sabato 13 giugno 2009
SENIGALLIA: POLITICA URBANISTICA SCIAUGURATA
mercoledì 4 marzo 2009
LIBERISMO ASIMMETRICO
venerdì 9 gennaio 2009
INTERCETTAZIONE TRA UN SINDACO E UN SUO ASSESSORE
Cosmoblog prosegue nella serie delle “intercettazioni possibili” e decide di rendere nota l’intercettazione n. 2
Questa volta gli interlocutori della telefonata sono un sindaco di cui non si desume il nome e un assessore all’urbanistica che viene chiamato con il diminutivo “Mà” . L’assessore potrebbe chiamarsi Mario, Mauro, Martino o altro nome. Inoltre dal verbale di trascrizione si evince che la vicenda si svolge in una città media che si trova sul mare e con una giunta pd-verdi.
Dal cell del sindaco alle ore 17,30 del 18 dicembre2008 parte una telefonata
-Sindaco: Pronto? Finalmente! E’ da stamattina che provo a chiamarti e il tuo cell mi dà sempre occupato, sei sempre attaccato lì, va a finire che dobbiamo dar ragione a quel consigliere di minoranza.
-Mà: ciao sindaco, pure tu ti ci metti. Oggi ho avuto quattro grosse beghe, preparati a firmare nove contenziosi.
-Sindaco: come quattro beghe e nove cause?
-Mà: si, nove come minimo, quattro contro i titolari di quattro imprese, quattro contro i loro direttori dei lavori e una contro l’operatore di una ruspa.
-Sindaco: uff .. uffa, siamo sempre nei tribunali e perdiamo anche spesso, dobbiamo stare attenti. Che è successo ora di grave.
-Mà: te ne racconto solo una e capirai la gravità. Si stava scavando per il parcheggio sotterraneo, contropartita per l’intervento edilizio in…..(non si capisce il nome del luogo). Lo scavo era iniziato da un paio di ore, ma… ecco che… scavando vengono alla luce dei reperti archeologici. Hanno fermato tutto. Hanno fermato tutto!
-Sindaco: ma è quello che dovevano fare
-Mà: si, ma non è questo. Il fatto è che, manovrando male la pala della ruspa, hanno deviato in un punto di 40 centimetri lo scavo rispetto a quello che era sulla carta, se fossero stati ligi al progetto, nulla sarebbe venuto alla luce.
-Sindaco: allora hai ragione, ma accorti, ora che mi ricordo, in molti avevano denunciato che il sottosuolo oggetto dello scavo poteva essere ricco di reperti. Capirai, quelli si ringalluzziscono ora, ad iniziare da quel nostro ex assessore che in una giunta aveva anche riferito tale possibilità, riportando la voce di una associazione. Che rottura di palle!
-Mà: ah quello! Per una pietra antica va in estasi, altro che denuncia, avrebbe dato un premio alla ditta per la scoperta dei reperti antichi, per carità!
-Sindaco: Il nostro super pagato dirigente che dice?
-Mà: capirai, lui cammina sempre con la borsa piena di carta bollata in bianco, ha già preparato la denuncia. Ma tu non ritieni giusto che dobbiamo procedere con la denuncia per operazioni eseguite in difformità?
-Sindaco: Mà, fai benissimo e poiché lo stop ai lavori si nota, fai preparare subito un comunicato stampa. Si dirà che i sondaggi fatti nei luoghi precisi dello scavo, previsto in progetto, erano confortanti e che lì non sono stati trovati ad oggi reperti di alcun genere. Ciò che è stato rinvenuto è fuori dall'area di progetto. Comunque fai definire bene la denuncia, non si può deviare uno scavo di 40 centimetri!
Nella prossima giunta la faremo approvare.
-Mà: per cosa mi cercavi da stamattina?
-Sindaco: ricordi il piano d’area a noi presentato il mese scorso dal consorzio per l’edificazione del PEEP di via (non si capisce bene se trattasi di via Bellini, Tellini, Mellini o altro…), devi preparare una conferenza stampa subito.
Hai visto quanti appartamenti verranno? Più di 350 o forse più di 400. Costruiranno mezza collina.
-Mà: e allora? Non è mica tutta la collina oggetto di edificazione, solo mezza
-Sindaco: non sparare cazzate, è una cosa seria, tutto deve apparire come grande intervento di qualità che va a valorizzare la collina interessata. Grande progetto, grandi architetti, grande risposta ai bisogni di casa. La conferenza stampa la devi organizzare in un ambiente prestigioso: o nella sala del (non si capisce il nome) o al mare alla …..(anche qui la telefonata è disturbata e non è chiaro il nome del luogo). Ai progettisti devi dire che si diano da fare per far pubblicare il progetto in qualche rivista di architettura.
-Mà: si sindaco, diremo che si tratta di una valorizzazione ambientale
-Sindaco: mi raccomando fai partecipare anche il vicesindaco, ci para il culo essendo o essendo stato un verde.
-Mà: sicuramente, sarà come sempre contento di intervenire, speriamo che non voglia organizzare un forum, ma stai tranquilla, lo sai, lui è il nostro Capezzone!
-Sindaco: ma che forum, che Capezzone, ancora spari cazzate, (alterandosi un pò) voglio una presentazione in grande stile, dai toni culturali alti, non dobbiamo far scivolare il discorso sul vil denaro, o su interessi economici che qualcuno può avere, mi raccomando. Deve passare il messaggio che con questa edificazione la città sarà più bella, la collina più bella e andremo incontro al bisogno di casa.
-Mà: non ti preoccupare sindaco, ti saluto, ho altre cento telefonate da fare, ma ti anticipo che sulla vendita di palazzo "…..ardi" (non si capisce bene l’inizio del nome) c’è un consigliere recalcitrante.
-Sindaco (alzando la voce e con tono deciso): non rompano i coglioni! non deve figurare la nostra volontà di vendita di quel palazzo, noi ci dobbiamo lavare le mani, devono decidere i consiglieri, e i consiglieri di maggioranza sanno che saranno fuori da tutto, ripeto da tutto, se voteranno in maniera non opportuna!
-Mà: come sempre sei grande sindaco, ciao
La telefonata s'interrompe.
L’ intercettazione è completamente inventata.
N.B.
Anche a Senigallia si dovrà costruire un parcheggio sotterraneo in area ex gil, quasi certamente ricca di reperti archeologici, ma si fa orecchie da mercante a chi denuncia questo.
Corre voce che dopo la presentazione del piano d’area della Sacelit, sia pronta (già presentata a sindaco ed assessore?) la progettazione della lottizzazione di via Cellini, preoccupante per l’incidenza volumetrica e di impatto .
Intanto si legge, sulla stampa odierna, che in area Sacelit il prezzo di vendita è di seimila euro al mq., non credo proprio che nasca un quartiere vivo, un quartiere cittadino abitato da residenti, non diciamo balle. Servirà sicuramente e purtroppo come investimento per chi oggi non si fida della borsa.
venerdì 12 dicembre 2008
INTERCETTAZIONE TRA SILVIO E MARIA STELLA
Cosmoblog riceve un'intercettazione in maniera esclusiva e decide di pubblicarla.
L' 11 Dicembre 2008 parte una telefonata dal cell di Silvio.
- Silvio: Pronto Stellina ciao, ma che hai fatto?
- Maria Stella: si pronto, ciao Presidente
- Silvio (con voce più dolce): chiamamoci con i nostri soliti diminutivi, sai che preferisco, c'è più carineria
- M. Stella: ok, Silvietto, anzi Etto
- Silvio: ciao Ina, così va bene, mai dividere il lavoro dai sensi.
- M. Stella (con voce flebile ): perchè mi chiedi cosa ho fatto.
- Silvio: hai fatto marcia indietro sulla riforma, Ina
- M. Stella: ma Etto, me lo avevi detto tu, ricordi
- Silvio: che confusione mi fai Ina, non mi riferivo alla tua attività da ministro, non alla tua riforma.
- M.Stella: e a cosa Etto
- Silvio: nell'ultima telefonata volevo dire che, nel prossimo nostro incontro, niente protezioni, insomma (pausa) niente condom, ma marcia indietro, sai... per maggiore intimità
- M. Stella: perdonami Etto, e che l' Onda mi ha fatto perdere l'orizzonte
- Silvio: non ti preoccupare Ina, ora tu dirai che la tua riforma non è marcia indietro e che l'opposizione non aveva capito nulla prima. Tanto sai quelli non capiscono davvero, sono quelli che dicono di voler stare con i Colaninni e con gli operai (ah ah ah ) , sono davvero confusi.
- M. Stella: domani organizzo una conferenza stampa e dirò che sulla riforma non c'è marcia indietro, magari faccio della marcia indietro sulla marcia indietro e (con voce sensuale e improvvisamente calda e dopo una breve pausa)..... sono d'accordo sulla marcia indietro nostra....
- Silvio: sei splendida StellIna, mi fai arra....
- M.Stella: sempre meno della Carfi, o della Brambi.
- Silvio: ma che dici, meglio tu, anche se la Carfi fa dei lavoretti, anzi dei lavoroni..
- M.Stella: non fare il maschilista, con questo linguaggio
- Silvio: se qualcuno ci intercetta sto dicendo, fino a prova contraria, che Carfi lavora bene, come ministro intendo (aggiunge una sua risata ah,aha, ah)
- M. Stella: ma pure io lavoro bene come ministro.
- Silvio: si Ina e d'ora in avanti solo marce indietro.. (ah, ah, ahhhh)
- M.Stella: tutto quello che vuoi Etto
- Silvio: ieri sera ci siamo scompisciati dalle risate.
- M.Stella: con chi eri Etto
- Silvio: a cena ero con il Brunetta, abbiamo letto la mozione del PD per il ripristimo dei fondi alle scuole cattoliche, nemmeno la DC osava tanto (ah,ah.ah).
- M.Stella: lì come la mettiamo?
- Silvio: lo sai ,a novanta gradi (lunga risata ah aha,aha ah...)
- M Stella: ma dai Etto
- Silvio: scusami si , ma certe battute dirle è più forte di me.
- M.Stella: si, si ti conosco ormai, dai, allora sulla mozione PD che facciamo?
- Silvio: Gli diremo prima si, poi non faremo nulla, poi faremo un pò, così la Cei non rompe, intanto il PD richiederà con più forza il ripristino totale dei fondi alle private, alla fine magari faremo tutto quello che c'è nella mozione e sai cosa?
- M.Stella: Dimmi amoretto Silvietto
- Silvio: Diremo che abbiamo fatto quello che il PD ha proposto, e così davvero sono a novanta gradi, sai quanti dei loro elettori si incazzeranno nei confronti del walter (ah,ah,ahh), sono proprio degli imbecilli, si castrano da soli, fossero come Zapatero sulla laicità, sarebbero cazzi amari per noi.
- M.Stella: Sei grande Silvietto.
- Silvio: Il brunetta è andato in estasi, bene mi ha detto, potrò dire che mi fa onore appartenere al PDL per la sua laicità, ero un socialista.
- M.Stella: parliamo di cose importanti va, mi hai detto della Carfi, ma della Brambi non mi dici nulla?
- Silvio: ma Ina, sai bene cosa penso della Brambi, con quelle calze a rete, va a finire che la fermeranno in qualche retata, so che a Senigallia in un convegno l'avevano bloccata all'entrata di un luogo chiamato Rotonda, dicendole che quella mattina non si ballava.
- M.Stella: Non essere cattivo ora Etto, ha una sua personalità, a me danno della suora per via del mio vestire
- Silvio: Devi essere più scosciata amore, mi raccomando più scosciata, sai che in politica voglio solo donne belle e tu lo sei, io la penso alla greca: kalòs kai agathòs, la bellezza insieme al valore, io le voglio belle fuori e belle dentro
- M.Stella: e alle brutte che fai ?
- Silvio: alle brutte invece faccio cucù e le spavento (ride spassosamente) . Ora devo andare, ci vediamo a metà della prossima settimana e indietro tutta.... stavolta sai a cosa mi riferisco amoruccio, un bacio stellina ciao.
La telefonata si interrompe.
martedì 9 dicembre 2008
PD: paladino delle scuole paritarie
Da Rinascita riporto:
"Mercoledì 19 Novembre 2008 – 14:36 – Tatiana Genovese
È sempre più marcata l’ambiguità che contraddistingue il centrosinistra, paladino della scuola pubblica nei cortei, ma difensore soprattutto degli istituti paritari nei palazzi di potere. Lo conferma la recente decisione presa da alcuni esponenti del Pd - i senatori Antonio Rusconi, capogruppo in Commissione istruzione, Mariapia Garavaglia, ministro dell’Istruzione del governo ombra, Mariangela Bastico Mauro Ceruti, Anna Serafini, Albertina Soliani, Flavio Pertoldi, Vincenzo Vita - di presentare ieri una mozione che impegna il governo a “ripristinare immediatamente la somma di 133 milioni di euro sul fondo delle scuole paritarie per garantire la possibilità che la scuola dell’infanzia sia assicurata a tutti gli alunni nel nostro Paese”. In realtà però la mozione non è nuova, anzi sarebbe il terzo emendamento alla finanziaria di questo genere. Il primo era stato presentato dall’onorevole Gabriele Toccafondi (Pdl), per essere subitamente ritirato in seguito alle rassicurazioni del governo, che in aula, per bocca del sottosegretario all’Economia Giuseppe Vegas, aveva garantito che i finanziamenti sarebbero stati ripristinati dal ministero entro l’anno. Questo emendamento era poi stato ripreso di pari passo dall’esponente dell’Udc Simonetta Rubinato che lo aveva presentato circa due settimane fa, incassando anche l’appoggio del Pd, in particolare di Luigi Bobba, vicepresidente della Commissione Lavoro della Camera, ma non quello di Montecitorio che lo aveva respinto con 244 voti contrari e 198 favorevoli. Una bocciatura che aveva fatto addirittura sollevare in aula l’ira dell’esponente del Pd Rosa De Pasquale che aveva difeso l’emendamento, non prima però di affermare che comunque “il Partito Democratico non è per la scuola privata ma per la scuola pubblica”. Tuttavia l’ostinazione del Pd nel sostenere le scuole paritarie ha portato nuovamente ieri i senatori del centrosinistra a riprovarci di nuovo. Per giustificare questa ostinazione i parlamentari del Pd in una nota hanno fatto presente che “la libertà di scelta educativa delle famiglie e, quindi, la parità scolastica, è un diritto giuridico e costituzionale” e che “con la legge n. 62 del 2000 sono stati definiti i criteri per il riconoscimento delle scuole paritarie, gestite dagli enti locali o da soggetti privati, che sono parte, insieme alle scuole statali, del sistema nazionale di istruzione pubblica”. “Dal 2002 però - hanno ancora sottolineato i senatori - il contributo alle scuole paritarie è fermo a 536 milioni di euro, per l’80% destinato alla scuola dell’infanzia”, aggiungendo che “Nel disegno di legge finanziaria 2009 e nel Piano triennale del Bilancio dello Stato risulta un taglio ingiustificato di oltre 133 milioni di euro/anno, che metterebbe anche le scuole F.I.S.M. - che rappresentano il 60% delle scuole paritarie - in condizione di non assicurare la prosecuzione del servizio per i 500.000 bambini che la frequentano e comprometterebbe l’applicazione del C.C.N.L. per gli oltre 40.000 dipendenti”. Inoltre, hanno concluso gli esponenti del Pd: “In questi anni, causa l’aumento di istituti accreditati, la somma versata dallo Stato a ogni sezione di scuola dell’infanzia o paritaria è diminuita progressivamente”, sottolineando infine con un colpo al cerchio e uno alla botte: “Tali contributi non sottraggono comunque risorse alle scuole statali”.E guarda caso la legge n.62 del 2000 a cui fanno riferimento nella nota i senatori del Pd con cui le scuole paritarie, di natura giuridica privata, vennero pienamente inserite nel sistema pubblico dell’istruzione “in quanto rispettano regole e standard previsti dalla stessa legge” venne approvata proprio dall’allora governo di centrosinistra del dopo Prodi. È quindi una storia lunga e spesso celata o comunque trascurata dai media, quella che vede il centrosinistra farsi paladino delle scuole paritarie, difenderle e scendere in Aula per loro.Una storia di cui però si sa poco basti infatti pensare che Walter Veltroni pubblicamente, sebbene il suo partito per due volte ha presentato degli emendamenti in merito, sulla questione non ha mai speso una parola, preferendo invece conquistare consensi parlando a favore della scuola pubblica. Come si suol dire: un colpo al cerchio e uno alla botte."
domenica 7 dicembre 2008
SENIGALLIA: MAGGIORANZA FARFANICCHIA
A Roma votano assieme al PDL di Berlusconi la sottrazione di risorse alla scuola, a Senigallia non si accorgono, dimenticando anche i gravi errori dei precedenti ministri del PD.
Per essere credibili e onesti intellettualmente, bisogna che i rappresentanti della maggioranza di questa amministrazione siano pronti ad ammettere non solo che il piano Gelmini non è altro che la prosecuzione del piano Luigi Berlinguer-Moratti-Fioroni e che i provvedimenti del piano Gelmini derivano dal libro bianco Fioroni, ma anche la condotta non affidabile delle proprie rappresentanze parlamentari attuali.
Sanno il Pd, i Verdi e l’Idv locali che pochi giorni fa, alla Camera dei Deputati, il PD e l’Idv hanno votato assieme al PDL un provvedimento che distoglie risorse dalla scuola?
Il 20 novembre scorso infatti, è stato convertito in legge (20 novembre 2008 n. 183), con il voto favorevole anche del PD e dell’ Idv, il dl 22 settembre 2008 n. 147, recante “Disposizioni urgenti per assicurare la partecipazione italiana alla missione di vigilanza dell’Unione europea in Georgia”. Nell’articolo 3 (copertura finanziaria), si legge che 2.457.000 euro vengono tolti alla scuola, 985.000 euro all’università e alla ricerca, 1.618.000 euro alla cultura.Oltre 5milioni di euro, questa la cifra totale, ancora una volta rubati ai settori della conoscenza che vengono buttati via in operazioni militari senza senso.
Potete ascoltare la dichiarazione finale di voto per il PD, cliccando sull'intervento dell'on. Rosa Maria Villecco Calipari pg 78 -ore 16,45 del 19 novembre scorso: La Camera dei deputati - La diretta audio/video La Camera dei deputati - La diretta audio/video Link: http://video.camera.it/default.aspx?id_ODL=1220&id_csm=190413&VideoType=&leg=&seduta=&dataora=&dateserial=
Ogni commento su questo voto sarebbe superfluo.
Ritengo che la maggioranza PD-Verdi-Idv di Senigallia cerchi di recuperare il consenso perduto a sinistra, ma le loro iniziative risultano chiaramente demagogiche e mistificatorie, poiché le loro azioni vanno in opposta direzione alle dichiarazioni.
A livello cittadino, nei fatti, l’accoppiata PD-Verdi locali rappresenta la “seconda destra” cittadina.
Gli ultimi fatti lo testimoniano: si prevedono ancora miniappartamenti al mare, si spostano anche strade per favorire le operazioni immobiliari, si costruiranno presto centri direzionali attrattori di traffico all’inizio della città, si deturpa il territorio con grave danno per l’economia turistica. Intanto San Gaudenzio aspetta il cemento votato, alcuni mesi fa, con la benedizione dei Verdi locali.
E i rappresentanti di questa maggioranza si dicono di centro-sinistra. Non hanno nulla né di sinistra, né di centro. Chiamiamoli “farfanicchi”.
lunedì 1 dicembre 2008
SABINA GUZZANTI : BUGIARDONA
Resto esterrefatto, è un post bugiardo.
Da tutte le testimonianze raccolte, a me risulta che dalla platea gli studenti hanno ricevuto unicamente applausi, forti e calorosi applausi, con gli studenti c’erano alcuni insegnanti e genitori. Altri insegnanti e genitori, che fanno parte dello stesso comitato, erano spettatori paganti seduti per il tuo spettacolo.
Verso gli studenti che hanno letto il comunicato sono stati rivolti solo applausi, ripeto.
I fischi che hai sentito dal tuo camerino sono stati rivolti a chi, dell’ organizzazione dello spettacolo, era poi salito sul palco per giustificare.
I giornalisti e le 900 persone presenti possono tutti testimoniare.
Il resto del tuo scritto, purtroppo molto acido, si commenta da sé.
martedì 25 novembre 2008
GELMINI E I SUOI PREDECESSORI
Tutto il Quaderno Bianco sulla scuola di Fioroni/Padoa Schioppa ruotava attorno a questo obiettivo, che ora il trio Tremonti/Brunetta/Gelmini sta cercando di raggiungere.
Ma, come sappiamo, i numeri poi non sono così oggettivi: un rapporto si fa tra grandezze omogenee e i sistemi d’istruzione dei paesi europei non sono poi così omogenei da poterli rapportare.
Il Quaderno Bianco rilevava che su 100 studenti della primaria in Italia ci sono 9,3 docenti, 5,3 nei paesi Ocse; nella secondaria di primo grado 9,7 per l’Italia contro il 7,3 dell’Ocse; nella secondaria di secondo grado 8,7 Italia e 7,9 Ocse.
Ma una analisi più attenta del nostro sistema scolastico rivela una realtà che si può leggere da altri punti di vista.
Nell’anno scolastico 2005-2006 i posti di insegnante statale in Organico di Diritto per il sostegno sono stati 48.607 (fonte Miur), che, se si tiene conto dell’organico di fatto, arrivano a circa 90.000. Nel resto d’Europa gli alunni diversamente abili frequentano scuole speciali, pertanto gli operatori che se ne occupano non rientrano nel numero dei docenti. Solo in Francia per i diversamente abili viene destinato un organico di 280.000 operatori sociali, che appartengono comunque ad amministrazioni diverse dalla scuola.
Poi ci sono i 25.679 insegnanti di religione cattolica che negli altri paese europei non esistono, ma che vengono conteggiati quando si parla di un numero troppo alto di insegnanti in Italia.
La specificità del nostro territorio dal punto di vista geomorfologico, inoltre, rappresenta un ulteriore elemento che altera il rapporto, ma di cui si continua a non tener conto: il nostro paese è fatto di realtà montane, di piccole isole e paesi che comunque bisogna dotare di servizi scolastici efficienti.
Poi c’è la questione del tempo pieno. In Italia la scuola dell’infanzia funziona per otto ore al giorno con un numero doppio di insegnanti rispetto ai paesi con la metà delle ore. Da noi circa il 35% della scuola primaria, soprattutto nelle grandi città del Nord - finché si riuscirà a resistere agli evidenti tentativi di smantellamento - funziona a tempo pieno (con 70.000 insegnanti in più rispetto al tempo normale), così come una parte importante della scuola media funziona a tempo prolungato.
In alcuni sistemi europei dell’istruzione esistono miriadi di figure professionali che - pur svolgendo funzioni legate al sistema educativo - non sono conteggiati tra i docenti: assistenti, educatori, bibliotecari, etc.
Insomma, quando si parla di portare il rapporto alunni/docente ai cosiddetti standard europei, si tratta di un imbroglio, in realtà si vuole smantellare il servizio pubblico d’istruzione, frutto di lotte e battaglie di civiltà.
sabato 15 novembre 2008
LA MADONNA DEL MANGANELLO
governo cittadino: "Fa' che alle primarie io possa essere primo per seguire la tua via".Da Wikipedia aggiungo uno stralcio:
La Madonna del manganello è una rappresentazione iconografica della figura cristiana della Madonna, diffusa a Vibo Valentia durante il ventennio fascista e caduta in disuso con la deposizione del regime.
Pur non avendo mai avuto un riconoscimento ecclesiastico ufficiale, la Madonna del manganello rientrò in un insieme di rappresentazioni diffuse, principalmente in forma di statue e santini.
domenica 9 novembre 2008
AMNESIE O FOLGORAZIONE ?
Ho visto assessori e sindaco unirsi al corteo e leggo ora su VS un articolo dell’assessore e vicesindaco Ceresoni.
Mi fa piacere questa loro presenza e auspico che le cose dette siano sentite e non frutto di un certo opportunismo.
Una domanda mi è d’obbligo.
Sono pronti ad ammettere, per essere credibili, i rappresentanti di questa amministrazione comunale che il piano Gelmini non è altro che la prosecuzione del piano Luigi Berlinguer-Moratti-Fioroni?
Sa Ceresoni che i provvedimenti del piano Gelmini derivano dal libro bianco Fioroni? Per la verità quello che aveva scritto Fioroni era già contenuto nei provvedimenti poi abortiti della Moratti e quello che la Moratti prendeva a base non era altro che l’elaborazione gigantesca del ministro Luigi Berlinguer (il ministro De Mauro è stato solo una fugace parentesi). La scuola-azienda non è frutto di questi ultimi mesi, il DS ne fu il primo fautore.
Prendiamo in mano questo benedetto quaderno bianco dell’ ex ministro Fioroni e leggiamolo:
A pag. V leggiamo: il rapporto insegnanti per 100 studenti è decisamente più alto che negli altri paesi OCSE, in tutti gli ordini di scuola: in media circa 1 punto e mezzo in più, effettuando il confronto per il 2004 su aggregati compatibili (Fioroni non ha pensato che la media è alta per via delle scuole in zone disagiat, scuole che pur devono esserci).
A pag. VI : Più alta della media internazionale è anche la spesa per istruzione misurata per studente ….. esiste un serio problema di allocazione delle risorse finanziarie. (Fioroni non ha pensato che finanziamo le scuole private).Ne fa parte anche un livello insufficiente della spesa in conto capitale, per attrezzature e strutture. Per quanto riguarda la dimensione delle classi, si osserva un forte squilibrio verso la piccola dimensione, ben al di sotto dei valori indicati dalla normativa. Nella determinazione dell’organico si è sedimentato un “metodo contrattuale” e in due stadi (“diritto” e “fatto”) che è fonte di opacità e tensioni.
Se le ubbie padronali e aziendali hanno prodotto questa “perla” nel Libro che più che Bianco è risultato assai Nero per la scuola del futuro, l’idea del “bollino blu” alle scuole “di qualità” era un puro parto dell’idiozia a cui si giunge quando, volendo scimmiottare l’efficientismo aziendale, non ci si preoccupa neanche di chiedere in giro per il mondo cosa in passato hanno prodotto idee simili. In pratica l’idea-base era questa: diamo un punteggio alle scuole e in base all’altezza di esso le aiutiamo di più e via via eliminiamo le altre. Senonchè per valutare le scuole si valuterebbero i “punteggi” ottenuti dagli studenti agli scrutini finali e i risultati di test periodici. In Giappone, dove ai punteggi erano collegati anche gli stipendi dei docenti, scoppiò un gigantesco scandalo quando un insegnante, una volta andato in pensione, scrisse un libro raccontando come fosse prassi consueta tra i docenti giapponesi non solo promuovere anche le “capre” ma soprattutto passare direttamente agli studenti i test da svolgere. Il Canada abbandonò tentativi del genere quando ne apparve chiaro non solo l’effetto corrompente e grottesco ma anche gli elevati costi dell’elefantiaco e farraginoso sistema di valutazione così edificato: qualcuno fece notare che era assai più produttivo investire i soldi del sistema di valutazione nelle strutture scolastiche e negli stipendi dei docenti.
E’ bene che i docenti ne siano dettagliatamente informati/e del recente passato perché non ci dobbiamo meravigliare, se la Gelmini ha voluto recuperare tali “perle nere” con zelo produttivistico, non ha fatto altro che raccogliere la nefasta staffetta che ha collegato Berlinguer, Moratti e Fioroni.
La risposta oggi è la lotta contro le idee nefaste che hanno condotto agli ultimi provvedimenti di legge, dobbiamo chiedere il cambiamento delle norme ultime approvate. Ma per fare questo deve essere coscienza di tutti l’abbandono dell’idea della scuola-azienda.
Non dobbiamo firmare cambiali in bianco a nessuno, garanzia è la continuazione della lotta, molti insegnanti ricordano l’idea del concorsone meritocratico a test e a quiz, con cui gli insegnanti avrebbero dovuto essere “differenziati” per circa mezzo milione di lire di stipendio in base al superamento di questo concorsone. Tale nefasta idea di Luigi Berlinguer nel 2000 è stata sconfitta dalle lotte di piazza degli insegnanti.
Oggi possiamo sconfiggere la Gelmini, ma per favore non dimentichiamo la storia recente e recentissima.
sabato 18 ottobre 2008
RECESSIONE DEMOCRATICA
Credo che un sindaco non possa rivolgersi ad un gruppo di cittadini dicendo loro di avere bisogno di essere alfabetizzati. Questo comportamento è inaccettabile, come è inaccettabile il suo "gesto" in consiglio comunale di un mese fa, come è inaccettabile l'infelice frase del vicesindaco alla lettura del risultato di una votazione in consiglio comunale. Credo che al primo punto di ogni programma di governo vada posto il rispetto degli altri.
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sabato 4 ottobre 2008
ECCO LA RIFORMA GELMINI
venerdì 3 ottobre 2008
PALAZZO GHERARDI RESTI AL PATRIMONIO PUBBLICO
Ribadisco la proposta di dichiarare Palazzo Gherardi patrimonio pubblico indisponibile per la vendita o la cessione a qualsiasi titolo a privati, e di considerare l’eventualità di trasformare palazzo Gherardi a sede del museo Giacomelli.
Questa amministrazione comunale vorrebbe tutti silenti, ossequiosi, senza diritto di critica e di proposta. E’ uno stile, quello imposto dal sindaco, che non piace affatto, che alimenta di fatto quella cultura del non confronto che oggi dilaga nel paese, quella cultura del “decisionismo muscolare” che passa come un caterpillar su tutti e su tutto.
Voglio ricordare che sul piano Cervellati la posizione del mio partito è stata sempre e continua ad essere seria e responsabile. Il consigliere Mancini in seno al consiglio comunale, in merito al piano Cervellati, persegue da una parte l’obiettivo di migliorare il piano, dall’altra di evitare che questa maggioranza lo pieghi agli interessi speculativi di mercato.
Abbiamo sempre detto che la nostra volontà non è quella di affossare il piano, abbiamo sempre creduto e crediamo ancora oggi che la filosofia che guida il piano Cervellati sia positiva: primo perché prevede di aumentare i cittadini residenti nel centro storico, secondo per il rispetto e il ripristino tipologico del costruito, terzo perché vediamo la possibilità di un rilancio del commercio e dell’artigianato.
Vogliamo ricordare che il piano Cervellati è arrivato in consiglio comunale con ritardo di anni, quante volte in maggioranza abbiamo denunciato il grave ritardo dovuto alla sciaugurata scelta di voler procedere ad altri piani di espansione -come la variante al prg zona arceviese- che vanno a dissipare la campagna, l’ambiente circostante e il paesaggio.
Ma la cosa più grave, e che ci deve far riflettere molto, è che questa amministrazione vuole piegare, perfino questo piano, allo logica degli affari e della speculazione.
Perché non dire subito, in modo netto e chiaro, che palazzo Gherardi deve restare al patrimonio pubblico?
Credo, ormai, che la mancanza di chiarezza, di questa maggioranza, su questo argomento, sia dettata dal fatto di voler alienare palazzo Gherardi per fare cassa. Si ripete, qui a Senigallia, quanto sta avvenendo in molti centri storici di molte città italiane, votate agli affari e alla speculazione. Si vende il patrimonio pubblico del centro storico per fare cassa e poter procedere alla costruzione di nuove opere pubbliche. Il danno, come dice l’architetto Paolo Berdini nel suo ultimo libro sulla città di Roma “Una città in vendita”, è ”che in questo diffuso modo di operare da parte delle amministrazioni comunali, si guarda a ciò che si va a fare, dimenticandosi e non interessandosi di quanto succederà del bene alienato”.
Il caso di Senigallia mi fa venire in mente che, probabilmente, con i proventi di palazzo Gherardi, si procederà alla costruzione di un nuovo museo Giacomelli, forse in zona Sacelit, ma non si pensa a cosa succederà al palazzo Gherardi venduto. Non penso proprio che l’architetto Cervellati darebbe giudizio positivo di un palazzo Gherardi trasformato in appartamenti per non residenti, trasformato in lussuose seconde o terze case, che non darebbero certo vita al centro storico.
Noi continueremo con impegno a lavorare perché questo non avvenga. Volevamo scongiurare la vendita del palazzo Gherardi in prima battuta nel consiglio comunale del 26 agosto. Non è stato possibile discutere la mozione in quella data, riproporremo la questione nuovamente, con chiarezza, cercando di scongiurare la furbata di chi vuole decidere di non decidere, di chi in pratica vuol vendere e cerca di rimandare la decisione della vendita a “tempi migliori”.
Palazzo Gherardi per la sua posizione strategica non va venduto.
domenica 7 settembre 2008
ROTONDA SENZ ' ANIMA
Vi dico subito che sarò alquanto polemico, anticipo così il rimprovero che qualcuno o molti mi rivolgeranno. Comunque, cercherò di essere propositivo, anzi il vero scopo di questo mio scritto è spiegare e sostenere la mia semplice proposta. La devo sostenere, perché pur se semplice, ad oggi, mi pare non compresa nel suo valore.
Mi dispiacerebbe se le persone che andrò a citare dovessero pensare ad un mio astio o questione personale nei loro confronti. L’astio non alberga assolutamente nel mio dna. Credo fermamente nel valore dialogico delle idee e credo sia un bene che le idee possano essere vive e a volte anche irritanti, piuttosto che sempre concilianti.
D’altra parte, delle cose che dirò, porto anche la mia parte di responsabilità, avendo fatto parte per molto tempo di questa giunta comunale.
Per la verità devo dire che sulla Rotonda non avevo e non dovevo avere voce, né dovevo violare il campo, piedi di piombo ogni volta che veniva coinvolta la Rotonda in manifestazioni.
Andiamo per ordine.
E’ noto che appena insediata la prima giunta di questo mandato amministrativo, il Sindaco decise di spostare la gestione della Rotonda ( i lavori di recupero era ormai alla fine), dall’assessorato al turismo all’assessorato alla cultura. Lì per lì ho pensato che il sindaco si sentisse meglio garantita dal fatto che l’assessore Velia Papa, che di professione fa il direttore artistico, mettesse la propria provata professionalità al servizio della Rotonda.
Allora non mi sono dispiaciuto della cosa, perché , in fin dei conti e con una grana in meno, sarebbe stato per me molto più facile concentrarmi su determinate questioni e iniziative, come in effetti ho poi fatto,
Mi è parso, invece, che l’ufficio turismo non avesse gradito molto la scelta del sindaco, perché, fino a quel momento, il dirigente e il funzionario erano stati molto bravi a non farsi sfuggire i finanziamenti europei e avevano saputo costruire i giusti contatti burocratici e tutto un carteggio per tale fine. Il lavoro era stato buono, non si aspettavano questo scippo.
Ma non ho voluto approfondire, né creare o acuire dissensi all’interno degli uffici. Il fine verso cui tutti gli assessori e relativi uffici si devono muovere è sempre lo stesso: fare il bene della città. Io credo nel gioco di squadra, e devo aggiungere che anche degli uffici dell’assessorato alla cultura avevo e ho una grande considerazione e stima, insomma mi andava bene.
Ma con il passare del tempo mi sono accorto che la scelta di far transitare la Rotonda dall’assessorato al turismo all’assessorato alla cultura era dettata soprattutto da altro.
Sicuramente sulla Rotonda un’ansia da prestazione deve avere colpito il sindaco Angeloni e di conseguenza l’assessore Papa.
La Rotonda doveva essere un brand, una vetrina per Senigallia. Per raggiungere tale obiettivo, non doveva più servire per balli popolari, né essere percorsa e visitata a piedi nudi o peggio ancora in costume da bagno. Il timore di una sua banalizzazione deve essere cresciuto in loro oltremisura.
Bisognava farla diventare un contenitore culturale, solo così, il prestigio della città (e della rotonda) sarebbe di gran lunga cresciuto.
Non si è pensato che, oggi, la cultura ha sempre meno bisogni di contenitori, la cultura si può fare ovunque e si può fare anche in luoghi dove si va a piedi nudi e in costume da bagno.
Il risultato è che la Rotonda oggi appare, per l’ utilizzo che se ne fa, come vetrinizzata, plastificata, lontana dall’animo della gente di Senigallia e anche dei turisti.
Certo, ci sono stati dei convegni e degli incontri interessanti, momenti di buona musica, per fortuna niente stucchevoli concorsi per miss, momenti di ottima gastronomia, ma, a mio parere, non è bastato e non basta.
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L’ INAUGURAZIONE
La festa d’ inaugurazione dopo il restauro, avvenuta ormai tre anni fa, mi è piaciuta, spettacolo molto molto costoso, ma bello. Ne hanno parlato giornali nazionali, tv e riviste. La rotonda tornava a vivere. Ho visto persone oltremodo felici e sorridenti di poter nuovamente entrare nella Rotonda. La Laurito, ospite della giornata inaugurale, è stata abbracciata e baciata da tante signore di Senigallia, come se fosse stata una loro vecchia amica. Insomma una giornata di calore e sentimento, verso tutti e verso tutto.
Molto interessante è stata la presentazione, a Palazzo del Duca, del buon libro - Senigallia una Rotonda sul mare - curato dalla prof. Claudia Conforti, docente di storia dell’architettura presso l’università di Roma 2 Tor Vergata. Io stesso vi ho partecipato, come rappresentante dell’amministrazione comunale. La curatrice mi è stata subito molto simpatica e siamo entrati subito in sintonia, è una fan di Caterpillar, tanto che già mi conosceva: aveva seguito tutti i miei interventi scherzosi al caterraduno svoltosi a Senigallia il mese prima.
IL DOPO INAUGURAZIONE : ROTONDA ANOMALA
Ma nei giorni successivi tutto cambia. All’inizio del pontile, compare subito un cartello* di divieti ed un grosso cordone per impedire il libero accesso.
*ATTENZIONE!
Non è consentito accedere in
Rotonda:
-con gelati, cibi e bibite
-con animali
-con biciclette, pattini e monopattini
-in costume e senza scarpe
Credo che a nessuno venga in mente di entrare in qualsiasi locale col cestino da picnic, non capisco perché le persone dovrebbero farlo alla rotonda. Ma col costume da bagno alla rotonda, diamine, quello si.
Le più belle foto storiche della rotonda (rischiamo che resteranno le uniche) sono quelle dove compaiono bagnanti sul pontile e dentro la rotonda, col costume da bagno appunto.
Ora è vietato, non si può nemmeno arrivare dalla spiaggia, è vietato. O si è vestiti di tutto punto o niente rotonda. La passeggiata sul bagnasciuga, dallo stabilimento balneare più o meno distante, per giungere in costume da bagno alla rotonda e gustare un caffè o un gelato o dissetarsi con una bibita, negli orari di apertura, non può più esistere, vietato.
E poi non dimentichiamo che al mattino e nel primo pomeriggio la Rotonda è chiusa, deserta, abitata dai soli gabbiani.
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LE REAZIONI
A me piace andare tra la gente, trovo interessante sentire e cercare di capire le impressioni e le sensazioni delle persone di fronte ad avvenimenti, a fatti, a luoghi.
A parte i pettegolezzi, credetemi, spesso e volentieri, si impara molto.
Con questa mia abitudine-passione quale migliore occasione di sedersi sul muretto all’inizio del pontile e osservare quel nugolo di persone che, per moltissimi giorni dopo l’inaugurazione, si riversava alla Rotonda.
Una mattina di luglio (quindi in orario di chiusura), pochi giorni dopo l’inaugurazione, decidevo di recarmi, in anonimato, proprio all’inizio del pontile per osservare e capire le libere reazioni delle persone al non poter fruire della Rotonda.
Ho potuto definire tre tipologie di reazioni.
Una grande maggioranza di persone dopo aver letto il cartello dei divieti, con un vaffa andava subito via.
Un’altra grande parte di persone, come se si fossero messe tutti d’accordo prima, accompagnavano al vaffa una stessa frase: “n c’avevano n’ usciere* del comune per tenè aperto?
*L’usciere non c’è davvero, perché con la politica comunale di diminuire il personale, Brunetta in confronto è uno zuccherino, siamo arrivati al punto che i messi comunali a malapena possono garantire i turni. Per chi non lo sa, i nostri messi comunali fanno gli uscieri con il carico di servizio al palazzo comunale, fanno gli autisti per sindaco e assessori, fanno i messi a servizio dei vari uffici comunali, fanno i messi notificatori per tutto il territorio comunale (e non solo per notifiche comunali, con responsabilità penali e civili), insomma sono proprio messi male per il numero.
Un’ ultima parte, abbastanza consistente, leggeva il cartello, se ne infischiava, segno che l’indole anarchica persiste nei cittadini senigalliesi, superava il cordone, arrivava a fine pontile, ma lì veniva bloccata da una voce metallica.
Da un altoparlante, mimetizzato sulla parete, una voce con fare intimidatorio intimava di non proseguire oltre. A questo punto, nonostante il dna anarchico, questi cittadini “insolenti” tornavano indietro con un più sonante vaffa.
Merita di essere ricordata anche la reazione di un cittadino senigalliese, di cui non conosco il nome, ma che incontro spesso. Ha letto, a voce alta per far sentire l’amico con cui passeggiava, il cartello e, senza soluzione di continuità, ha aggiunto “ma a questi li ha arbuttati il mare!”. Avevo pensato che qualcuno avesse aggiunto a pennarello la frase e lui l’avesse letta. Sono andato a sincerarmi, ma non c’era alcuna scritta aggiunta a pennarello. Era la sintetica, spontanea e pungente critica di questo cittadino agli estensori del cartello.
LA SOLITUDINE DI OGGI
In queste assolate mattinate di agosto si vede la spiaggia pullulare di persone e, di converso, la rotonda apparire desolatamente deserta, solo i gabbiani indisturbati trovano sosta sulla cupola. Lo sguardo corre dalla Rotonda al lungo pontile vuoto. Molto triste la solitudine durante il giorno di questa architettura: imponente, elegante , ma ignorata per obblighi e divieti.
Chi la visita nell’orario di apertura, quest’anno dopo le 17.00, ha l’impressione di entrare in una sala asettica. Il saluto e il sorriso delle graziose hostess, che indossano una divisa che sta a metà tra la collegiale e la guardia carceraria, non aiutano. Il visitatore beve frettolosamente il caffè Lavazza di Uliassi o Cedroni ed esce quasi con un sospiro di sollievo, avendo avuto la sensazione di essere stato in una specie di sala da TAC-PET.
E’ una sensazione che deriva, non dalla forma dell’architettura, ma dalla conoscenza e coscienza dell’uso che si fa della Rotonda, anzi dall’uso che non se ne fa, dall’anima sottratta a questa architettura.
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LA PROPOSTA: ALLA ROTONDA IN COSTUME DA BAGNO
Ma quanto sarebbe bello, nei mesi estivi, poterla visitare liberamente, poterci entrare per degustare un caffè (meglio se Saccaria) o un gelato o dissetarci con una bibita, provenendo direttamente dalla spiaggia in costume da bagno.
Quanto sarebbe facile e piacevole definire che in luglio e agosto nelle serate di venerdì e sabato alla Rotonda si balla. I biglietti, a prezzo popolare, coprirebbero bene le spese di orchestra e SIAE, rispettando la quota delle 430 persone ospitabili per via della sicurezza.
In aggiunta possiamo ospitare durante l’anno convegni, presentazioni di libri, incontrare uomini e donne illustri, organizzare momenti di buona musica, di arte, di gastronomia, ecc.
Ma in aggiunta.
Mi auguro che possa accadere presto questo. So che per via dei finanziamenti ottenuti non è possibile svolgere attività di lucro nella Rotonda, ma le mie proposte non si discostano dal punto di vista burocratico dall’utilizzo che si è fatto fino ad ora. Ciò che propongo è un diverso modo di vivere e vedere La Rotonda. Non credo che l’ attuazione di queste semplicissime proposte banalizzerebbe il monumento, non credo che farebbe diminuire le richieste di affitto da parte di imprese a migliaia di euro a serata.
Credo , anzi, che un monumento vivo e con più anima, valga ancora di più, anche dal punto di vista culturale.
giovedì 4 settembre 2008
LA DEMOCRAZIA SECONDO I PD-VERDI LOCALI
Le loro lezioni
Apprendiamo dai locali PD-Verdi che:
E' antidemocratico presentare in consiglio comunale mozioni bene articolate e non fumose (fanno perdere tempo).
E' antidemocratico non avere accettato nell’ultimo consiglio la loro discussione postecipata e, di fatto, non più efficace.
E' antidemocratico esprimersi, adesso e in modo chiaro, su palazzo Gherardi.
E' antidemocratico non accettare le "belle parole" di Ceresoni anche video-audio registrate.
E' stato antidemocratico non avere accettato in passato i nove secondi per discutere gli emendamenti sulla variante al prg area Arceviese.
E’ stato antidemocratico avere votato contro la suddetta variante.
Siamo stati antidemocratici a chiedere, pazientemente per oltre un anno, una verifica sui programmi attuati e da attuare.
E' antidemocratico essere forza politica autonoma che crede nel valore dialogico delle idee.
E’ antidemocratico affermare che questa maggioranza non è più quella voluta dagli elettori.
Democratico è invece il pensiero unico.
Democratico è adeguarsi a quello che il sindaco impone.
Non ci stiamo.
Per Senigallia, profondamente democratica, è necessario un nuovo governo cittadino. E’ necessario uno stile profondamente diverso di governare.
L’arroganza e la forza muscolare, vanto di questa amministrazione, vanno messe da parte, è ora di governare con la forza delle idee e del confronto.
giovedì 28 agosto 2008
ENTRIAMO NEL MERITO DELLE QUESTIONI
Rifondazione rilancia con forza le proprie proposte sul Piano Cervellati.
1. SULLA CASA
Almeno il 50 % delle nuove superfici ottenute dai ripristini o sopraelevazioni venga destinato a edilizia sovvenzionata anche attraverso l’intervento dell’ERAP o a edilizia agevolata riservata alla costruzione di prime abitazioni; l’edilizia convenzionata proposta dalle Norme Tecniche di Attuazione non fornisce sufficienti garanzie sul piano sociale.
La Giunta Municipale deve presentare un programma di attuazione che individui nell’insieme delle superfici rese disponibili dal Piano Particolareggiato quelle da riservare agli interventi di cui sopra, avendo cura di destinare ad essi quelle aree che possano valutarsi come confacenti per una effettive realizzazioni in tempi appropriati.
2. SU PIAZZA SIMONCELLI
Eliminare del Piano Particolareggiato del Centro Storico della Città di Senigallia la previsione di edificare Piazza Simoncelli, che contrasta con l’uso che la città ha assunto negli ultimi decenni relativamente a tale piazza, utilizzata, oltre che per il mero parcheggio delle auto, per manifestazioni pubbliche, mercati, mostre, feste cittadine e altre attività che abbisognano di ampi ed adeguati spazi all’aperto non reperibili altrove nel centro cittadino.
Impegnare la Giunta Municipale ad elaborare un progetto urbanistico di riqualificazione che ne conservi gli usi civici sopra ricordati e meglio la connoti come luogo della memoria per aver ospitato il Ghetto della locale comunità israelitica.
3. SU PALAZZO GHERARDI
Dichiarare Palazzo Gherardi patrimonio pubblico indisponibile per la vendita o la cessione a qualsiasi titolo a privati, comprendendo il medesimo nella tipologia storica specialistico civile.
Impegnare la Giunta Municipale ad elaborare e presentare al Consiglio un progetto per Palazzo Gherardi che includa, tra l’altro, l’eventualità di renderlo sede permanente delle attività legate alla fotografia ed alla figura di Mario Giacomelli, anche avvalendosi dell’indizione di un concorso pubblico di idee;
4. SUL RIONE PORTO
Eliminare dal Piano Particolareggiato del Centro Storico della Città di Senigallia la previsione delle edificazioni di ripristino relative a Via Corfù, per mantenere una strada di collegamento interno al Rione stesso tra le diverse vie, che non sarebbero più intercomunicanti se non alle estremità, fatto che contrasterebbe con abitudini consolidate nei decenni ed inciderebbe negativamente sulla vivibilità complessiva del quartiere.
Impegnare la Giunta Municipale ad elaborare uno studio che valuti la congruità dell’ intervento urbanistico nel Rione con la situazione di rischio molto elevato” (R4, il più alto) di esondazione riconosciuta dai vigenti strumenti della Regione Marche (Piano di Assetto Idrogelogico –PAI- , tavola RI 14).
Impegnare la Giunta Municipale a:
a) predisporre un percorso partecipativo con gli abitanti del Rione Porto circa l’insieme delle previsioni del Piano stesso riguardanti il quartiere;
b) recepire gli eventuali rilievi avanzati dai cittadini, presentandoli come proprie osservazioni al Piano Particolareggiato per il successivo esame del Consiglio Comunale.
martedì 26 agosto 2008
MAMMA COMANDA, PICCIOTTO VA E FA
Questa mattina ho seguito prima in radio e poi direttamnte in sala consiglio buona parte della seduta.
Prima di iniziare la discussione dell' o.d.g., prende la parola il consigliere Stefano Schiavoni e chiede di postecipare la discussione delle mozioni del consigliere Mancini e di altri. Prima il piano Cervellati, poi le mozioni. Il fatto è che le mozioni presentate, e che erano ai primi punti dell' o.d.g., riguardavano proprio il piano del centro storico e discuterle dopo l'approvazione del piano non avrebbe avuto più senso. Conosco il contenuto delle mozioni del consigliere Mancini ed erano, a mio avviso, migliorative e, certamente, non cercavano di affossare il piano (rione porto per mantenere aperti alcuni passagi di strada, Palazzo Gherardi per dare un fine pubblico e non appartamenti extralusso, piazza Simoncelli per non edificarla ma dare diversa sistemazione). Ripeto erano, secondo me, proposte migliorative, ma l'obiettivo della maggioranza era non discuterle, svuotarle. Gli argomenti avrebbero trovato molta sensibilità nei cittadini, meglio non affrontarli, tutt'al più essere nel corso della discussione emendamenti da liquidare nel giro di pochi minuti, senza l'approfondimento che ha per sua natura una mozione. Ora si può mistificare e dire che le opposizioni non hanno voluto discutere, ma ci sono le registrazioni che confermano quanto da me detto. Le furbizie non reggono e i cittadini sono stanchi di questo modo di condurre l'amministrazione. Le dimissioni dell'altro giorno da presidente di circoscrizione di Diamantini confermano "l'arroganzocrazia" del sindaco e di questa giunta. Mi rivolgo agli elettori del PD e li invito ad avere un sussulto di democrazia e liquidare questo modo di fare e mandare a casa chi si sente potente, prepotente ed arrogante. Siamo stanchi dei sindaci che vogliono comandare da soli e tutti gli altri devono solo supinamente eseguire.
martedì 29 luglio 2008
LA CONOSCENZA NON VA DI MODA
IL "PROFESSORE", ormai, primeggia solo fra le professioni in declino. Che insegni alle medie o alle superiori ma anche all'università: non importa. La sua reputazione non è più quella di un tempo. Anzitutto nel suo ambiente. Nella scuola, nella stessa classe in cui insegna. Gli studenti guardano i professori senza deferenza particolare. E senza timore. In fondo, hanno stipendi da operai specializzati (ma forse nemmeno) e un'immagine sociale senza luce. Non possono essere presi a "modello" dai giovani, nel progettare la carriera futura. Molti genitori hanno redditi e posizione professionale superiori. E poi, la cultura e la conoscenza, oggi, non vanno di moda. E' almeno da vent'anni che tira un'aria sfavorevole per le professioni intellettuali. Guardate con sospetto e sufficienza. Siamo nell'era del "mito imprenditore" . Dell'uomo di successo che si è fatto da sé. Piccolo ma bello. E ricco. Il lavoratore autonomo, l'artigiano e il commerciante. L'immobiliarista. E' "l'Italia che produce". Ha conquistato il benessere, anzi: qualcosa di più. Studiando poco. O meglio: senza bisogno di studiare troppo. In qualche caso, sfruttando conoscenze e competenze che la scuola non dà. Si pensi a quanti, giovanissimi, prima ancora di concludere gli studi, hanno intrapreso una carriera di successo nel campo della comunicazione e delle nuove tecnologie. Competenze apprese "fuori" da scuola. Così i professori sono scivolati lungo la scala della mobilità sociale. Ai margini del mercato del lavoro. Figure laterali di un sistema - la suola pubblica - divenuto, a sua volta, laterale. Poco rispettati dagli studenti, ma anche dai genitori. I quali li criticano perché non sanno trasmettere certezze e autorità; perché non premiano il merito. Presumendo che i loro figli siano sempre meritevoli.
Si pensi all'invettiva contro i "professori meridionali" lanciata da Bossi nei giorni scorsi. Con gli occhi rivolti - anche se non unicamente - alla commissione che ha bocciato "suo figlio" agli esami di maturità. Naturalmente in base a un pregiudizio anti-padano. I più critici e insofferenti nei confronti dei professori sono, peraltro, i genitori che di professione fanno i professori. Pronti a criticare i metodi e la competenza dei loro colleghi, quando si permettono di giudicare negativamente i propri figli. Allora non ci vedono più. Perché loro la scuola e la materia la conoscono. Altro che i professori dei loro figli. Che studino di più, che si preparino meglio. (I professori, naturalmente, non i loro figli). Va detto che i professori hanno contribuito ad alimentare questo clima. Attraverso i loro sindacati, che hanno ostacolato provvedimenti e riforme volti a promuovere percorsi di verifica e valutazione. A premiare i più presenti, i più attivi, i più aggiornati, i più qualificati. Così è sopravvissuto questo sistema, che penalizza - e scoraggia - i docenti preparati, motivati, capaci, appassionati. Peraltro, molti, moltissimi. La maggioranza. In tanti hanno preferito, piuttosto, investire in altre attività professionali, per integrare il reddito. O per ottenere le soddisfazioni che l'insegnamento, ridotto a routine, non è più in grado di offrire. Sono (siamo) diventati una categoria triste. Negli ultimi tempi, tuttavia, il declino dei professori è divenuto più rapido. Non solo per inerzia, ma per "progetto" - dichiarato, senza infingimenti e senza giri di parole. Basta valutare le risorse destinate alla scuola e ai docenti dalle finanziarie. Basta ascoltare gli echi dei programmi di governo. Che prevedono riduzioni consistenti (di personale, ma anche di reddito): alle medie, alle superiori, all'università. Meno insegnanti, quindi. Mentre i fondi pubblici destinati alla ricerca e all'insegnamento calano di continuo. Dovrebbe subentrare il privato. Che, però, in generale se ne guarda bene. Ad eccezione delle Fondazioni bancarie. Che tanto private non sono. D'altra parte, chissenefrega. I professori, come tutti gli statali, sono una banda di fannulloni. O almeno: una categoria da tenere sotto controllo, perché spesso disamorati e impreparati. Maledetti professori. Soprattutto del Sud. Soprattutto della scuola pubblica. E - si sa - gran parte dei professori sono statali e meridionali. Maledetti professori. Responsabili di questa generazione senza qualità e senza cultura. Senza valori. Senza regole. Senza disciplina. Mentre i genitori, le famiglie, i predicatori, i media, gli imprenditori. Loro sì che il buon esempio lo danno quotidianamente. Partecipi e protagonisti di questa società (in)civile. Ordinata, integrata, ispirata da buoni principi e tolleranza reciproca. Per non parlare del ceto politico. Pronto a supplire alle inadempienze e ai limiti della scuola. Guardate la nuova ministra: appena arrivata, ha già deciso di attribuire un ruolo determinante al voto in condotta. Con successo di pubblico e di critica. Maledetti professori. Pretendono di insegnare in una società dove nessuno - o quasi - ritiene di aver qualcosa da imparare. Pretendono di educare in una società dove ogni categoria, ogni gruppo, ogni cellula, ogni molecola ritiene di avere il monopolio dei diritti e dei valori. Pretendono di trasmettere cultura in una società dove più della cultura conta il culturismo. Più delle conoscenze: i muscoli. Più dell'informazione critica: le veline. Una società in cui conti - anzi: esisti - solo se vai in tivù. Dove puoi dire la tua, diventare "opinionista" anche (soprattutto?) se non sai nulla. Se sei una "pupa ignorante", un tronista o un "amico" palestrato, che legge solo i titoli della stampa gossip. Una società dove nessuno ritiene di aver qualcosa da imparare. E non sopporta chi pretende - per professione - di aver qualcosa da insegnare agli altri. Dunque, una società senza "studenti". Perché dovrebbe aver bisogno di docenti? Maledetti professori. Non servono più a nulla. Meglio abolirli per legge. E mandarli, finalmente, a lavorare.
martedì 15 luglio 2008
PREMIO PONZIO PILATO
Dopo il monnezza-day di giovedi 8 luglio e le successive dichiarazioni di alcuni nostri amministratori, credo sia giunto il momento di istituire a Senigallia il premio Ponzio Pilato.
La prima dichiarazione che ho letto, e che mi ha lasciato di stucco, è stata quella dell’assessore Mangialardi: ”i rifiuti fanno ormai capo al Cir 33, noi come Comune non c’entriamo più niente, più niente”.
Ma come, non era Lei assessore Mangialardi che assicurava tutti, nei mesi scorsi, affermando che la raccolta rifiuti, dopo un primo periodo di rodaggio, sarebbe andata alla grande, grazie anche alle ditte affidabilissime vincitrici dell’appalto? E non era Lei assessore Mangialardi che fino a che le cose andavano (in via presunta) bene , si affannava a mostrare attraverso comunicati stampa, conferenze, incontri ecc..di essere stato bravissimo? oggi che le inefficienze sono evidenti, l’assessore Mangialardi non c’entra “più niente, più niente”?
E assessore Ceresoni non era Lei che ad un’interrogazione di alcuni consiglieri sui problemi della raccolta rifiuti , rispondeva meno di un mese fa che è necessario guardare agli aspetti positivi dell’operazione?
Infine, possibile che Lei Signor Sindaco sia sempre immune da errori e che le colpe siano sempre tutte degli altri? Perché questa arroganza, questa protervia nel non ammettere mai di avere sbagliato in alcunchè?
Caro Sindaco, Lei non può lavarsi le mani sulla questione rifiuti: il cittadino che paga la tassa rifiuti al comune, in caso di inefficienze, è giusto che rivolga a Lei la protesta.
La raccolta rifiuti è affidata ai comuni, poi questi la possono gestire in proprio, o in consorzio, o in altra forma, è sacrosanto che il cittadino si rivolga al Comune.
D’ora in poi, e invito tutti a tenere questo comportamento, in caso di inefficienze, io stesso mi rivolgerò al Comune e sarà il Comune che dovrà rivolgersi al Cir33.
Sindaco, non può lavarsi platealmente le mani con proclami ex cathedra. Lei, con maestria, ribalta i problemi, cercando di trarre addirittura vantaggio mediatico. Se oggi Lei diffida il Cir 33, è il minimo che può fare, è semplicemente suo dovere ed obbligo.
Era evidente che, al raddoppio della popolazione, nei mesi estivi saltasse qualcosa. Eravamo già nella precarietà nei mesi invernali. Se si fosse dato più ascolto alle prime proteste, oggi non saremmo in queste condizioni... Lo dica chiaramente, quante volte sono stati palesati da cittadini ed imprese problemi sui rifiuti…. Non è atto di debolezza ammetterlo.
Gli operai, in questi giorni, hanno spiegato, in maniera semplice e competente, il perchè del mal funzionamento del servizio.
Il carico di lavoro con il porta a porta non è lo stesso della raccolta indifferenziata vecchia maniera, è necessario adeguare il numero del personale.
Ma i lavoratori ormai non hanno voce in capitolo, anzi, si può anche fare a meno di dare loro la retribuzione. Intanto devono lavorare più del dovuto, senza paga e senza più poter scioperare! Cose dell’altro mondo!
Non si può essere corresponsabili di questa situazione. Si paghi chi lavora e si renda possibile il funzionamento del servizio, oppure si rimetta in discussione il carrozzone CIR, la manutencoop e quant’altro (amministrazione comunale compresa -quindi se stessi-) che si sono dimostrati non all’altezza, superficiali e quaquaraqua.
Forse noi tutti, presi dalla giusta necessità di differenziare i rifiuti, l'anno scorso, non abbiamo ben ponderato la gestione (costosa e inefficiente) che si profilava. E poi, come mai in alcune realtà italiane, con l'introduzione della raccolta differenziata domiciliare, il costo per il cittadino della tassa rifiuti si è abbassato?
mercoledì 2 luglio 2008
LA QUESTIONE SENIGALLIESE
In città, ormai, è sentore diffuso del modo di amministrare arrogante e prepotente di sindaco e buona parte delle giunta. Assistiamo, spesso, in consiglio comunale o in assemblee pubbliche, alla farsa che ci propinano il Sindaco e qualche assessore : "Abbiamo discusso più e più volte, abbiamo sviscerato le nostre proposte, ci siamo confrontati, ora è giunto il momento della decisione. Abbiamo il dovere di governare ed è quello che faremo". L'espressione è più o meno sempre la stessa , ma volta sempre ad accusare i dissenzienti di mancanza di coraggio nelle decisioni, di non voler il buon governo e altre amenità.
La verità è che le decisioni vengono prese in altro luogo e alle istituzioni e ai cittadini viene data solo la parvenza di democrazia, per poi operare come in precedenza deciso, senza mai un confronto davvero costruttivo, senza mai un minimo ripensamento.
L'emergenza democrazia diventa "LA QUESTIONE SENIGALLIESE" , diventa la questione principe: i problemi che derivano vanno ad intaccare la corretta progettualità , la buona programmazione e la stessa gestione amministrativa.
Voglio portare come esempi la gestione del personale e la progettualità programmatica.
Il ministro Brunetta, pur con le sue affermazioni contro i dipendenti pubblici, rispetto alla gestione Senigalliese del personale, è "uno zucchero". La delega al personale è tenuta dal Sindaco, le sue volontà vengono espresse e portate avanti dal direttore generale.
Un direttore funzionale al Sindaco, Sindaco che interviene sempre in seconda o terza battuta, dopo aver dato le dritte. La trasparenza già, così, viene a mancare, ma questo è niente.
Vediamo i risultati. Il malumore tra i dipendenti è generalizzato, il personale è ridotto all'osso, la pianta organica ormai non esiste (le varie finanziarie sulla riduzione del personale c'entrano poco per Senigallia, qui si è ridotto molto di più), le diverse funzioni vengono imposte senza diritto del dipendente ad esprimere un parere. E quando il Sindaco vanta che con minor personale si offrono più servizi, si mente sapendo di mentire. Il liberismo più sfrenato non avrebbe saputo fare meglio. Esternalizzare quanto più possibile, questa è stata ed è la parola d'ordine. Molti servizi sono passati ai privati, servizi che spesso vengono offerti con personale precario.
Ma non basta, è sufficiente varcare la soglia del palazzo comunale per rendersi conto del clima che esiste negli uffici. Non vorrei esagerare, oltre al malumore, a me pare di essere in un clima di terrore. Chi si lamenta sa che può essere, come minimo, sotto ricatto per i benefici contrattuali.
Qualsiasi manuale di tecnica amministrativa (personalmente non posso che ringraziare i dipendenti della collaborazione che mi hanno dato e che è andata oltre il loro dovere, avendo sempre cercato un clima di serenità e di rispetto reciproco) ci spiega che tutto il personale va coinvolto per la buona riuscita di un progetto o di un lavoro. Qui si opera, invece, in modo opposto.
Vogliamo parlare di "grande progettualità" ? Troppo facile parlarne, semplicemente è inesistente.
La dimostrazione lampante viene data dalla proposta scaturita nell'incontro della scorsa settimana con il presidente e con la giunta provinciale: "L'arretramento della ferrovia". E' una baggianata o un discorso serio? Se fosse una baggianata , sarebbe assai grave il comportamento del Presidente e della giunta provinciale, quindi non credo sia baggianata.
Voglio allora credere che trattasi di proposta seria e che lo studio di fattibilità ne dimostri la bontà .
Ma se trattasi di proposta seria, è poco serio che in nessuna carta del comune, che in nessun progetto, si parli di questo! Parliamo dell'arretramento della ferrovia!!! Si profila un cambiamento dell'assetto cittadino e si fa finta di niente!!!
Insomma l'arretramento della ferrovia è stato mai considerato nei progetti della città futura?
Il problema è che manca un "progetto grande", si naviga a vista e a vista incerta. Il percorso della complanare, ad esempio, nasce per caso e ci viene spiegato che non vi erano alternative al percorso, poi si scopre che non è vero. Così la terza corsia, e così via...
... Così Palazzo Gherardi: perchè ancora non è dato sapere di preciso il suo futuro? C'è l' interesse di chi ha già comprato la sede del DS ad allargare l'intervento? Certo è che qualsiasi impresa, pur in presenza di crisi economica, sa di intervenire in un luogo di particolare pregio e sa che il ritorno economico è assicurato. Certo è che qualsiasi banca sarebbe disposta ad anticipare ad un' impresa le somme per l'intervento, sapendo di un sicuro buon rientro, considerato il luogo.
Si vogliono fare appartamenti? Lancio una proposta opposta a quella che la stampa riportò come proposta dell'assessore finto dimissionario Campanile: invece di appartamenti extralusso, appartamenti destinati alle graduatorie per case popolari. Non appartamenti a canone concordato..ehhh...no... proprio appartamenti popolari. Si rispetterebbero i requisiti del piano Cervellati e non ci sarebbe speculazione edilizia e finanziaria. Risponda il governo PD-Verdi a questa proposta che non è provocatoria ma realistica e fattibile. Purtroppo, credo che anche per Palazzo Gherardi la decisione sia stata già presa in barba alla democrazia.
sabato 21 giugno 2008
Poche risorse per il Caterraduno. Non allarmatevi, correva l'anno 2006...
"Briciole per il CaterRaduno SENIGALLIA
All’inizio è nato tutto un po’ per gioco: il CaterRaduno a Senigallia. Per anni la manifestazione si è tenuta in Romagna e schiodarla dalla riviera sembrava impossibile. Difficile competere con le possibilità economiche e attrattive della terra che diede i natali a Fellini. Sta di fatto che un pomeriggio d'inverno Luigi Rebecchini, assessore al Turismo, ha tentato la sorte candidando la Spiaggia di Velluto direttamente ai microfoni di Radio2. Proposta strampalata, hanno pensato in molti quel pomeriggio. Invece, dopo pochi mesi, la trasmissione rompe il sodalizio settennale con la Romagna per approdare inaspettatamente nelle Marche. Rebecchini è riuscito nell’impresa, si diceva pochi mesi fa; adesso servono i soldi. A suo sostegno Luciano Montesi, assessore al turismo della provincia di Ancona, e, per sua confessione, appassionato Caterfan da molti anni. Proprio lui, infatti, aveva pensato di stanziare 20mila dei 50mila euro destinati per il turismo senigalliase, al CaterRaduno. Sembrava tutto fatto: 20mila a Rebecchini e 30mila a Velia Papa, assessore alla Cultura, per l’inaugurazione della Rotonda. Ma qualcosa ha scricchiolato durante l’ultima riunione della Giunta provinciale. La proposta “Montesi” non è passata e si è deciso di far pendere i piatti della bilancia tutti da una parte. Alla fine 45 mila euro saranno destinati alla Rotonda, mentre soli 5 mila euro al CaterRaduno. “Io avevo proposto 20 mila euro per la manifestazione di Radio2 e 30mila per la Rotonda - ci spiega l’assessore Montesi al telefono -, ma la Giunta ha ritenuto più opportuno sostenere le spese per l'inaugurazione del monumento senigalliese in quanto rappresenta l’evento turistico regionale dell’anno”. Tuttavia, l’assessore Montesi non si perde d'animo: “Ogni giorno durante la trasmissione Caterpillar viene pubblicizzata Senigallia e tutto il territorio della provincia di Ancona. Per questo abbiamo pensato a cinque spot diversi: uno per l’inaugurazione della Rotonda, uno per la riviera del Conero, uno per le grotte di Frasassi, uno per i Colli Esini e uno per la mostra di Gentile da Fabriano”. Di ben altro umore è, invece, l’assessore Luigi Rebecchini che si vede sfilare da sotto il naso 15mila euro e che dovrà andare a caccia di ulteriori sponsor per coprire il buco, da affiancare all'aiuto non cospicuo delle casse comunali. “Considerata la manifestazione – ha commentato laconico ieri Rebecchini - mi sarei aspettato di più, ma non voglio aggiungere altro. Dico solo che i riscontri turistici ci sono: Asshotel e Associazione albergatori hanno ricevuto molte prenotazioni per la settimana del CaterRaduno e lo stesso accade ai proprietari dei campeggi. I siti web su Senigallia, inoltre, hanno avuto un incremento dei clic. Questo la dice lunga sull’importanza dell’evento”.Se confrontiamo le cifre spese dai vicini romagnoli, c'è poco da sorridere. La differenza dei numeri sta tutta in uno zero: la provincia di Rimini, infatti, per la settima edizione che si è tenuta lo scorso anno, dal 6 al 12 giugno a Cattolica, aveva stanziato circa 50 mila euro, dieci volte tanto la cifra stanziata dalla provincia di Ancona".
Come mai accadde questo cambiamento nella giunta provinciale?
Ci fu, forse, l'intervento di qualche personalità influente da Senigallia sul presidente di allora della provincia?
Risposta troppo facile.
Ma ormai è bene guardare avanti.
venerdì 20 giugno 2008
CATERRADUNO ANCORA OK ! PREOCCUPAZIONI ED AUSPICI
Ancora un grande caterraduno e, nonostante il tempo non clemente, si è registrato successo di pubblico, di spettacoli e soprattutto di promozione.
La mia preoccupazione è che ora possa venire in mente a qualcuno di affidarsi ad agenzie esterne private o pubbliche-private per l'organizzazione e gestione del quarto anno senigalliese di Caterpillar.
Già nel primo appuntamento (2006) la mia convinzione è stata che saremmo stati in grado di gestire con le forze proprie la manifestazione. Il comune di Senigallia ha una forte e decennale esperienza nell'organizzare spettacoli, esperienza acquisita anche dal personale neoassunto, esperienza che non va sprecata, senza dimenticare inoltre il sicuro e notevole risparmio per l'ente.
Le tre edizioni svolte non hanno avuto sbavature e io credo si debba continuare con lo stesso modello organizzativo per la riuscita di una manifestazione così complessa. Affidare a terzi la gestione e organizzazione, vorrebbe dire introdurre sicuramenre situazioni che andrebbero ad inficiare l'armonia del lavoro tra comune e rai. Al comune spetta organizzare e gestire tutta la logistica: palchi, amplificazione (ogni artista ha necessità di una definita e precisa amplificazione), ospitalità per artisti e tecnici da distribuire in diverse giornate, in parte la stampa della pubblicità e altro ancora. Un lavoro non semplice che impegna dirigente, impiegati, tecnici e operai del comune. Da assessore ho sempre ringraziato il personale che con passione ha lavorato per la riuscita della manifestazione, ora voglio ringraziarlo da cittadino.
Colgo l'occasione per ricordare, ancora una volta, che tarda il lancio della manifestazione degli sbandieratori di settembre. Anche questa manifestazione ritengo possa essere gestita dal comune. Come ho scritto in altro post, è già pronto un video curato dalla federazione sbandieratori per l'evento senigalliese, visibile cliccando qui: Promo del campionato sbandieratori senigallia settembre 2008 .
Nei diversi contatti avuti nei primi mesi dell'anno con il presidente della federazione si è manifestata la reciproca disponibiltà di inserire Senigallia nel circuito per altre e future manifestazioni, la loro richiesta è quasi sempre la sola disponibilità delle piazze. Opportuno, anche in questo caso, seguire i rapporti direttamente.
giovedì 12 giugno 2008
SENIGALLIA: FARSI PIGNORARE CON UN BILANCIO SANO E' DA FESSI
venerdì 30 maggio 2008
ALTO PROFILO
patto e programma di ALTO PROFILO per fine mandato, propedeutici ad un'alleanza ancora di ALTO PROFILO per la prossima tornata elettorale .
Diamine! In fondo, i sessanta giorni per rimpastare la giunta sono stati spesi davvero bene e, tutto sommato, per questo nuovo rinascimento che si prospetta, sono stati anche pochi.
Il periodo di sessanta giorni ha consentito, oltre a rimpastare la giunta, anche di raggiungere un PROFILO ALTO, anzi un ALTO PROFILO di programmi e di azioni.
Sempre sulla stampa locale, il Sindaco, parlando della nuova maggioranza dal profilo inarrivabile, afferma: "Altra novità sono i due nuovi partiti di maggioranza. Nonostante Rifondazione ci abbia abbandonato, abbiamo aperto le porte della coalizione a ben due nuovi partiti: l’Italia dei Valori e Sinistra Democratica. Presto ci incontreremo per definire i dettagli.”
Ma, mentre leggo del profilo e dei buoni intenti, l'occhio mi va su un articolo a mezza pagina: in consiglio comunale si è parlato del megarisarcimento alla Sacramati. Con mia grande sorpresa leggo che nel dibattito, con comportamento inaudito, si è tenuta nascosta la notifica del pignoramento, notifica ricevuta un paio di giorni prima. Alla faccia della trasparenza, della glasnost!
Accidenti, proprio mentre come cittadino, quasi gioivo per questa giunta-mandrake, decisionista, rapida, precox e gioivo per l'alto profilo del patto e dei programmi, devo prendere atto di un comportamento gravemente scorretto perpetrato nei confronti del più alto organo di democrazia cittadina, che è appunto il Consiglio Comunale. Un comunicato del Comune, di risposta a chi ha criticato tale condotta, informa che il bilancio è sano. Io dico che con i duemilionicinquecentomilaeuro il bilancio sabbe stato ancora più sano.
Infine, leggendo sulla stampa odierna del Consiglio Grande, non capisco come possa proprio il Sindaco lamentare i ritardi sul piano Cervellati. Ma chi ha voluto tenerlo nei cassetti? Chi ha voluto e dettato le priorità se non proprio il Sindaco? Sul piano Cervellati non è stata mica Rifondazione comunista a voler tardare, anzi proprio RC chiedeva continuamente conto del ritardo volendo mutare l'ordine delle priorità. Il piano Cervellati era in cima alle nostre priorità, come più volte scritto e ripetuto. Ma invano...
Concedetemi un'ultima postilla, che non c'entra coi profili alti, ma con la risposta del Sindaco al mio precedente post "habemus papa(m)". Sono sempre le parole del Sindaco e che riporto pari pari dalla stampa: "Sarà l’assessore alla cultura Velia Papa ad occuparsi di tutti gli eventi, dal Caterraduno alla notte della Rotonda. In questo modo daremo continuità agli eventi. A Gennaro Campanile invece spetteranno altri compiti, quelli più strettamente consoni al Turismo” .
domenica 25 maggio 2008
SENIGALLIA TURISMO. NUNTIO VOBIS: HABEMUS PAPA(m)
Non è un errore e nè siamo al gioco del totoassessori, al turismo c'è di fatto Velia Papa. Per evitare equivoci, la voce generica "spettacoli", della precedente delega assegnata a Velia Papa, è stata ora sostituita con "manifestazioni ed eventi". La nuova delega in capo a Papa, come leggo dalla stampa, è: cultura, promozione, manifestazioni ed eventi.
Il sottoscritto, nella precedente giunta, inseriva e portava avanti nella propria programmazione gran parte delle manifestazioni e degli eventi , considerando proprio le manifestazioni e gli eventi momenti di accoglienza e di promozione turistica. Ho già ammesso, in un altro mio scritto, che anche per la promozione avevo invaso quasi completamente il campo. Oggi per Campanile questo mi pare impossibile, la delega al turismo di fatto è completamente svuotata. Caro Campanile, non potrai, dalla nuova spartizione delle deleghe, occuparti di manifestazioni, di eventi e di promozione, men che meno ideare alcunchè. Forse Velia Papa ti concederà quelle piccole manifestazioni che riterrà comunque necessarie, ma di cui non vorrà occuparsi. Le manifestazioni e gli eventi importanti non saranno per l'assessore al turismo: a te, caro Gennaro sarà concesso di curare i rapporti con le associazioni e gli operatori , ma senza prendere decisioni e impegni. La promozione, le manifestazioni e gli eventi sono di Velia Papa, questa volta viene chiaramente espresso nell'assegnazione delle deleghe. Non mi si dica che i due assessori sapranno lavorare gomito a gomito, per favore non mistifichiamo la realtà. Ma in fondo il turismo è cultura, quindi andrebbe anche bene, ma la preoccupazione è proprio Velia Papa, non ha mai tempo, e soprattutto "l'ascolto" è molto basso, inesistente direi.