e, quindi, la parità scolastica, è un diritto giuridico e costituzionale” e che “con la legge n. 62 del 2000 sono stati definiti i criteri per il riconoscimento delle scuole paritarie, gestite dagli enti locali o da soggetti privati, che sono parte, insieme alle scuole statali, del sistema nazionale di istruzione pubblica”. “Dal 2002 però - hanno ancora sottolineato i senatori - il contributo alle scuole paritarie è fermo a 536 milioni di euro, per l’80% destinato alla scuola dell’infanzia”, aggiungendo che “Nel disegno di legge finanziaria 2009 e nel Piano triennale del Bilancio dello Stato risulta un taglio ingiustificato di oltre 133 milioni di euro/anno, che metterebbe anche le scuole F.I.S.M. - che rappresentano il 60% delle scuole paritarie - in condizione di non assicurare la prosecuzione del servizio per i 500.000 bambini che la frequentano e comprometterebbe l’applicazione del C.C.N.L. per gli oltre 40.000 dipendenti”. Inoltre, hanno concluso gli esponenti del Pd: “In questi anni, causa l’aumento di istituti accreditati, la somma versata dallo Stato a ogni sezione di scuola dell’infanzia o paritaria è diminuita progressivamente”, sottolineando infine con un colpo al cerchio e uno alla botte: “Tali contributi non sottraggono comunque risorse alle scuole statali”.E guarda caso la legge n.62 del 2000 a cui fanno riferimento nella nota i senatori del Pd con cui le scuole paritarie, di natura giuridica privata, vennero pienamente inserite nel sistema pubblico dell’istruzione “in quanto rispettano regole e standard previsti dalla stessa legge” venne approvata proprio dall’allora governo di centrosinistra del dopo Prodi. È quindi una storia lunga e spesso celata o comunque trascurata dai media, quella che vede il centrosinistra farsi paladino delle scuole paritarie, difenderle e scendere in Aula per loro.Una storia di cui però si sa poco basti infatti pensare che Walter Veltroni pubblicamente, sebbene il suo partito per due volte ha presentato degli emendamenti in merito, sulla questione non ha mai speso una parola, preferendo invece conquistare consensi parlando a favore della scuola pubblica. Come si suol dire: un colpo al cerchio e uno alla botte."

domenica 7 dicembre 2008

SENIGALLIA: MAGGIORANZA FARFANICCHIA

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Maggioranza Pd-Verdi-Idv : tra demagogia e mistificazione

A Roma votano assieme al PDL di Berlusconi la sottrazione di risorse alla scuola, a Senigallia non si accorgono, dimenticando anche i gravi errori dei precedenti ministri del PD.

Per essere credibili e onesti intellettualmente, bisogna che i rappresentanti della maggioranza di questa amministrazione siano pronti ad ammettere non solo che il piano Gelmini non è altro che la prosecuzione del piano Luigi Berlinguer-Moratti-Fioroni e che i provvedimenti del piano Gelmini derivano dal libro bianco Fioroni, ma anche la condotta non affidabile delle proprie rappresentanze parlamentari attuali.

Sanno il Pd, i Verdi e l’Idv locali che pochi giorni fa, alla Camera dei Deputati, il PD e l’Idv hanno votato assieme al PDL un provvedimento che distoglie risorse dalla scuola?

Il 20 novembre scorso infatti, è stato convertito in legge (20 novembre 2008 n. 183), con il voto favorevole anche del PD e dell’ Idv, il dl 22 settembre 2008 n. 147, recante “Disposizioni urgenti per assicurare la partecipazione italiana alla missione di vigilanza dell’Unione europea in Georgia”. Nell’articolo 3 (copertura finanziaria), si legge che 2.457.000 euro vengono tolti alla scuola, 985.000 euro all’università e alla ricerca, 1.618.000 euro alla cultura.Oltre 5milioni di euro, questa la cifra totale, ancora una volta rubati ai settori della conoscenza che vengono buttati via in operazioni militari senza senso.

Potete ascoltare la dichiarazione finale di voto per il PD, cliccando sull'intervento dell'on. Rosa Maria Villecco Calipari pg 78 -ore 16,45 del 19 novembre scorso:
La Camera dei deputati - La diretta audio/video La Camera dei deputati - La diretta audio/video Link: http://video.camera.it/default.aspx?id_ODL=1220&id_csm=190413&VideoType=&leg=&seduta=&dataora=&dateserial=
Ogni commento su questo voto sarebbe superfluo.

Ritengo che la maggioranza PD-Verdi-Idv di Senigallia cerchi di recuperare il consenso perduto a sinistra, ma le loro iniziative risultano chiaramente demagogiche e mistificatorie, poiché le loro azioni vanno in opposta direzione alle dichiarazioni.

A livello cittadino, nei fatti, l’accoppiata PD-Verdi locali rappresenta la “seconda destra” cittadina.

Gli ultimi fatti lo testimoniano: si prevedono ancora miniappartamenti al mare, si spostano anche strade per favorire le operazioni immobiliari, si costruiranno presto centri direzionali attrattori di traffico all’inizio della città, si deturpa il territorio con grave danno per l’economia turistica. Intanto San Gaudenzio aspetta il cemento votato, alcuni mesi fa, con la benedizione dei Verdi locali.

E i rappresentanti di questa maggioranza si dicono di centro-sinistra.
Non hanno nulla né di sinistra, né di centro. Chiamiamoli “farfanicchi”.

lunedì 1 dicembre 2008

SABINA GUZZANTI : BUGIARDONA

Applausi e non fischi verso gli studenti

Cara Sabina, ho letto il post , sui fatti di Senigallia, sul tuo sito ufficiale http://www.sabinaguzzanti.it/
Resto esterrefatto, è un post bugiardo.
Da tutte le testimonianze raccolte, a me risulta che dalla platea gli studenti hanno ricevuto unicamente applausi, forti e calorosi applausi, con gli studenti c’erano alcuni insegnanti e genitori. Altri insegnanti e genitori, che fanno parte dello stesso comitato, erano spettatori paganti seduti per il tuo spettacolo.
Verso gli studenti che hanno letto il comunicato sono stati rivolti solo applausi, ripeto.
I fischi che hai sentito dal tuo camerino sono stati rivolti a chi, dell’ organizzazione dello spettacolo, era poi salito sul palco per giustificare.
I giornalisti e le 900 persone presenti possono tutti testimoniare.
Il resto del tuo scritto, purtroppo molto acido, si commenta da sé.
Voglio credere, anzi ne sono certo, che quanto successo sia dovuto ad una serie di equivoci, di mancanza di giusta comunicazione, so che non è ascrivibile alla tua volontà.
Comunque, prima di scrivere una dichiarazione, come hai fatto nel tuo post, bisogna informarsi bene per non aggiungere altre inesattezze palesi, inesattezze che qualcuno dello staff (?) ti ha comunicato e che tu, facendole proprie, finisci per essere bugiardona.

martedì 25 novembre 2008

GELMINI E I SUOI PREDECESSORI

Rapporto alunni/docente: le stupidaggini di Gelmini e del suo predecessore Fioroni.
Tutto il Quaderno Bianco sulla scuola di Fioroni/Padoa Schioppa ruotava attorno a questo obiettivo, che ora il trio Tremonti/Brunetta/Gelmini sta cercando di raggiungere.
Ma, come sappiamo, i numeri poi non sono così oggettivi: un rapporto si fa tra grandezze omogenee e i sistemi d’istruzione dei paesi europei non sono poi così omogenei da poterli rapportare.
Il Quaderno Bianco rilevava che su 100 studenti della primaria in Italia ci sono 9,3 docenti, 5,3 nei paesi Ocse; nella secondaria di primo grado 9,7 per l’Italia contro il 7,3 dell’Ocse; nella secondaria di secondo grado 8,7 Italia e 7,9 Ocse.
Ma una analisi più attenta del nostro sistema scolastico rivela una realtà che si può leggere da altri punti di vista.
Nell’anno scolastico 2005-2006 i posti di insegnante statale in Organico di Diritto per il sostegno sono stati 48.607 (fonte Miur), che, se si tiene conto dell’organico di fatto, arrivano a circa 90.000. Nel resto d’Europa gli alunni diversamente abili frequentano scuole speciali, pertanto gli operatori che se ne occupano non rientrano nel numero dei docenti. Solo in Francia per i diversamente abili viene destinato un organico di 280.000 operatori sociali, che appartengono comunque ad amministrazioni diverse dalla scuola.
Poi ci sono i 25.679 insegnanti di religione cattolica che negli altri paese europei non esistono, ma che vengono conteggiati quando si parla di un numero troppo alto di insegnanti in Italia.
La specificità del nostro territorio dal punto di vista geomorfologico, inoltre, rappresenta un ulteriore elemento che altera il rapporto, ma di cui si continua a non tener conto: il nostro paese è fatto di realtà montane, di piccole isole e paesi che comunque bisogna dotare di servizi scolastici efficienti.
Poi c’è la questione del tempo pieno. In Italia la scuola dell’infanzia funziona per otto ore al giorno con un numero doppio di insegnanti rispetto ai paesi con la metà delle ore. Da noi circa il 35% della scuola primaria, soprattutto nelle grandi città del Nord - finché si riuscirà a resistere agli evidenti tentativi di smantellamento - funziona a tempo pieno (con 70.000 insegnanti in più rispetto al tempo normale), così come una parte importante della scuola media funziona a tempo prolungato.
In alcuni sistemi europei dell’istruzione esistono miriadi di figure professionali che - pur svolgendo funzioni legate al sistema educativo - non sono conteggiati tra i docenti: assistenti, educatori, bibliotecari, etc.
Insomma, quando si parla di portare il rapporto alunni/docente ai cosiddetti standard europei, si tratta di un imbroglio, in realtà si vuole smantellare il servizio pubblico d’istruzione, frutto di lotte e battaglie di civiltà.
I Cobas scuola, senza peli sulla lingua, denunciano da anni la cattiva gestione della scuola da parte dei governi di centro-destra e dei cosiddetti governi di centrosinistra.

sabato 15 novembre 2008

LA MADONNA DEL MANGANELLO

Tutti sanno della presenza a Senigallia della Madonna del Manganello, venerata, contestata, amata, non amata. Intanto sempre più numerose sono le preghiere per raccogliere e rafforzare la sua benevolenza in vista delle elezioni del 2010.

Un candidato in pole position per il prossimo governo cittadino: "Fa' che alle primarie io possa essere primo per seguire la tua via".

Un altro : "al tuo manganello, aggiungerò il tornello a pagamento".

Un altro ancora: "saprò anch'io tagliare il personale, saprò anch'io pagare sempre di meno gli insegnanti di sostegno comandati dal comune, così aumenterò i servizi ".
Ed ancora un altro: “ai metri cubi di cemento sull’arceviese, aggiungerò quelli sulla corinaldese con un’altra variante al PRG”.
Ma ecco un altro che gli fa eco: “io aggiungerò un altro centro direzionale ed altre lottizzazioni lungo la complanare"
Ed ancora un altro:” io farò costruire una sopraelevata complanare”.
Un ultimo a cui sta a cuore la Rotonda: "non è possibile vedere gente che si avvicina alla RAM in pantaloncini corti, chi si avvicina, anche per un’ informazione, dovrà indossare un cappotto con sotto un abito non spezzato, anche in agosto".
Le preghiere si sprecavano, tutti volevano mostrare di voler seguire la tracciata via maestra...
La Madonna del Manganello, alquanto incollerita, si rivolse loro e disse:"non è giunto ancora il momento, è ancora tempo delle azioni di questo governo, San Gaudenzio aspetta ancora il nostro cemento promesso, per la sua area protetta-ora da noi-, perciò solo atti di fede verso di me e non preghiere", nel contempo vibrò due sonore manganellate ognuno, con la minaccia di precipitarli tra gli scomunicati, dove ora stanno i non omologati comunisti. Nessuno più proferì verbo.

n.b. Per notizie vere sulla madonna del manganello vai su Wikipedia.

Da Wikipedia aggiungo uno stralcio:
La Madonna del manganello è una rappresentazione iconografica della figura cristiana della Madonna, diffusa a Vibo Valentia durante il ventennio fascista e caduta in disuso con la deposizione del regime.
Pur non avendo mai avuto un riconoscimento ecclesiastico ufficiale, la Madonna del manganello rientrò in un insieme di rappresentazioni diffuse, principalmente in forma di statue e santini.

domenica 9 novembre 2008

AMNESIE O FOLGORAZIONE ?

Grande, straordinaria manifestazione questa sera a Senigallia di studenti, genitori e insegnanti contro i provvedimenti governativi sulla scuola.
Ho visto assessori e sindaco unirsi al corteo e leggo ora su VS un articolo dell’assessore e vicesindaco Ceresoni.
Mi fa piacere questa loro presenza e auspico che le cose dette siano sentite e non frutto di un certo opportunismo.
Una domanda mi è d’obbligo.

Sono pronti ad ammettere, per essere credibili, i rappresentanti di questa amministrazione comunale che il piano Gelmini non è altro che la prosecuzione del piano Luigi Berlinguer-Moratti-Fioroni?

Sa Ceresoni che i provvedimenti del piano Gelmini derivano dal libro bianco Fioroni? Per la verità quello che aveva scritto Fioroni era già contenuto nei provvedimenti poi abortiti della Moratti e quello che la Moratti prendeva a base non era altro che l’elaborazione gigantesca del ministro Luigi Berlinguer (il ministro De Mauro è stato solo una fugace parentesi). La scuola-azienda non è frutto di questi ultimi mesi, il DS ne fu il primo fautore.

Prendiamo in mano questo benedetto quaderno bianco dell’ ex ministro Fioroni e leggiamolo:

A pag. V leggiamo: il rapporto insegnanti per 100 studenti è decisamente più alto che negli altri paesi OCSE, in tutti gli ordini di scuola: in media circa 1 punto e mezzo in più, effettuando il confronto per il 2004 su aggregati compatibili (Fioroni non ha pensato che la media è alta per via delle scuole in zone disagiat, scuole che pur devono esserci).

A pag. VI : Più alta della media internazionale è anche la spesa per istruzione misurata per studente ….. esiste un serio problema di allocazione delle risorse finanziarie. (Fioroni non ha pensato che finanziamo le scuole private).Ne fa parte anche un livello insufficiente della spesa in conto capitale, per attrezzature e strutture. Per quanto riguarda la dimensione delle classi, si osserva un forte squilibrio verso la piccola dimensione, ben al di sotto dei valori indicati dalla normativa. Nella determinazione dell’organico si è sedimentato un “metodo contrattuale” e in due stadi (“diritto” e “fatto”) che è fonte di opacità e tensioni.
A pag. XI-XII si invoca una più piena autonomia economico-finanziaria delle istituzioni scolastiche, accompagnata da capacità e trasparenza contabile e dalla crescente potestà di attuare gli interventi necessari al miglioramento dei risultati. (Ecco allora le fondazioni).
A pag. XVII si invoca un nuovo reclutamento.
A pag. XVIII prevedere incentivi per il complesso degli insegnanti (e del personale) in relazione al conseguimento di obiettivi.
E così via perché il quaderno bianco si snocciola per ben 287 pagine con ricchezza di dati tabelle e studi.

Se le ubbie padronali e aziendali hanno prodotto questa “perla” nel Libro che più che Bianco è risultato assai Nero per la scuola del futuro, l’idea del “bollino blu” alle scuole “di qualità” era un puro parto dell’idiozia a cui si giunge quando, volendo scimmiottare l’efficientismo aziendale, non ci si preoccupa neanche di chiedere in giro per il mondo cosa in passato hanno prodotto idee simili. In pratica l’idea-base era questa: diamo un punteggio alle scuole e in base all’altezza di esso le aiutiamo di più e via via eliminiamo le altre. Senonchè per valutare le scuole si valuterebbero i “punteggi” ottenuti dagli studenti agli scrutini finali e i risultati di test periodici. In Giappone, dove ai punteggi erano collegati anche gli stipendi dei docenti, scoppiò un gigantesco scandalo quando un insegnante, una volta andato in pensione, scrisse un libro raccontando come fosse prassi consueta tra i docenti giapponesi non solo promuovere anche le “capre” ma soprattutto passare direttamente agli studenti i test da svolgere. Il Canada abbandonò tentativi del genere quando ne apparve chiaro non solo l’effetto corrompente e grottesco ma anche gli elevati costi dell’elefantiaco e farraginoso sistema di valutazione così edificato: qualcuno fece notare che era assai più produttivo investire i soldi del sistema di valutazione nelle strutture scolastiche e negli stipendi dei docenti.

E’ bene che i docenti ne siano dettagliatamente informati/e del recente passato perché non ci dobbiamo meravigliare, se la Gelmini ha voluto recuperare tali “perle nere” con zelo produttivistico, non ha fatto altro che raccogliere la nefasta staffetta che ha collegato Berlinguer, Moratti e Fioroni.

La risposta oggi è la lotta contro le idee nefaste che hanno condotto agli ultimi provvedimenti di legge, dobbiamo chiedere il cambiamento delle norme ultime approvate. Ma per fare questo deve essere coscienza di tutti l’abbandono dell’idea della scuola-azienda.

Non dobbiamo firmare cambiali in bianco a nessuno, garanzia è la continuazione della lotta, molti insegnanti ricordano l’idea del concorsone meritocratico a test e a quiz, con cui gli insegnanti avrebbero dovuto essere “differenziati” per circa mezzo milione di lire di stipendio in base al superamento di questo concorsone. Tale nefasta idea di Luigi Berlinguer nel 2000 è stata sconfitta dalle lotte di piazza degli insegnanti.

Oggi possiamo sconfiggere la Gelmini, ma per favore non dimentichiamo la storia recente e recentissima.

sabato 18 ottobre 2008

RECESSIONE DEMOCRATICA

Un Sindaco deve rispettare anche i cittadini che contestano.
Ho ascoltato la registrazione audio del forum sulla complanare, grazie a Popinga. Quello che mi ha colpito, ancora una volta, è lo "stile" del Sindaco.
Credo che un sindaco non possa rivolgersi ad un gruppo di cittadini dicendo loro di avere bisogno di essere alfabetizzati. Questo comportamento è inaccettabile
, come è inaccettabile il suo "gesto" in consiglio comunale di un mese fa, come è inaccettabile l'infelice frase del vicesindaco alla lettura del risultato di una votazione in consiglio comunale. Credo che al primo punto di ogni programma di governo vada posto il rispetto degli altri.
Si affanna, inoltre, a sottolineare che all'inizio si era tutti d'accordo e che strada facendo in molti hanno cambiato idea. Qui non capisco il fatto che vengono considerati bravi e coraggiosi chi a lei si avvicina, come il consigliere Monachesi, chi si allontana no. L'equazione allora non torna.
Dopo l'ascolto della registrazione meglio rifarsi con un pò di musica anche liberatoria:
Salentoweb.tv - WEB-TV del salento 24 ore su 24 on demand ed eventi live.

sabato 4 ottobre 2008

ECCO LA RIFORMA GELMINI

La mini-scuola della Gel-mini:
-
Meno maestri
Meno professori
Meno classi
Meno scuole
Meno materie
Meno ore settimanali di lezione
Meno giorni di scuola
Meno anni di scuola
Meno risorse
.....e la chiamano razionalizzazione.....



venerdì 3 ottobre 2008

PALAZZO GHERARDI RESTI AL PATRIMONIO PUBBLICO

Si fanno sempre più insistenti, in questi giorni, le voci di un museo Giacomelli in area Sacelit (sarebbe prossima la presentazione di un progetto da parte dell’amministrazione comunale) e nel contempo della volontà di alienare palazzo Gherardi.

Ribadisco la proposta di dichiarare Palazzo Gherardi patrimonio pubblico indisponibile per la vendita o la cessione a qualsiasi titolo a privati, e di considerare l’eventualità di trasformare palazzo Gherardi a sede del museo Giacomelli.

Questa amministrazione comunale vorrebbe tutti silenti, ossequiosi, senza diritto di critica e di proposta. E’ uno stile, quello imposto dal sindaco, che non piace affatto, che alimenta di fatto quella cultura del non confronto che oggi dilaga nel paese, quella cultura del “decisionismo muscolare” che passa come un caterpillar su tutti e su tutto.
Voglio ricordare che sul piano Cervellati la posizione del mio partito è stata sempre e continua ad essere seria e responsabile. Il consigliere Mancini in seno al consiglio comunale, in merito al piano Cervellati, persegue da una parte l’obiettivo di migliorare il piano, dall’altra di evitare che questa maggioranza lo pieghi agli interessi speculativi di mercato.

Abbiamo sempre detto che la nostra volontà non è quella di affossare il piano, abbiamo sempre creduto e crediamo ancora oggi che la filosofia che guida il piano Cervellati sia positiva: primo perché prevede di aumentare i cittadini residenti nel centro storico, secondo per il rispetto e il ripristino tipologico del costruito, terzo perché vediamo la possibilità di un rilancio del commercio e dell’artigianato.
Vogliamo ricordare che il piano Cervellati è arrivato in consiglio comunale con ritardo di anni, quante volte in maggioranza abbiamo denunciato il grave ritardo dovuto alla sciaugurata scelta di voler procedere ad altri piani di espansione -come la variante al prg zona arceviese- che vanno a dissipare la campagna, l’ambiente circostante e il paesaggio.

Ma la cosa più grave, e che ci deve far riflettere molto, è che questa amministrazione vuole piegare, perfino questo piano, allo logica degli affari e della speculazione.
Perché non dire subito, in modo netto e chiaro, che palazzo Gherardi deve restare al patrimonio pubblico?
Credo, ormai, che la mancanza di chiarezza, di questa maggioranza, su questo argomento, sia dettata dal fatto di voler alienare palazzo Gherardi per fare cassa. Si ripete, qui a Senigallia, quanto sta avvenendo in molti centri storici di molte città italiane, votate agli affari e alla speculazione. Si vende il patrimonio pubblico del centro storico per fare cassa e poter procedere alla costruzione di nuove opere pubbliche. Il danno, come dice l’architetto Paolo Berdini nel suo ultimo libro sulla città di Roma “Una città in vendita”, è ”che in questo diffuso modo di operare da parte delle amministrazioni comunali, si guarda a ciò che si va a fare, dimenticandosi e non interessandosi di quanto succederà del bene alienato”.

Il caso di Senigallia mi fa venire in mente che, probabilmente, con i proventi di palazzo Gherardi, si procederà alla costruzione di un nuovo museo Giacomelli, forse in zona Sacelit, ma non si pensa a cosa succederà al palazzo Gherardi venduto. Non penso proprio che l’architetto Cervellati darebbe giudizio positivo di un palazzo Gherardi trasformato in appartamenti per non residenti, trasformato in lussuose seconde o terze case, che non darebbero certo vita al centro storico.

Noi continueremo con impegno a lavorare perché questo non avvenga. Volevamo scongiurare la vendita del palazzo Gherardi in prima battuta nel consiglio comunale del 26 agosto. Non è stato possibile discutere la mozione in quella data, riproporremo la questione nuovamente, con chiarezza, cercando di scongiurare la furbata di chi vuole decidere di non decidere, di chi in pratica vuol vendere e cerca di rimandare la decisione della vendita a “tempi migliori”.
Palazzo Gherardi per la sua posizione strategica non va venduto.